Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIV - n.61 - Luglio - settembre 2019
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ALL'ERMITAGE L'ARCHEOLOGIA ROMANA

San Pietroburgo. "POMPEI. DEI, UOMINI, EROI "
a cura della redazione


E' sempre un grande orgoglio constatare che nei Paesi del mondo la nostra grande arte venga riconosciuta, ambita e apprezzata. La notizia che da aprile sia stata inaugurata al Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo la mostra Dei, Uomini Eroi. Dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli e dal Parco Archeologico di Pompei ci procura non soltanto compiacimento, ma ci riempie di soddisfazione.
Promossa dal prestigioso Museo Statale Ermitage con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e con il Parco Archeologico di Pompei, la mostra propone quasi 200 opere tra affreschi, statue, mosaici e oggetti di uso comune, selezionati nelle straordinarie collezioni dei due siti italiani, per raccontare l'arte, la storia e la quotidianità dell'antica città romana di Pompei la quale, con la sua repentina e tragica distruzione, ha consentito di preservare e restituire ai posteri capolavori d'arte e testimonianze di vita e cultura unici al mondo.
Diverse sono le sezioni tematiche allestite nella grande sala del Manege del Piccolo Ermitage, un palazzo a due piani eretto accanto al Palazzo d'Inverno, antica residenza imperiale dei Romanov, e al Nuovo Ermitage, il primo palazzo in Russia a venire espressamente costruito per ospitare le collezioni del Museo.


Marte e Venere, Pompei, Casa delle Nozze di Ercole, affresco, cm99x90. Napol, Museo Archeologico Nazionale











Le tre Grazie, Pompei, Casa di Apollo, mosaico, cm98x47. Napoli, Museo Archeologico Nazionale




La fine improvvisa di Pompei, avvenuta tra il 24 agosto o, come suggerirebbero anche le più recenti scoperte, in ottobre per l'eruzione del Vesuvio, ha in molti casi cristallizzato scene, situazioni e persone, colte di sorpresa in quel tragico momento nelle attività consuete. Una città intera, con le sue case, gli edifici pubblici, le vie, i negozi, le fabbriche, i templi e i mercati, con i suoi abitanti ma anche con i tanti oggetti in uso nei diversi ambienti, è stata riportata in luce a partire dal 1748, ovvero dalla ricerca archeologica nata con il movimento Neoclassico, che continua tutt'ora a rivelare nuovi siti e nuove opere.
"Pompei. Dei, uomini, eroi" è organizzata all'Ermitage dal Dipartimento di Antichità Classiche, guidato dalla Dott.ssa Anna Trofimova. La mostra è curata per la parte italiana da Paola Rubino De Ritis, Valeria Sanpaolo e Luana Toniolo, con la direzione scientifica di Paolo Giulierini direttore del MANN, Massimo Osanna, Professore ordinario presso l' Università degli Studi di Napoli Federico II e Alfonsina Russo, Direttrice ad Interim del Parco Archeologico di Pompei; per il Museo Ermitage è curata dalla stessa Dott.ssa Anna Trofimova e Andrey Zuznecov. L'esposizione, accompagnata nel nostro Paese dal catalogo Electa, con contributi di Luigi Gallo, Massimo Osanna, Federica Rossi, Valeria Sanpaolo, Luana Toniolo e Anna Trofimova, è un' evento di rilievo che prende vita grazie al sostegno di Lavazza, partner del Museo Statale Ermitage dal 2016, sempre favorevole alla promozione artistica e culturale a livello internazionale.


Vittoria/Nike, Torre Annunziata, Villa di Poppea, marmo, cm175x64. Pompei, Parco Archeologico






Enea ferito, Pompei, Casa di Sirico, affresco, cm45x48. Napoli, Museo Archeologico Nazionale




Dunque gli "Dei" e gli "Eroi" innanzitutto: non solo quelli presenti nei decori e nelle opere di edifici pubblici, come l'imponente "Erma di Mercurio" dal Tempio di Apollo o il "Busto di Giove" dal Capitolium, dedicato a Giove, Giunone e Minerva, entrambi in prestito dal MANN, ma anche e soprattutto opere presenti all'interno della mura domestiche, nei Larari, nelle cucine e negli atri.
Gli splendidi affreschi con "Zeus in trono" dalla Casa dei Dioscuri, "Achille e Briseide" dalla Casa del Poeta Tragico (MANN), il "Dioniso e Arianna", "Eracle e Deianira" e "Giunone ed Ebe" dalle ville di Stabia del Parco Archeologico di Pompei; e ancora l'eccezionale tarsia in marmo con "Scena dionisiaca" riemersa dalla Casa dei Capitelli colorati, conservata nelle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, tutte queste opere raccontano le gesta di divinità ed eroi, rappresentandoli secondo l'uso del tempo con gli attributi che ne rendono immediata l'identificazione. L'usanza di ornare i giardini con raffigurazioni di divinità è testimoniata da statue come quelle provenienti dalla Villa A di Oplontis, la piccola e raffinata Venere realizzata verso la fine del I secolo a. C., che ancora conserva labili tracce di colore, o la statua di Nike, mentre i rilievi neoattici in mostra, inseriti a Pompei lungo le pareti delle abitazioni, ricordano la moda del tempo e l'interesse dei proprietari per le opere della Grecia. Il grande merito degli scavi vesuviani, promossi negli ultimi due decenni della prima metà del XVIII secolo da Carlo III di Borbone nelle città di Pompei, Ercolano e Stabiae, è stato quello di regalarci un inedito spaccato della vita quotidiana degli antichi Romani, fino a quel momento pressoché sconosciuta; è in questo senso che la sezione della mostra dedicata agli "Uomini", ricca anche delle rappresentazioni scultoree e pittoriche delle élites cittadine, assume particolare rilevanza.


Statua di Eumachia, Pompei, edificio di Eumachia, marmo, cm194. Napoli, Museo Archeologico Nazionale





Ritratto di donna, Pompei (VI15,14) mosaico, cm25,5x20,5. Napoli, Museo Archeologico Nazionale



Pugile di Koblanos, Sorrento, marmo, h. cm180. Napoli, Museo Archeologico Nazionale



Dell'impressionante mole di oggetti d'uso comune riemersi a Pompei, crateri in bronzo, suppellettili in vetro e ceramica, pentole e padelle, sono stati selezionati per la mostra di San Pietroburgo esemplari di grande interesse, suddivisi per tipologia e materiali, che consentono di ricostruire le usanze, i commerci, le attività artigianali e quelle quotidiane: dall'educazione alla tavola.
Un braciere dalla terme Stabiane ormai in disuso, uno scaldaliquidi in bronzo dalla Villa di Arianna di Stabia, con rubinetto a testa di leone e tre cigni ad ali spiegate sul bordo del fornello, alti candelabri per illuminare i triclini o un cratere come quello di Giulio Polibio ageminato con effetti policromi; così come la bellissima cassaforte in ferro e bronzo con complessi e ingegneristici sistemi di chiusura, posta solitamente nell'atrio, lì dove il padrone di casa presentava se stesso, e ancora tavoli di marmo riccamente decorati (bellissimo quello prestato dal Parco Archeologico di Pompei con due animali fantastici) illustrano tanti aspetti degli usi pompeiani.
Il rilievo del capomastro (structor) Diogenes mostrerà gli strumenti utilizzati per le attività edili, ovvero un filo a piombo, una cazzuola, una mazza a taglio ortogonale, uno scalpello e un archipendolo e i 4 affreschi dai praedia della ricca pompeiana Giulia Felice, offriranno uno sguardo emozionante sui piccoli, grandi fatti che si svolgevano nel foro, in una giornata di mercato (le nundinae): "vendita di vasellame", "vendita di tessuti "lettura di editto", "punizione dello scolaro" .



Bruciaprofumi a sospensione, Gragnano, Villa di Carmiano, bronzo, cm10,8. Pompei, Parco Archeologico





Cratere a calice con base, Pompei, bronzo, cm61x40. Napoli, Museo Archeologico Nazionale




Vaso blu, Pompei, Tomba della Necropoli di Porta Ercolao, vetro e cammeo, cm. 32. Napoli, Museo Archeologico Nazionale




Quindi da Napoli provengono oggetti di grande raffinatezza e prestiti eccezionali, come l'assoluto unicum del "Vaso blu", capolavoro in vetro blu e cammeo che costituisce una delle opere iconiche del MANN (scoperto dai Borbone nella necropoli di Pompei nel 1837).
Non si potevano infine dimenticare il teatro e i giochi gladiatori.
Ricchi arredi in marmo per i giardini delle case pompeiane recanti a rilievo raffigurazioni teatrali, così come le matrici in gesso di maschere selezionate per l'occasione testimoniano la passione degli abitanti di Pompei per il teatro, mentre affreschi, elmi e cnemides in bronzo, decorati con scene mitologiche che raccontano a loro volta di Dei ed Eroi, riaffiorati dalle ceneri del tempo, ricorderanno ai visitatori dell'Ermitage l'importanza e la diffusione nel mondo romano dei giochi gladiatori, tanto amati dal popolo e faranno sognare le meraviglie conservate in Italia nelle due prestigiose sedi campane.
"Dei, Uomini, Eroi" è dunque un evento di assoluto rilievo per Napoli e per il Museo russo. E' nota del resto la passione degli Zar e delle classi aristocratiche russe per Pompei, testimoniata anche dalla presenza di un nucleo di antichità pompeiane all'Ermitage e dal travolgente gusto "alla pompeiana" diffuso nelle decorazioni di palazzi, suppellettili e nella letteratura della Grande Madre Russia.
Del resto il mondo e la cultura russi hanno sempre dimostrato grande interesse per le città vesuviane, la costiera amalfitana e le isole campane, specialmente Capri, a partire dai vedutisti che hanno immortalato nelle loro opere i paesaggi italici.




Nereide su Pantera marina, Stabia, Villa Adriana, affresco, cm62x92. Napoli, Museo Archeologico Nazionale






Un amore evidente quello della Russia per l'Italia e la sua arte che caratterizza anche i tempi di Caterina la Grande, quando le musiche di Cimarosa e di Paisiello allietavano i teatri e la corte di San Pietroburgo. Oggi il legame tra la città sulla Neva e Napoli, con l'immagine del Vesuvio all'orizzonte, diventa ancora più stretto. La mostra "POMPEI. Dei, uomini, eroi" resterà aperta fino al 23 giugno 2019.


info: lacchin@villaggio-globale.it





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