Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIV - n.61 - Luglio - settembre 2019
GALLERIE IN RETE 

PROPOSTE DI ARTE CONTEMPORANEA

ERIKA CAPOBIANCO. "In senso inverso"
di Bruna Condoleo




Un mondo pittorico singolare e potente, quello di Erika Capobianco, sempre in bilico tra dramma e tenerezza, che attanaglia il fruitore con la violenza del colore e con la distorsione espressionistica della linea. Autodidatta ma sospinta da un impellente bisogno emotivo, nelle tele Erika racconta il mondo esterno mentre narra di sé, dei suoi piccoli e grandi turbamenti, della fragilità delle cose umane, della crudeltà dell'esistenza. La sua pittura non è ascrivibile a movimenti o correnti artistiche se non per affinità casuali, né tanto meno richiama una tendenza naive: l'arte di Erika sconvolge per le struggenti e tragiche maschere che ricordano Ensor, per i volti allucinati, stanchi, afflitti, per i grandi occhi spalancati su abissi di dolore o che implorano attoniti risposte alla ricerca disperata del senso ultimo della vita. Il suo linguaggio, figurativo e surreale assieme, è aspro e pungente; una volontà di dissoluzione della forma mina alla base l'armonia classica e ogni tipologia di bellezza tradizionale a favore di un' "art brut", ovvero un'arte grezza e genuina che, pur con originalità, può rammentare lo stile del fondatore di questa tendenza artistica: Jean Dubuffet. La disamina spietata della figura e la traduzione parossistica delle emozioni contribuiscono a delineare un mondo visionario, fatto di figure irriverenti e provocatorie; inquietudine, tormento, ansia esistenziale, senso di rivolta sprigionano dai volti statici e grotteschi.


La pazza della porta accanto (Alda Merini), tecnica mista su tela, cm 100x120, 2014




Santa Teresa D'Avila, tecnica mista su tela, cm 100x100, 2016




Colpisce nei suoi ritratti la capacità di conservare una verosimiglianza del modello, malgrado la decomposizione attuata sulla forma: si guardino, ad esempio, la potenza espressiva del volto di Warhol o le poetiche immagini dedicate ad Alda Merini per comprendere quanto la pittrice sia in grado di svelare l’anima del personaggio senza ricorrere alla mimesi!
Corrosiva e trasgressiva, Erika trasmette nei dipinti una spiritualità compressa ma sincera; nelle immagini di santi e sante esposte nelle sue mostre si avverte prepotente il senso del sacro che non si esprime nella gradevolezza formale, ma emerge dalla folgorazione degli sguardi, dall’accostamento dei vivaci colori, dall’ implicita tenerezza che vibra nelle corde più intime del suo essere. Solitudine e alienazione, tragedie della condizione umana contemporanea che hanno molto inciso sull’esperienza personale di Erika, trapelano dalla sua pittura, ma l’espressionismo pittorico dona alle crude immagini un’empatia inattesa. Il ricordo di figure arcaiche, quasi preistoriche nell’ approsimazione della forma, conferisce ai suoi quadri uno straniamento magico e un fascino esoterico.  



Quel genio di Maury nel mio giardino, tecnica mista su tela, cm 100x150, 2017




Roma, tecnica mista su tela, cm 100x130, 2013


Una commedia umana, dunque, quella tradotta dall’arte di Erika, che va in scena a Milano, dopo essere stata inaugurata al MICRO di Roma nello scorso aprile; in questi giorni, infatti, nella Casa delle Arti Spazio Alda Merini il pubblico può vedere la mostra “IN SENSO INVERSO. Segni e visioni di Erika Capobianco”. Nelle grandi tele caricature strazianti e macabre mettono in luce ferite interiori individuali e collettive e proprio grazie alle risonanze psichiche procurano in chi osserva emozioni profonde. “Il gesto - diceva Dubuffet -  rivela non più il mondo, ma l’immaterialità del mondo” e il gesto pittorico è fondamentale per la pittrice romana: brutale, primitivo, energico, informale, a volte sarcastico, esso genera una sorta di nobile estetica della “bruttezza” che da oltre un secolo fa parte integrante della nostra cultura; l’arte di Erika è una discesa agli Inferi che tuttavia anela faticosamente a risalire con vitalità nuova e simbolica verso la pregnanza dell’archetipo!
In occasione della mostra milanese che durerà fino al 19 maggio 2019, è pubblicato un catalogo edito da Il Sextante a cura di Paola Valori, con un intreccio suggestivo tra le opere di Erika Capobianco e i versi di Francesca Nardi, scritti appositamente per la mostra romana. Un testo critico di Ugo Corvino e un'intervista di Paola Valori restituiscono al pubblico un ritratto reale quanto toccante del vissuto della pittrice.






L'essenziale è invisibile agli occhi, si vede bene solo con il cuore (A. de Saint-Exupèry), tecnica mista su tela , cm 80x100,2018




Omaggio a Andy Warhol (col baffo di Daly), tecnica mista su tela, cm 100x120, 2012



Bruna Condoleo, storica dell'arte, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte


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