Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIV - n.62 - Ottobre - dicembre 2019
GALLERIE IN RETE 

PROPOSTE DI ARTE CONTEMPORANEA

Imago splendida!
Capolavori di scultura lignea a Bologna dal Romanico al Duecento

di Artemisia




Veduta di allestimento della mostra presso Museo Civico Medievale di Bologna, 2019-2020. Foto Giorgio Bianchi | Comune di Bologna



In un secolo che sembra aver dimenticato la fede e la presenza di Dio dall'esistenza, l'arte medioevale colpisce ancora per il suo misticismo, per la tensione ascetica che rivela non soltanto nelle forme dell'architettura delle basiliche, ma anche nelle opere d'arte che le decorano. Tra il XII° e il XIII° secolo le chiese della Penisola di sono arricchite di sculture lignee, soprattutto di crocefissi, e Bologna ha rappresentato in questo campo artistico una fucina interessante di immagini sacre di grande valore storico e documentario. Malgrado molte di tali opere siano andate purtroppo perdute sia per la fragilità del materiale usato, sia per il debole interesse per una tipologia estetica presto trasformatosi nel tempo, la mostra “Imago splendida. Capolavori di scultura lignea a Bologna dal Romanico al Duecento” affronta e approfondisce la produzione scultorea relativa all’iconografia dei crocefissi, testimonianza eloquente della devozione cristiana nell’età medioevale e patrimonio artistico di rara eccellenza.
Grazie alla collaborazione della Curia Arcivescovile di Bologna e della Fondazione Giorgio Cini di Venezia, il progetto della mostra è frutto di una ricerca filologica e documentaria che permette al pubblico di comprendere i modelli di riferimento nel contesto figurativo della Bologna altomedievale. Il nucleo principale dell'esposizione, allestita con cura nella Sala del Lapidario del Museo Civico Medioevale, si compone di tre croci intagliate di proporzioni monumentali, per la prima volta riunite assieme, appartenenti all’iconografia del Christus Triumphans, quasi tutte collegabili a un contesto strettamente francescano.



Pittore giuntesco. Croce dipinta, 1270 circa. Tempera su tavola, 214 × 202 cm. Bologna, Collezioni Comunali d'Arte, inv. P61 (Foto Giorgio Bianchi)



Maestro del Crocifisso della Fondazione Giorgio Cini Bologna, attivo tra ottavo e nono decennio del XIII secolo. Crocifisso, 1270 circa. Legno con resti di policromia e doratura 183 × 181 × 29 cm. Bologna, Collezioni Comunali d'Arte, inv. S33 (gią inv. 1291) Restauro: 1965 circa (Foto Giorgio Bianchi)



Rivedere i crocefissi medioevali vuol dire virtualmente ricostruire gli apparati liturgici delle chiese romanico-gotiche, dove la grande immagine di Cristo sulla croce che vince la morte si stagliava in alto, dinanzi ai fedeli riuniti nelle navate, all’ingresso della zona presbiteriale. Il fascino di questi crocefissi, scarni nelle decorazioni ma colmi di pathos, risiede proprio nell’essenzialità delle forme, nel linearismo patetico dei corpi che bene si confanno alla spiritualità delle cattedrali romaniche e gotiche che essi ornano con la loro presenza austera. Le caratteristiche tecniche e stilistiche delle opere esposte permette di riscontrare analogie e somiglianze, facendo emergere l’ipotesi dell’esistenza di una bottega, probabilmente di origine alpina: il cosiddetto Maestro del Crocefisso Cini, in un periodo compreso tra il 1270 e il 1280. I tre cocefissi esposti sono: il Crocefisso conservato nelle Collezioni Comunali d’Arte di Bologna, il Crocefisso proveniente dalla basilica di Santa Maria Maggiore a Bologna e il Crocefisso pervenuto alla raccolta d’arte della Fondazione Giorgio Cini di Venezia. L’esposizione, inoltre, propone un confronto fra la coeva produzione scultorea e quella pittorica rispecchianti lo stesso tema, dove sembra riconoscere i modelli di Giunta Pisano, a cominciare dalla grande Crocefissione della chiesa di San Domenico, divenuta un riferimento per artisti e miniatori che operavano per gli ordini mendicanti.



Orafo limosino. Piatto di legatura con Crocifissione 1190-1200 circa. Rame inciso, sbalzato e dorato; smalto champleve: smalti blu (scuro, oltremare, lavanda), verde, giallo, rosso, bianco. Legatura 265 × 162 × 3 mm; placca centrale 236 × 107 mm. Torino, Palazzo Madama - Museo Civico d'Arte Antica, inv. 460, 10, 1/S (Foto Giorgio Bianchi)



Maestro francese della metą del XIII secolo e restauratore del XIX secolo. Crocifissione e dolenti, 1250 circa. Vetro dipinto e piombo 94,5 × 85,5 cm. Iscrizioni: HIC XPS nella tabella della croce Bologna, Museo Civico Medievale, inv. 2795 (Foto Giorgio Bianchi)


Se si considera che fin dal XII secolo Bologna per la sua posizione geografica e per i fermenti culturali fosse una meta internazionale grazie alla sua profonda cultura giuridica, alla presenza di ordini religiosi e confraternite, è lecito ritenere che modelli di un gotico nord-europeo siano penetrati nelle produzioni artistiche della Città. Anche queste influenze d'Oltralpe presenti nelle opere del tempo sono un motivo che rende più interessante la mostra, che si completa con preziosi codici miniati e raffinati oggetti liturgici, in parte conservati nella collezione del Museo e in parte provenienti in prestito da Biblioteca Palatina di Parma, Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino, Fondazione Giorgio Cini di Venezia, Museo Diocesano Tridentino di Trento e Museo Diocesano di Padova. Si tratta di messali dipinti, di piatti di legatura intarsiati e smaltati, di coperte di Lezionario in argento, di vetri dipinti che mostrano l'accuratezza tecnica degli artigiani orafi e dei miniatori medioevali!
Infine non è meno interessante notare l’eco dell’arte toscana che alla metà del ‘200 giunge a Bologna, testimoniata dall’ Arca marmorea di San Domenico, un capolavoro eseguito per la chiesa omonima dal grande scultore Nicola Pisano e da suoi aiuti tra il 1264 e il 1267.
La mostra, promossa da Istituzione Bologna Musei- Musei Civici d'Arte Antica,   In collaborazione con Curia Arcivescovile di Bologna e Fondazione Giorgio Cini, Venezia e con il patrocinio di Alma Mater Studiorum Università di Bologna - Dipartimento delle Arti, si avvale della sponsorizzazione tecnica di Cineca, Oasi Allestimenti, Radio Sata, SAME architecture.
Il catalogo dell'esposizione, che si concluderà l’8 marzo 2020, è sponsorizzato da Silvana Editoriale con i contributi critici di Luca Mor, Massimo Medica, Fabio Massaccesi, Silvia Battistini e Manlio Leo Mezzacasa. 




Veduta di allestimento della mostra presso Museo Civico Medievale di Bologna, 2019-2020. Foto Giorgio Bianchi | Comune di Bologna





E' vietata la riproduzione anche parziale dell'articolo e delle immagini © Copyright