Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XVI - n.67 - Gennaio - marzo 2021
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PROPOSTE DI ARTE CONTEMPORANEA

Le creazioni orafe di un artista poliedrico: MIMMO PESCE
di Bruna Condoileo

 

Mimmo Pesce. Pettorale in oro in stile egizio con lapislazzulo, 2002, coll. priv. (copyright)



Pittore, scultore, eccezionale disegnatore, Mimmo Pesce ha lasciato in eredità un bagaglio artistico di grande professionalità e di autentico valore. Sull’esempio degli artisti rinascimentali, egli ha sperimentato tutte le forme della creatività rivelando fin dagli esordi negli anni ’60 un'attitudine rivoluzionaria e una perizia tecnica non comuni.
In questo ricordo di un Artista libero e fiero, mai coinvolto nelle pastoie del potere, antesignano dei più corrosivi  linguaggi artistici della contemporaneità, desidero soffermarmi sulle sue doti di orafo, sottolineando che per Mimmo Pesce indossare un gioiello significa ostentare un messaggio non verbale con l’irruenza e con la provocazione che da sempre sono state le sue peculiarità. Con foga “primitiva” egli fonde a cera persa figure demoniache, come fossero ancestrali immagini apotropaiche, cesella e sbalza sagome fantasiose che svelano l’interiorità dell’inconscio o attingono al proibito, ma crea anche gioielli che riflettono le antiche culture mediterranee, soprattutto quella magno-greca da cui discende la sua genetica classicità.  

Orecchini in oro e avorio, 2005 (copyright)
Anelli in oro e petre dure, 2005 (copyright)


Pesce ha sempre pensato al gioiello come fuga dalla banalità e dal consueto, ha inteso l'oreficeria come esperienza totale, gesto unico con cui si concretizza l'invisibile; perciò l'Artista si spinge alla radice della forma scoprendone i percorsi essenziali e le fragilità, sovrapponendo e intrecciando figure elementari, suggestioni naturalistiche, tradizioni arcaiche. La ricerca delle origini culturali è anche ricerca dell'etnicità della forma; il rapporto con l'arte orafa egizia, barbarica, perfino azteca e maya, oltre alle proprie solide radici, è visibile nei suoi gioielli che non hanno disperso il fascino dei monili antichi. Mimmo Pesce sonda le risorse delle pietre dure, lapislazzuli, onici, turchesi, ametiste, olivine, studiando le varianti del rapporto tra pieni e vuoti, coinvolgendo le qualità della materia, ora lustra, ora specchiata, ora scabra e attraverso un'esuberante dialettica modula la forza e le attrattive del colore con la variabilità della luce.


Ciondolo per collana in oro (copyright) 2003
Ciondolo per collana in argento con rubino (copyright)2003
Pendente in oro
(copyright) 2003


Un gusto dell’ornamento, il suo, che si compiace ugualmente di sviluppi di forme geometriche come di linee sinuose; egli utilizza lamine d’oro e d’argento, la cui vibrazione muta di frequenza per l’inserzione di pietre preziose, piccoli rubini, zaffiri, perle, ma usa volentieri anche materiali meno aulici per creare un inedito contrasto in un’effusione di gusto barocco con cui l’Artista gioca fino in fondo la carta della seduzione. La sua audacia compositiva sfocia spesso nell’ostentazione: il gioiello, per lui, è accessorio ridondante, elemento metafisico e metonimico che ribadisce ed esalta i messaggi lanciati dal corpo e in relazione a questi ultimi il gioiello viene concepito per interagire con i gesti e con gli sguardi di chi li indossa, per illudere o confondere, per alludere o negare. I monili creati da Pesce ricostruiscono le genealogie complesse della storia diseppellendone le radici: pregni di rimandi misteriosi e di ancestrali simbologie, essi sono reperti “coscienti” in cui il potere estetico si coniuga con significati più reconditi, a volte travalicando il significato della forma originaria, a volte cedendo all’energia compressa della loro storia millenaria.
Spilla in oro con smeraldo
(copyright) 2003
Spilla in argento con turchese (copyright) 2004


Nascono così pettorali opulenti simili agli “hosckh” egizi, orecchini ispirati ad antichi monili greci, borchie dall’esuberanza bizantina, lamine auree entro cui pulsano cuori iridescenti, cerchi luminosi su cui sono sospese trasparenti pietre lunari, cordoni d’argento che a stento trattengono frecce puntate sul cuore. Simili a gioielli sono anche alcune minuscole sculture di nudi femminili che riflettono le loro forme sinuose su piccoli enigmatici specchi, quasi un alter ego che pone dubbi e domande; nelle ultime creazioni, poi, la sua fantasia è stata sollecitata dai "cerchi nel grano", figure apparse nei campi inglesi, da cui sono nati gioielli di gusto geometrico che alludono a misteriose costellazioni!
Legato alla vita terrena ma ammalato d’eternità, Mimmo Pesce ha costantemente espresso nelle forme e nei contenuti della sua arte le contraddizioni esistenziali che hanno segnato l'originaria natura polemica e trasgressiva, sempre in bilico tra furore dionisiaco e aspirazione apollinea, attrazione del demoniaco e fascino della Bellezza.




Pendenti in oro e argento ispirati ai "cerchi nel grano" (copyright), 2006
Scultura in argento con specchio, cm. 7,5. 2006

Mimmo Pesce
Nato a Reggio Calabria l'11/2/'46, Mimmo Pesce si trasferisce dopo la maturità artistica a Roma, dove, allievo dello scultore Pericle Fazzini, consegue il diploma di Scultura all'Accademia di Belle Arti. Fin dal '63 inizia la sua attività espositiva, che ininterrottamente è giunta ai nostri giorni con successo di pubblico e di critica: performances, esposizioni di scultura e pittura, grafica, oreficeria, installazioni e films d'artista. Docente di Discipline plastiche al Liceo Artistico, ha ricevuto vasto consenso da parte della critica più autorevole (Micacchi, Del Guercio, Misuraca, Von Varner Kruger) che ha evidenziato nel tempo le sue innate capacità espressionistiche in opere sempre dense di forza aggressiva, di polemica sociale ma ache di mordace ironia. L'arte orafa è uno degli innumerevoli momenti di una creatività vulcanica e di un nomadismo culturale, grazie ai quali Pesce si è appropriato, con dissacrante libertà inventiva, di uno stile originalissimo. Il 29 ottobre 2016 la morte ha interrotto una multiforme ricerca artistica, pregna di pathos e specchio di profondi dilemmi esistenziali.




Bruna Condoleo, storica dell'arte, giornalista, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte


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