Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XVI - n.68 - Aprile - settembre 2021
GALLERIE IN RETE 

PROPOSTE DI ARTE CONTEMPORANEA

CAMPANIA TEATRO FESTIVAL 2021
Quattordicesima edizione – dal 12 giugno all'11 luglio

a cura della redazione

 



Stesso slogan, nuovo Festival. Stesso slogan, Il teatro rinasce con te, perché a distanza di un anno la vera rinascita del settore teatrale appartiene ancora alla categoria degli annunci e dei buoni propositi. Nuovo Festival perché questa edizione 2021, la quinta diretta da Ruggero Cappuccio, passerà alla storia per essere quella dove il Napoli Teatro Festival diventa il Campania Teatro Festival. Un modo per anticipare il futuro di una manifestazione che dal 2022 estenderà sempre più la sua azione culturale da Napoli all'intera regione, rendendo organico il legame e l'unitarietà tra i beni paesaggistici e architettonici, ma anche per ribadire e meglio specificare l'impegno concreto della Regione Campania a sostegno di una rassegna multidisciplinare, organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival presieduta da Alessandro Barbano, che sa coniugare la cultura nazionale e internazionale con la bellezza di alcuni dei luoghi più suggestivi e simbolici del territorio campano. Saranno più di 1500 i lavoratori dello spettacolo della nostra Regione che faranno parte del Campania Teatro Festival 2021, un segnale concreto di sostegno non formale a chi continua a subire quotidianamente sulla sua pelle le dure conseguenze economiche della pandemia in un settore da sempre in difficoltà. In attesa, e con l'auspicio, che lo Stato faccia stabilmente la sua parte, come accade in altri Paesi d'Europa, riconoscendo diritti che al momento sono ancora negati. Sede principale del Festival, con l'allestimento di ben otto palchi, sarà quest'anno il Real Bosco di Capodimonte, che ospiterà per un mese una vera e propria cittadella teatrale tra Cortile della Reggia, Casino della Regina, Giardino Paesaggistico di Porta Miano, Manifattura della Porcellana, Giardino Paesaggistico Pastorale, Praterie della Capraia, il Giardino dei Principi e lo spazio del Cisternone. Una scelta dettata da tre motivi, tutti egualmente importanti: la vastità degli spazi, la felice esperienza della precedente edizione e il rapporto di grande collaborazione con il direttore Sylvain Bellenger. Gli altri eventi si svolgeranno nel Teatro Grande di Pompei, al Belvedere di San Leucio a Caserta, a Montesarchio (in piazza Umberto I e nel Museo Archeologico del Sannio Caudino), nel Teatro Naturale di Pietrelcina, nell'Anfiteatro di Avella e a Salerno, nel Chiostro del Duomo e all'esterno del teatro Ghirelli. Appuntamenti a Napoli ci saranno anche nell'Archivio di Stato di Napoli, nel Refettorio del Chiostro di San Domenico Maggiore, a Made in Cloister e, sempre a Capodimonte, nella Sala Causa. L'anteprima del 19 marzo con il Maestro Riccardo Muti si terrà al teatro Mercadante, mentre gli spettacoli di settembre andranno in scena in tre diversi teatri cittadini: il Bellini, il Trianon e il Politeama.


Manifesto delle mostre



Capodimonte, luogo tra i più rappresentativi dell’Epoca Borbonica, sarà anche centrale ne “Il sogno reale. I Borbone di Napoli”, un progetto Speciale di Ruggero Cappuccio curato da Marco Perillo, che, rispondendo alla mission della Fondazione di promuovere e valorizzare i beni del patrimonio culturale materiale e immateriale della Regione, vuole coinvolgere, attraverso un focus storico e artistico sul secolo del Regno, alcuni dei principali siti borbonici della Campania. Il progetto, oltre a sette storie inedite redatte da narratori e interpretate da sette diversi attori, che andranno in scena nel Giardino dei Principi, prevede anche la pubblicazione di una guida stampata degli stessi siti, a cura dello stesso Marco Perillo, che sarà distribuita gratuitamente al pubblico che seguirà gli spettacoli in programma al Festival.
Confermate le 10 Sezioni: Prosa Italiana, Internazionale, Osservatorio, SportOpera, Danza, Musica, Letteratura, Cinema, Mostre, Progetti Speciali, a riprova di una multidisciplinarità che ha caratterizzato tutte le edizioni dirette da Ruggero Cappuccio e rappresenta la vera e propria anima del Festival. Sette di queste sezioni sono programmate tra giugno e luglio, mentre quelle dedicate alla Danza, agli spettacoli Internazionali e al Cinema sono previste nel mese di settembre e si aggiunge la sezione Cinema Quartieri di Vita a dicembre 2021.  In particolare, per le Compagnie straniere sono già fissati tre debutti nazionali che hanno date e luoghi definiti: l’8 e il 9 al teatro Bellini di Napoli lo spettacolo della regista argentina Marina Otero, il 16 e il 17 il nuovo lavoro del coreografo greco Dimitris Papaioannou al teatro Politeama di Napoli, mentre il 23 e il 24 andrà in scena al teatro Bellini l’ultima creazione del regista svizzero Christoph Marthaler, con Graham F. Valentine.
Cinque le mostre che si potranno visitare presso il Museo di Capodimonte con inaugurazione il 13 giugno ore 16,30; apertura al pubblico: dal 14 giugno all' 11 luglio 2021; dal giovedì alla domenica dalle 16,30 alle 19,30. Ingresso gratuito.




L' artista Marina Turco con uno dei busti della sua mostra
"Le forme dell'anima" (foto AleT ©)


Marina Turco proporrà Le Forme dell' Anima, un progetto che si compone di 13 busti in terracotta e unisce due nuclei di produzione: uno dedicato al mondo antico e l'altro alla drammaturgia teatrale.
BUSTI ANTICHI: Omero, Apollo, Poseidon, Dioniso. "Questa prima parte del progetto- chiarisce Marina Turco, creatrice delle opere - celebra il versante mistico, sacrale, mitico di quel mondo da cui traggono vita anche l'atto teatrale e la scrittura drammaturgica. Non è tuttavia necessario formalmente creare un'unità concettuale fra le due parti dell'esposizione; sono piuttosto la spontanea linea produttiva che ho avuto piacere di osservare. Il teatro si genera entro le forme rituali, con lo scopo di venerare, pregare o ringraziare gli dei per la stagione futura prima di radicarsi in un ordine proprio. ll ciclo dedicato ai busti degli dei risponde all'intento di creare un più forte legame fra i volti e gli archetipi che li abitano; si tratta di volti di persone reali ritratte in un'immaginaria e giocosa corrispondenza con questo Olimpo interiore. Al canone classico subentrano l'imperfezione della natura, la ruga del tempo, le linee dell'anima, la peculiarità dell'individuo".
La seconda sezione del progetto è dedicata ai DRAMMATURGHI: Antonine Artaud, Samuel Beckett, Pier Paolo Pasolini, Jean Genet, Roberto de Simone, Shakespeare, Eugene Ionesco. "Nei giacimenti della mitologia classica- continua la scultrice- c'è sufficiente materiale per collegare le immagini e i racconti dell'antichità a un Olimpo rinnovato nei suoi riti e nei suoi linguaggi. Alcuni di questi drammaturghi riplasmano l'esperienza del rito, rendendolo elemento dialettico della condizione umana del tempo; altri rinsaldano il legame con il mondo antico costruendo su questa memoria arcaica le fondamenta di una nuova creatività o il motore drammaturgico di vari sviluppi narrativi". Opere di Marina Turco, progetto allestitivo di Vincenzo Pastore. Creazione supporti in legno Carlos Bernal Lorente; cottura terracotte Forni Anper, Rubí, (Barcelona).
Sala Causa (Porta Grande) del Museo di Capodimonte


Marina Turco,The ghost, busto di William Shakespeare, terracotta, pittura acrilica, base in legno di faggio, 2021 ©
Marina Turco, La vie est cruelle- busto di Antonine Artaud, h.cm.31, terracotta, pittura acrilica, base di legno di faggio, 2021 ©
Marina Turco, Dall'orlo estremo di qualche età sepolta, P.P. Pasolini, h.cm.33, terracotta, pittura acrilica, base di legno di faggio, 2021 ©


Nella mostra “Il Tempo dell’Attesa” ritratti di artisti, scrittori, registi, musicisti, fotografe e fotografi, attrici e attori, il set di un film, un momento di un viaggio, il gesto di un ragazzo per le strade di Palermo o uno sguardo assorto all’ospedale psichiatrico: 100 fotografie per il racconto di più di trent’anni di attività della fotografa Lia Pasqualino. La fotografa palermitana, attraverso la poesia delle sue immagini, mostra il silenzio, il mistero e l’umanità di sguardi, occhi e mani tra le terre di Sicilia, le quinte di un teatro e un set cinematografico. Il progetto è curato da Giovanna Calvenzi e il catalogo, edito a Postcart, raccoglie testi di Roberto Andò, Giovanna Calvenzi, Salvatore Silvano Nigro, Lia Pasqualino e Ferdinando Scianna.
Di androidi, sirene e altre storie - Mario Buonoconto  -Retrospettiva è la mostra dedicata al poliedrico pittore e scenografo napoletano, scomparso nel dicembre del 2003, che ha dedicato una moltitudine di opere al tema dell’esoterismo e del simbolismo, come a quello delle Sirene, ma anche all’attualissima realtà dell’incontro uomo-macchina con la serie degli Androidi. (Sala Causa del Museo di Capodimonte).
Simona Fredella propone la mostra Malùra: perdizione, rovina, stato di grave dissesto a cura di Chiara Lombardi. In questa mostra è il corpo ad andare in malora. Protagonisti sono, infatti, i corpi di alcuni dei più noti autori/drammaturghi napoletani dal limitare dell’Ottocento fino ai giorni nostri, ritratti in un inusuale processo di de-composizione: tra quel che resta dei loro corpi, si potranno riconoscere: Eduardo Scarpetta, Raffaele Viviani, Eduardo de Filippo, Roberto De Simone, Manlio Santanelli, Enzo Moscato, Annibale Ruccello, Ruggero Cappuccio e Mimmo Borrelli. (Museo di Capodimonte).
Un percorso sensoriale, dove il suono e l’immagine si mescolano per dar vita a un’esperienza coinvolgente e stimolante è  Synaesthet X, un progetto artistico costituito dalle opere di Paolo Iammarrone e da una performance ideata da Vincenzo Fiorillo. Profumi, immagini e suggestioni, cercano di far immedesimare l’osservatore nell’immaginario del mondo femminile dell’artista con le musiche originali di Ivo Parlati. La mostra è a cura di Vincenzo Pastore. (Sala Causa del Museo di Capodimonte)

Mario Buonoconto, retrospettiva "Di androidi, sirene e altre storie" ©
Simona Fredella, "Malura", Enzo Moscato, 75x105 cm. tecnica mista su carta cotone ©
Lia Pasqualino, mostra fotografica "Il tempo dell'Attesa" , Andrea Camilleri ©



MOLTISSIMI, dunque, i protagonisti di questa edizione di Campania Teatro Festival che è stata inaugurata in anteprima il 19 marzo al teatro Mercadante di Napoli con il concerto dell’Orchestra giovanile “Luigi Cherubini” diretta dal Maestro Riccardo Muti (disponibile gratuitamente dal 26 marzo in streaming su live.napoliteatrofestival.it, cultura.regione.campania.it, ansa.it e ravennafestival.live).
Non mancherà anche quest’anno la collaborazione con Il Teatro Stabile di Napoli- Teatro Nazionale, un’intesa che si concretizzerà con la coproduzione di tre spettacoli inseriti nella sezione Progetti Speciali del Festival e andranno in scena al Teatro Grande di Pompei nell’ambito della rassegna “Pompeii Theatrum Mundi”: il 24 giugno Jan Fabre dirigerà Resurrexit Cassandra, testo di Ruggero Cappuccio, musiche di Stef Camil Karlens, interpretato da Sonia Bergamasco; 1, 2 e 3 luglio Il Purgatorio. La notte lava la mente, di Mario Luzi, con la regia di Federico Tiezzi, e poi la prima assoluta di La cerisaie / Il giardino dei ciliegi, di Anton Cechov, regia del portoghese Tiago Rodrigues, protagonista Isabelle Huppert.
Ancora una volta, come è sempre accaduto nelle edizioni dirette da Ruggero Cappuccio, l’immagine del Festival è affidata alla creatività del Maestro Mimmo Paladino che, interpretando l’identità e l’anima della rassegna, ha realizzato un’opera d’arte in sette quadri che andranno ad impreziosire il catalogo e i materiali della manifestazione. Continua inoltre, con crescente forza e intensità, la proficua sinergia che la Fondazione Campania dei Festival ha costruito giorno dopo giorno con gli Istituti di Cultura e le Università. Media partner nel 2021 saranno invece Rai Cultura, Rai5, che trasmetterà alcuni eventi della rassegna, e Rai Radio3.
Last but no least, il Campania Teatro Festival conferma una politica oculata dei prezzi: i biglietti continueranno a costare da 8 a 5 euro e saranno gratuiti per le fasce sociali più deboli. I ticket potranno essere acquistati online sul sito e il giorno dell’evento al botteghino allestito per l’occasione. Il ricavato degli spettacoli della sezione Musica sarà devoluto in beneficenza all’Ospedale Cotugno di Napoli.

mail:
info@fondazionecampaniadelfestival.it
tel: 081 18199176
campaniateatrofestival.it



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