Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XVI - n.68 - Aprile - settembre 2021
GALLERIE IN RETE 


Torino. Alla Galleria Sabauda il " San Giovanni Battista" di CARAVAGGIO
di Artemisia






Manifesto della mostra

Dal 25 febbraio al 30 maggio 2021 ai Musei Reali di Torino la tela "San Giovanni Battista" di CARAVAGGIO è esposta nelle sale dedicate ai pittori caravaggeschi della GALLERIA SABAUDA. L'opera, realizzata tra il 1604 e il 1606, proviene da Roma dalle GALLERIE NAZIONALI D'ARTE ANTICA grazie a uno scambio promosso dalle direzioni dei due musei in occasione della mostra "L'ora dello spettatore. Come le immagini ci usano" (Roma, Palazzo Barberini, 2 dicembre 2020 - 5 aprile 2021). L'esposizione romana, infatti, accoglie nel suo percorso la rarissima tavola di Hans Memling con la Passione di Cristo, conservata alla Galleria Sabauda. L'evento espositivo, sostenuto dalla Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino e da Reale Mutua, è una straordinaria opportunità per portare all'attenzione del pubblico le collezioni di due grandi pinacoteche italiane e il genio dei loro insuperati Maestri. Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, dipinge un inedito San Giovanni Battista adolescente e meditativo; la forza espressiva delle sue tele, i cui personaggi sono sempre desunti dalla realtà quotidiana e circonfusi di pathos emotivo, risiede innanzi tutto nei forti contrasti luministici, come avviene anche in quest'opera. L'argomento sacro viene trattato con profonda umanità dall'Artista e arricchito di pochi ma essenziali elementi accessori, nature morte dal significato simbolico che non distraggono dal tema principale. Il San Giovanni Battista, figura centrale nell'iconografia cristiana, è per Caravaggio un asceta che vive nel deserto; il suo sguardo è perduto lontano, le sue mani rivelano la fatica quotidiana, nessuna compiacenza nel suo aspetto esteriore; circondato da un manto rosso, il giovane è colto in un momento di assorta meditazione.
San Giovanni è dipinto da Caravaggio nella sua adolescenza solitaria: vicino al corpo seminudo e al volto nascosto in parte dalle ombre vi sono i simboli del suo destino: le canne e le ciotole per i battesimi! Un fascio di luce illumina il busto nervoso e blocca l'immagine in un'atmosfera d'attesa, mentre sullo sfondo s'intravedono appena elementi di una natura spoglia e selvaggia.
La mostra-dossier permette di presentare al pubblico uno dei capolavori del rivoluzionario Pittore lombardo che con il suo linguaggio naturalistico e pieno di pathos ha trasformato il corso della storia dell'arte, ma è anche un'occasione per mostrare lo stretto dialogo che intercorre tra un suo capolavoro e le opere di quei pittori italiani e stranieri, di prima e seconda generazione, che furono profondamente influenzati dalla sua pittura. Alcuni, come Giovanni Baglione, coetaneo del Merisi e suo acerrimo nemico, interpretano solo esteriormente i realistici modelli del Maestro; altri, come Valentin, Vignon, Ribera e Serodine, ripropongono con grande rigore l'umiltà mistica dei santi a partire da invenzioni caravaggesche. Altri ancora, come Antiveduto Gramatica e Orazio Riminaldi, guardano al profondo naturalismo e alle nuove tematiche introdotte dal Merisi, mentre il pittore olandese Matthias Stomer porta avanti nei suoi quadri a "lume di notte" i vigorosi contrasti tra luci e ombre. Caravaggio affascina i grandi collezionisti del tempo e anche i Savoia: come mostrano le opere esposte, anche la Casa Reale piemontese si aggiorna subito sulla moderna pittura di realtà, ampiamente documentata negli inventari degli anni Trenta del Seicento. Sarà Orazio Gentileschi a donare proprio al duca sabaudo Carlo Emanuele I, nel 1623, la splendida pala con l'Annunciazione, una delle sue opere più intense e significative.



Michelangelo Merisi da Caravaggio, San Giovanni Battista, olio su tela cm. 94x131, 1604/06
Gallerie Nazionali di Arte Antica, Galleria Corsini, Roma I
Ph. Alberto Novelli



"Nonostante i mesi di lockdown, i Musei Reali non si sono mai fermati. - dichiara Enrica Pagella, Direttrice dei Musei Reali di Torino- l'emergenza che abbiamo vissuto e che stiamo tuttora vivendo ha evidenziato la necessità di offrire al pubblico proposte culturali inedite, misurate sulle attuali esigenze di fruizione e di sostenibilità, sviluppate anche in collaborazione con altre realtà nazionali. I Musei Reali si fanno promotori di un costante scambio e confronto con lo scenario nazionale, oggi essenziale per offrire al pubblico nuovi contenuti capaci di moltiplicare le opportunità di conoscenza e di esperienza".

La mostra è visitabile secondo i seguenti orari:
dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19 (ultimo ingresso ore 18). Il lunedì accesso esclusivamente con biglietto acquistato in prevendita on line








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