Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XII - n.54 - Ottobre-dicembre 2017
ARTinFORMA

Intervista ad Annalia Amedeo: "Sinestesie"
di Bruna Condoleo


Un luogo della Capitale esclusivo e fantastico, la Casina delle Civette a Villa Torlonia e una mostra altrettanto inedita, "Sinestesie. Natura-storia-arte": questo l'evento di cui ci occupiamo in un'intervista che vuole essere un omaggio ad Annalia Amedeo, scultrice di talento, che sa coniugare con gusto e passione l'amore per la natura e l'indagine sulla condizione umana. Napoletana di nascita, ma attiva a Roma, dal 2011 ha esposto le sue opere in ceramica in varie città italiane, rivelando una capacità espressiva e tecnica molto originale, testimonianza della sua squisita sensibilità umana ed estetica. L'attuale mostra di porcellane, curata da Elena Paloscia, rappresenta il frutto di una ricerca sperimentale che attrae per la leggiadria delle immagini e meraviglia per le novità formali e contenutistiche.

D.: Annalia Amedeo, iniziamo questa intervista con un’ auto-presentazione del suo itinerario artistico, dal mondo del restauro all’attività scultorea attuale.
R.: Ho lavorato nel settore del restauro archeologico e conservativo per molti anni e per me è stato un arricchimento culturale oltre che un retaggio tecnico importante. Il mio rigore formale, insieme ad un senso armonico della forma credo che in parte derivi da questo.
Ad un certo punto della mia vita, periodo che è coinciso con la maternità, sentivo il desiderio di andare oltre, di sperimentare e di seguire questa scia di creazione. Il mezzo plastico e in particolare il caolino è così diventato il medium attraverso il quale esprimermi.





Annalia Amedeo: Angeliche Farfalle # 2 Porcellana, porcellana paperclay, sali metallici, fettuccia in velluto rosso; cm. 30x17x13. 2017


Angeliche Farfalle # 1 Porcellana, porcellana paperclay, sali metallici, fettuccia in velluto rosso; cm 28x18x14. 2017







D.: Le componenti essenziali del suo linguaggio sembrano essere, a mio avviso, un amore per l’euritmia della forma, rivisitata da una moderna sensibilità e un cocettualismo che attesta un' interpretazione  metamorfica della realtà.
R.: Il concettualismo che mi si attribuisce può esserci solo se si specifica a quale realtà faccio riferimento. C’è un passato remoto che riemerge come amore per il classico ma che poi non sento in nessun modo adatto ai nostri tempi: anzi si può pensare che l’attualità sfregi la bellezza antica. La realtà del mondo moderno di per sé tende ad aggredire la forma bella.

D.: Le sue ceramiche mostrano l’ispirazione a un mondo di grazia e di armonia in cui trapelano, malgrado tutto, paure ancestrali e verità celate che ne inficiano l’originaria bellezza. Può chiarire la sua poetica?
R.: Le paure ancestrali, le verità celate sono stati dell’essere, suggestioni, momenti della mia vita che emergono in maniera più o meno inconscia. Io cerco di coglierli e rappresentarli nel mio mondo.

D.: Le “memorie fossili”, per citare il titolo di sue creazioni, sono simbologie da lei predilette. Quale significato attribuisce alle forme organiche archetipiche, come l’uovo o le valve di conchiglia?
R.: Il lavoro sulle “ Memorie fossili “ e le “ Madreforma “ è un lavoro di messa in evidenza d’una stratificazione di momenti temporali: i residui di nidi fossili, i gusci, le valve di conchiglia simboleggiano la femminilità in tutte le sue coniugazioni e in tutti i suoi portati. Sono tracce di vita che continuano ad esistere attraverso la memoria.



Forme Organiche(particolare), porcellana, porcellana paperclay, ossidi metallici, cristallina; cm 7x29x20; Cm 8x29x18; cm 8x29x16. 2015


Madreforma # 3 Porcellana, sali metallici; cm 4x47x29. 2017







D.: La scelta di un materiale antico come la porcellana, da lei lavorata in sottilissimi strati con estrema raffinatezza, da quale impulso culturale proviene?
R.: Provengo da una città, Napoli, che è stata un grande centro produttivo nel '700 di bellissime porcellane. Quella translucentezza e quel possesso di lievità che ha già in sé la porcellana, mi ha sempre affascinata.

D.: Le sculture esposte nell' attuale mostra romana "Sinestesie" esprimono una sensualità delicata che si alimenta del candore della materia ma si coniuga con intrusioni di elementi estranei e lievemente colorati, come nastri, foglie, farfalle. Un carattere di visionarietà si palesa soprattutto nella serie "Angeliche farfalle" , volti di Veneri antiche sui cui si generano superfetazioni misteriose. Può spiegare la genesi di tali forme ibride, spesso inquietanti?
R.: La complessità di alcune mie opere suppongo provenga da quel pozzo profondo delle meraviglie che ormai da Freud in poi definiamo inconscio. Mi piace pensare alle mie maschere come a una sorta di essere ibrido su cui viene registrato un cambiamento di stato, una metamorfosi colta nel momento in cui essa stessa si manifesta. Adopero due colori principali, il rosso e l'azzurro per rappresentare questa contrapposizione sinergica tra due mondi, quello terreno e quello spirituale.

Ringraziando Annalia Amedeo per aver consentito con le sue parole di inoltrarci nel suo universo poetico, nutrito di cultura e di sapienza tecnica, auguriamo il successo che merita alla mostra romana che si concluderà il 21 gennaio 2018.





Memoria fossile # 3 Grés autosmaltante, porcellana, smalto oro (sin), porcellana, sali metallici (dx); cm. 45x42x31,5. 2017


Particolare di Angeliche Farfalle # 4 Porcellana, porcellana paperclay, sali metallici, fettuccia in velluto rosso; cm 31,5x19x13. 2017




Bruna Condoleo, storica dell'arte, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte


E' vietata la riproduzione anche parziale dell'articolo e delle immagini © Copyright