Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIII - n.56 - Aprile - giugno 2018
ARTinFORMA

Gherardo Noce Benigni Olivieri: "Dicotomia di un sognatore"
di Bruna Condoleo



Il recente racconto di Gherardo Noce Benigni Olivieri, dal titolo "Dicotomia di un sognatore", è una sorta di autobiografia in cui le passioni e le riflessioni del protagonista rappresentano il filo conduttore.  La trama del libro, dove emergono le figure di Bernardo, acuto affabile e curioso e suo cugino Benigno, chiuso, solitario, restio ai contatti umani, si struttura come un misterioso gioco di incastri narrativi da dipanare. Grazie al desiderio di svelare il mistero che circonda la figura di suo cugino, il protagonista s’imbatterà, suo malgrado, in un mondo immaginario, intraprendendo un “viaggio” straordinario al di fuori della realtà contingente, che evoca antiche suggestioni letterarie. La dimensione fantastica è esaltata dall’autore non per il gusto del paradosso, ma perché, diversamente dal reale, il sogno possiede, secondo l'autore, la capacità di far percepire l’assurdo in cui spesso ci troviamo costretti a vivere.
Nel dispiegarsi del racconto, non privo di colpi di scena, ambientato in un’antica, ma ancora esistente dimora della città di Fabriano, affiora un atteggiamento nostalgico nei riguardi del passato a testimonianza della struggente consapevolezza del protagonista che la vita attuale sia inadeguata rispetto ai suoi desideri e ai suoi sogni.


Il personaggio principale, Bernardo, non si unisce alla pletora di chi esalta la vita contemporanea per le sue meraviglie tecnologiche, ma vive una dicotomia tra un apprezzamento, spesso critico del presente e un'appassionata nostalgia di una esistenza diversa, ricca di valori, più consona alle aspettative e ai bisogni fondamentali dell'uomo. Attraverso il romanzo l'autore, a mio avviso, fa un implicito elogio alla "lentezza" del vivere e nel contempo esalta il valore dell'immaginazione, capace da sempre di vivificare la banalità dell'esistenza reale e tramutare ogni attimo "immaginato" in un momento di serenità. Nel passato l'uomo ha sempre cercato di capire cosa fosse reale, piuttosto che ciò che non lo fosse; quest'oggi, invece, considerata la ossessiva realtà dei tempi attuali, vivere d'immaginazione può costituire una possibile fonte di libertà, più che un' illusoria fuga dalla realtà. Il mito della velocità ad ogni costo cui la contemporaneità ci ha abituato, quasi a dover rivaleggiare con la velocità delle macchine, sta creando frustrazioni e disagi, poiché non permette alla mente di assaporare gli eventi, le situazioni, le relazioni umane; siamo, infatti, eternamente connessi, ipersollecitati da una miriade di immagini che si affollano nel nostro cervello oscurando la capacità stessa di elaborare idee e sogni, di formulare riflessioni e cogitazioni.
Festina lente” recita un antico motto latino attribuito all'imperatore Augusto, che suggerisce di agire con sollecitudine, ma anche con calma, con lentezza: è ciò cui il protagonista del racconto aspira nella speranza di riuscire a far coesistere nella propria esistenza la realtà e l’ immaginazione.  In questo racconto, infatti,  il mondo dei sogni e il mondo reale sembrano perdere i loro netti confini: le due dimensioni si mescolano e si alternano rivelando ambedue una misteriosa vitalità e facendoci intuire che il confine tra le due esperienze sia molto più sottile e sfumato di quanto non si pensi.
In “Dicotomia di un sognatore” Gherado Noce Olivieri Benigni sa coinvolgere il lettore con spunti immaginativi inattesi e attraverso una scrittura sciolta e una lingua agile propone una lettura piacevole. Esiste nel testo un substrato di gentilezza, non soltanto a livello linguistico, ma soprattutto una disposizione spirituale all’apprezzamento delle cose essenziali e delle emozioni autentiche: insomma dalla storia emerge un’eticità del vivere che non è andata ancora dispersa, almeno nell’orizzonte esistenziale dell’autore.   

Antiquario, collezionista ed esperto d'arte, Gherardo Noce Olivieri Benigni ha iniziato dal 2008 la pubblicazione di saggi filologico-artistici sul tema del Presepe napoletano settecentesco, di cui è rinomato cultore e collezionista. Dal 2009 ad oggi ha intrapreso inoltre una felice esperienza nella narrativa, che gli ha permesso con una trilogia di racconti di analizzare dapprima diversi aspetti della professione di antiquario, poi di spaziare attorno a problematiche esistenziali, come accade nel recente lavoro. I suoi romanzi sono editi da De Luca Editore d'arte, Roma, come "Il presepe napoletano e la Pittura", mentre i primi due bellissimi saggi sul Presepe napoletano settecentesco, corredati da immagini d'autore, sono editi da Voyage Pittoresque, Napoli.


Bruna Condoleo, storica dell'arte, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte



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