Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIII - n.57 - Luglio - settembre 2018
ARTinFORMA

Riapre dopo il sisma l'Abbazia di Nonantola (MO)
di Bruna Condoleo











Nonantola: leone stiloforo del protiro(part)



La facciata della chiesa abbaziale di S. Silvestro a Nonantola (Mo)

Era il maggio 2012 quando la chiesa del monastero emiliano, l'Abbazia di Nonantola, subì importanti danni, come gran parte del patrimonio artistico della regione. Il 16 settembre prossimo, riparati i danni alle strutture, l'antico edificio religioso riapre al pubblico e ai fedeli mostrando tutto il suo fascino di monumento romanico della cristianità. La storia del luogo è antica: la cittadina di Nonantola, ad oriente di Modena, nacque probabilmente in epoca romana nel II secolo a.C., come testimonia lo storico Tito Livio, ma il suo sito mostra tracce di insediamenti fin dall'età del Bronzo, mentre la sua civiltà si sviluppò in epoca villanoviana. Il nome Nonantula, ispirato al numero delle centurie romane (come i nomi di altre città della zona), si trasformò in Nonantola; stretta tra le fiorenti colonie di Mutina (Modena) e Bonomia (Bologna), la cittadina non ebbe però un grande sviluppo nei primi secoli dell'era cristiana.






Interno romanico della chiesa di Nonantola

 


Il protiro della chiesa, decorato da Wiligelmo


Durante le invasioni barbariche fu abbandonata dai coloni fino a quando, nell'VIII secolo il duca Anselmo, cognato del re longobardo Astolfo, divenuto monaco benedettino, non fondò il Monastero e l'Abbazia. Da Roma Anselmo portò le spoglie di S. Silvestro Papa e da allora il complesso monasteriale fu dedicato al Santo divenendo con il tempo sempre più influente nel territorio circostante, ampliando i propri possedimenti, accentuando il rigore degli studi monastici sacri e profani e acquistando il favore di re e di Pontefici.
Nel XV secolo fu governatore dell'Abbazia Giuliano della Rovere, il futuro Papa Giulio II, ma anche San Carlo Borromeo, un secolo dopo, divenne abate di Nonantola.
Soppressa durante la Rivoluzione francese, l'Abbazia fu poi affidata al vescovo di Modena e successivamente allo Stato Estense. In età rinascimentale essa era stata molto rimaneggiata, come accadde anche in epoca barocca; soltanto nel 1913 la Chiesa di S. Silvestro, dopo un lungo abbandono, iniziò ad essere riportata all' originaria fisionomia architettonica. Dell'originaria costruzione carolingia, risalente al X-XI secolo, non rimane niente, a causa di incendi e distruzioni; l'attuale struttura è riferibile al XII secolo e dunque si presenta in stile romanico, divisa all'interno in tre navate da pilastri cruciformi collegati da arcate a tutto sesto. La copertura è stata ripristinata con capriate scoperte e i materiali di costruzione sono pietra, cotto e legno, secondo l'essenzialità tipica dello stile romanico italiano.



La suggestiva ed ampia cripta (X-XI secolo)
 


La cripta sopraeleva interamente la zona dell'altare sul piano pavimentale, creando un'articolazione suggestiva degli spazi interni; l'ampia abside, illuminata da strette finestre, conclude l'austeritÓ del vano basilicale offrendo ai fedeli quell'atmosfera meditativa e mistica che contraddistingue l'architettura sacra del Medioevo.
La semplicee lineare facciata della chiesa di Nonantola Ŕ a salienti, decorata da una bella bifora centrale e da archetti pensili, secondo gli stilemi del romanico lombardo, e da un bel portale, non dissimile da quello della Cattedrale della vicina Modena, costruita dal grande architetto Lanfranco. Il portale d'ingresso, i cui stipiti in pietra, scolpiti con racemi, fogliami, mostri e figure umane, raccontano la storia dell'Abbazia e la vita di Cristo, è sovrastato da una lunetta a rilievo con la figura del Cristo in trono, attribuita, come gli altri rilievi, alla mano dello scultore Wiligelmo, attivo a Modena, come dimostra lo stile severo ed essenziale delle forme. Dinanzi al portale è stato ricostruito con materiali di reimpiego provenienti dall'interno il protiro, ovvero un piccolo atrio formato da un arco sostenuto da due colonnine marmoree, rette a loro volta da leoni stilofori, elemento questo che individua altre cattedrali romaniche d'Italia (Duomo di Modena, S. Ciriaco ad Ancona, S. Nicola di Bari).




L'imponente lunetta del portale con il Cristo benedicente fra i simboli degli evangelisti, attribuita allo scultore WILIGELMO




Stipite del portale (part)



Particolare degli stipiti in pietra



Particolare dei rilievi attribuiti a Wiligelmo



La parte più antica della chiesa è tuttavia la cripta, luogo semisotteraneo in cui venivano conservate le sacre reliquie del santo e martire; essa risale al X-XI secolo ed è caratterizzata da volte a crociera sorrette da 64 colonne in marmo e 20 semicolonne in cotto, con capitelli e pulvini bizantini, provenienti da un primitivo edificio. L'altare della cripta custodisce i corpi di santi, fra cui quelli di S. Anselmo e Adriano III Papa.
Anche la zona esterna delle absidi, un tempo decorata con tazze in ceramica smaltata di gusto bizantino, colpisce per la sua monumentale bellezza e per l'essenzialità della decorazione, costituita da archetti pensili,


La zona absidale della chiesa di S. Silvestro, in cotto, ripristinata all'inizio del XX secolo e ora restaurata



L'elegante bifora dell'abside


arcate cieche, monofore e una piccola bifora centrale. Del chiostro originario rimane soltanto un lato di una loggia quattrocentesca.
L'Abbazia di Nonantola possiede uno degli archivi monastici più importanti d'Europa, che conserva 7.000 pergamene narranti le vicende del Monastero dall'VIII secolo in poi. Fra i documenti autografi di Papi e Imperatori, i diplomi della Contessa Matilde di Canossa, un codice miniato membranaceo del XII secolo, conosciuto come l'Evangelario di Matilde, con 9 miniature a piena pagina che narrano la vita di Gesù, l'Archivio custodisce un esemplare di immenso valore storico-documentario: la firma autografa di Carlo Magno!



Bruna Condoleo, storica dell'arte, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte




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