Work in progress - Anno XIII - n.58 -Ottobre-dicembre 2018
Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIV - n.59 - Gennaio - marzo 2019
ARTinFORMA 

Le maschere arcaiche della Basilicata: "il mito rivisitato"

di Artemisia





Nicola Toce, Cusecusell', Cartapesta e terre colorate. 2018


Nicola Toce, Tudok, Cartapesta, colori ad olio
e terre colorate. 2018



Attraverso 38 opere tra maschere e sculture realizzate dall’artista Nicola Toce, la  mostra “Il mito rivisitato. Le maschere arcaiche della Basilicata” porta alla luce il mondo delle tradizioni più ancestrali dell'artigianato artistico lucano. Tra volti antropomorfi, animali fantastici, creature magiche, spiriti e abitatori delle argille, filo conduttore dell’esposizione sono le narrazioni con cui le maschere, realizzate con antiche tecniche di lavorazione e decorazione della cartapesta, trasporteranno i visitatori in una dimensione "altra", accogliente e spaesante, propria della Basilicata antica e contemporanea. L’esposizione è ospitata a Roma, alla Casina delle Civette di Villa Torlonia dal 9 febbraio al 28 aprile 2019 all’interno di una più ampia manifestazione, organizzata dall’Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata, dedicata all’intera regione e alla tradizione del Carnevale lucano, dei riti e dei miti di popoli che ancora oggi tengono viva la loro storia. Dai paesaggi rupestri ai calanchi ai fitti boschi immersi nell’alea di riti e miti ancestrali, dalle città d’arte ai borghi antichissimi, fino a Matera Capitale europea della Cultura 2019 esiste un patrimonio poco noto al grande pubblico nella sua espressione materiale, ma soprattutto in quella immateriale, testimonianza di conoscenze e tradizioni più o meno lontane nel tempo.





Nicola Toce, Villanell', Cartapesta, colori ad olio, terre colorate, stoffa e spago. 2018


Nicola Toce, Arrobbasonn', Cartapesta, colori ad olio, terre colorate, tempera, bitume. 2018




Il percorso della mostra conduce dalle tuonanti maschere alianesi, con l’orso di Teana che si nasconde nei suoi boschi, al domino di Lavello che, forte della sua doppia natura, conduce l’anno verso la Quaresima; dalla foresta che cammina nelle strade di Satriano, con i coloratissimi nastri e con i veli neri delle figure bovine di Tricarico, alle personificazioni dei mesi di Cirigliano, eventi accompagnati tutti dai rumorosi Campanacci di San Mauro Forte che traggono ispirazione dal paese d’origine di Toce, Aliano (MT), e dal territorio che lo circonda, conosciuto per la bellezza dei calanchi e dei suoi suggestivi paesaggi. I personaggi che popolano la fantasia dell’artista prendono forma dall’argilla, modellata per dare un volto alle maschere legate alla tradizione della Basilicata tutta, elementi fondanti dell’identità degli otto paesi che, da gennaio 2018, costituiscono la “Rete Carnevali e Maschere della Lucania" a valenza antropologica e culturale (Aliano, Teana, Satriano, Tricarico, Cirigliano, San Mauro, Lavello, Montescaglioso).
Gli esseri variopinti creati dall'artista esprimono tutte le sensazioni accumulate in anni di studio, analisi della natura e ascolto paziente, collezionando storie, poi restituite attraverso la plasticità delle sue opere per raccontare di magia, d'amore, di paura, di colori e materiali antichi e semplici ma, allo stesso tempo, attualissimi nel loro riuso.




Nicola Toce, Manemuzz', Cartapesta, colori a olio, terre colorate, tempere spago colorato e bitume. 2017


Nicola Toce, Cascion', Cartapesta e terre colorate. 2017



Nato a Stigliano (MT) nel '70, NICOLA TOCE, dopo essersi diplomato all'Istituto Statale d'Arte di Potenza e aver frequentato i primi due anni all'Accademia di Belle Arti di Brera, lavora come restauratore, decoratore e scenografo; dal 2008 al 2013 vive a Girona, in Catalogna, dove dà vita al primo progetto legato alle maschere. La mostra alla Casina delle Civette rappresenta la realizzazione del suo secondo progetto incentrato sulle maschere che, questa volta, travalicano i confini di Aliano per rappresentare tutta la Basilicata. La tecnica utilizzata è antica e tradizionale, ma nella realizzazione delle forme essa appare rivoluzionaria e innovativa. Il trattamento della carta e dell'argilla, l'espressività delle maschere, ottenuta con la combinazione delle tinte, molto spesso calde e cariche, oppure sfumate e leggere, l'uso delle terre e l'incisività della focheggiatura, fanno di ogni pezzo un unicum irripetibile.

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, la mostra "Il mito rivisitato. Le maschere arcaiche della Basilicata", curata da Francesca Romana Uccella, si propone di far conoscere l'universo artistico lucano che, malgrado la modernità, non ha perduto nè il fascino nè la pregnanza contenutistica della cultura passata.

e-mail: paolasaba@paolasaba.it




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