Work in progress - Anno XIII - n.58 -Ottobre-dicembre 2018
Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIV - n.61 - Luglio - settembre 2019
ARTinFORMA 

Nella Capitale europea della cultura: Rinascimento a MATERA tra ‘400 e ‘500!

di Artemisia



Francesco Pagano (attr.) Tavola Strozzi (Veduta della città di Napoli con il ritorno della flotta aragonese dopo la battaglia di Ischia). Tempera su tavola, cm 82 x 245. Napoli, Museo di San Martino

A Matera, presso il Museo di Palazzo Lanfranchi, è in corso la mostra “Rinascimento visto da Sud. Matera, l’Italia meridionale e il Mediterraneo tra ‘400 e ‘500” a cura di Marta Ragozzino, Pierluigi Leone de Castris, Matteo Ceriana, Dora Catalano e co-prodotta dal Polo Museale della Basilicata e dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019.
Come scrive Marta Ragozzino nel testo di presentazione del catalogo , la mostra  «affronta in primo luogo il tema del “viaggio” che, non a caso, ci porta proprio tra le sponde del Mediterraneo per raccontare in un modo diverso uno dei periodi più interessanti, ricchi e complessi della storia della cultura e delle arti. In secondo luogo uno speciale “cambiamento di prospettiva” che ci permette di guardare questo periodo, così indagato e conosciuto, da un’angolatura, invece, completamente nuova: scegliendo l’ottica del “pensiero meridiano” e sperimentando una visione che mette al centro l’Italia meridionale, nell’anno di Matera Capitale Europea della Cultura. L’idea innovativa che guida il progetto è quella di rovesciare il punto di vista tradizionale su questo decisivo periodo della storia europea, nell’ambito di un’articolata rilettura trasversale, particolarmente attenta al contesto storico e alla dialettica tra “centro e periferia”, in cui a fianco delle arti emergono necessariamente anche gli altri aspetti della cultura e del pensiero».
Una storia meridiana, fatta di contaminazioni culturali e scambi intensissimi tra le sponde del Grande Mare, in quel secolo durante il quale, con la scoperta dell’America, si è ‘allargato’ il mondo. La storia del Rinascimento italiano dimostra come e quanto questo spazio equoreo sia stato percepito come esiguo, facilmente percorribile e passibile di continui rapporti e, allo stesso tempo, avvertito come vasto, irrelato e ostile.




Cesare da Sesto e Girolamo da Salerno, Madonna in gloria, pannello di polittico, tempera su tavola, cm 142 x 99. Cava de' Tirreni, Museo della Badia


Jacomart Baço, San Michele, Tempera su tavola, cm 90 x 76. Reggio Emilia, Galleria Parmeggiani




Dai tempi più remoti le popolazioni hanno attraversato il mare Mediterraneo (il mare di ieri e il mare di oggi, mare che univa e che oggi separa), muovendosi da un capo all’altro, in un continuo scambio di dare e di avere.
La Basilicata, terra interna, defilata e montuosa ma affacciata su due mari, è sempre stata, a dispetto della sua orografia complicata, terra di passaggio e accoglienza, regione d’intersezione, incontro e collegamento, via di transito di popoli e culture, cerniera e non barriera: porta tra Occidente e Oriente.
In Palazzo Lanfranchi e nell’attigua chiesa del Carmine si propone una stimolante rilettura di testimonianze culturali e scientifiche le più diverse: dipinti, sculture, miniature, medaglie, oreficerie, maioliche, libri e stampe, ma anche oggetti preziosi, carte geografiche, portolani, strumenti di navigazione con l’obiettivo di mettere a fuoco una storia originale, diversa da quella sviluppata nelle grandi capitali del centro e del nord, come Firenze, Milano, Venezia, Roma, seppur continuamente interconnessa agli eventi e ai linguaggi che caratterizzarono queste capitali.





Antonello da Messina, Annunciata, olio su tavola, cm 57 x 39. Como, Museo Civico


Giovanni Angelo Montorsoli, Busto di Carlo V, marmo, cm (h) 63 cm con retroproiezioni delle 8 scene della presa di Tunisi (arazzi KHI Vienna). Napoli, Museo della Certosa di San Martino



Tra le opere più singolari si possono ammirare la quattrocentesca Carta del navegar di Albino da Canepa, insieme a molte altre carte, mappamondi, portolani e strumenti di navigazione; la grande Pianta prospettica di Venezia di Jacopo de Barbari a confronto con la Veduta di Napoli della Certosa e Museo di San Martino, medaglie e fogli miniati, tutte opere che raccontano dei protagonisti della vicenda storica che la mostra illustra, accompagnate dalla maestosa Incoronazione di Alfonso II d’Aragona dal Bargello.
Tra le testimonianze artistiche citiamo L’Adorazione dei Magi, tratta da Van Eyck dei Musei Reali di Torino, preziose opere di Colantonio e Antonello da Messina, tra le quali le tavolette di Reggio Calabria, due opere di Jacomart Baço accanto a quelle di pittori spagnoli attivi in Sardegna, come Thomas e Figuera e poi Francesco Laurana, Domenico Gagini e la superba Testa di cavallo di Donatello, dal Museo Archeologico di Napoli, L’Annunciazione di Bartolomeo Vivarini da Modugno, il San Girolamo di Lazzaro Bastiani da Monopoli, insomma un coacervo di opere che illustrano i rapporti di dare e avere sulla sponda adriatica.
E poi libri, codici, il Busto di Carlo V del Montorsoli, il Ritratto del Sultano Solimano di Hieronymus Hopfer, ma soprattutto lo Studio preparatorio per la Madonna del pesce di Raffaello. I grandi polittici dalla Basilicata interna e opere venete giunte in Puglia, tra cui dipinti di Lotto, Pordenone, Paris Bordone, sorprenderanno i visitatori per finire con capolavori di Polidoro da Caravaggio e Pedro Machuca.







Jacomart Baço e Joan Reixach, Trittico con Madonna col Bambino e la Regina Maria di Castiglia, san Michele, san Girolamo. Tempera su tavola, cm 80 x 39 (centro); cm 80 x 20 (laterali). Francoforte, Stadelsches Kunstinstitut


Donatello, Testa di cavallo, bronzo, cm (h) 175. Napoli, Museo Archeologico Nazionale, dal palazzo di Diomede Carafa


«La grande mostra sul Rinascimento visto da Sud – dichiara Salvatore Adduce, presidente della Fondazione Matera Basilicata 2019 – ci offre la testimonianza di come, anche in una delle fasi più elevate della civiltà europea, il Mezzogiorno abbia avuto un ruolo da protagonista, a partire dal suo ruolo di hub tra il Mediterraneo e il Continente. E', in tutta evidenza, un tema di strettissima attualità che declina una delle principali direttrici di sviluppo della Capitale europea della cultura. Nel 2019 da un piccolo centro del sud, Matera, si diffonderà il meglio delle produzioni artistiche e culturali europee! E tra queste c'è sicuramente la mostra che abbiamo coprodotto con il Polo Museale della Basilicata».
L'esposizione rimarrà aperta fino al 19 agosto 2019 e potrà essere visitata durante le ore di apertura del museo di Palazzo Lanfranchi [ore 9.00 – 20.00 / mercoledì ore 11.00 – 20.00]. (CS)




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