Work in progress - Anno XIII - n.58 -Ottobre-dicembre 2018
Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIV - n.62 - Ottobre - dicembre 2019
ARTinFORMA 

Il Rinascimento di PORDENONE, originale protagonista della pittura del '500
di Artemisia


Giovanni Antonio de' Sacchis detto il Pordenone, San Martino, 1528 - 1529 Olio su tavola, cm 240x150 Venezia, Scuola Grande Arciconfraternita di San Rocco. San Cristoforo 1528 c. Olio su tavola, cm 240x150 Venezia, Scuola Grande Arciconfraternita di San Rocco

Tutti siamo consapevoli della grande ricchezza dell'arte rinascimentale italiana; moltissime le eccellenti personalità che hanno contrassegnato un periodo folgorante della storia del nostro Paese, tanto che molti artisti, benchè dotati anch'essi di un validissimo talento, sono rimasti un po' nell'ombra nel racconto storico, quasi schiacciati dallo straripante successo dei geni 400eschi e 500eschi. E' il caso del Pordenone, un artista veneto cui una rassegna, organizzata nella città natale, vuole restituire, dopo 35 anni dall'ultimo evento, l'importante collocazione storico-artistica che merita. La mostra Il Rinascimento di PORDENONE espone le opere fondamentali di ANTONIO DE' SACCHIS, detto IL PORDENONE, uno dei protagonisti della pittura del '500, in dialogo con le opere dei principali artisti veneti: Giorgione, Tiziano, Lotto, Tintoretto, Jacopo Bassano, per nominare soltanto i più conosciuti.
Pittore eclettico e dallo stile esuberante, molto apprezzato non solo in Friuli e in Veneto ma in un più ampio contesto padano, fu anche molto invidiato per il suo eccentrico talento, tanto che secondo una leggenda fu avvelenato dall' eterno rivale Tiziano, mentre si trovava a Ferrara su richiesta del duca Ercole II.
In realtà questa malevola diceria enfatizza la bravura del Pordenone e le sue rilevanti capacità pittoriche; l'artista, infatti, senza rinnegare il suo background veneziano, seppe assimilare e rielaborare con originalità gli stimoli provenienti non solo dalla cultura figurativa centro-italiana, in particolare da Michelangelo e Raffaello, ma anche dal mondo d'oltralpe e dall'ambito padano.




Correggio, Compianto, 1525, olio su tela, cm 157x182. Parma, Complesso Monumentale della Pilotta - Galleria Nazionale


Giovanni Antonio de' Sacchis detto il Pordenone, Pietà, 1524 - 1525 .Tempera e olio su tela, cm 192x170 .Cortemaggiore (PC), Chiesa di Santa Maria delle Grazie e San Lorenzo






Il risultato è una pittura energica, caratterizzata da un vigoroso plasticismo, da un cromatismo acceso e ricca di effetti illusionistici, che non mancherà di suscitare una vasta eco non solo a Venezia, ma anche in area padana. Nel suo stile sono evidenti i caratteri di un linguaggio manieristico che si sta diffondendo nella Penisola fin dalla morte di Raffaello e che contraddistingue la personalità del Pordenone. Lo dimostrano le sue figure allungate ed estenuate in rotazioni spiraliformi, il loro gigantismo, come si vede nelle monumentali portelle della Chiesa veneziana di San Rocco (San Cristoforo e San Martino), esposte in mostra accanto alla grande pala realizzata da Lorenzo Lotto per la basilica di Loreto.
Non è elemento meno importante il patetismo espressivo dei volti raffigurati che raggiunge l'apice nella grande Deposizione proveniente dalla chiesa dei Francescani di Cortemaggiore. La peculiarità della mostra, come già accennato, sono "i dialoghi" che si istituiscono fra le opere del Pordenone e le tele dei Maestri del Rinascimento qui esposte, dal cui confronto si nota come il Pordenone abbia saputo infondere nuova linfa in una tradizione figurativa particolarmente radicata in area padana. Non poteva mancare naturalmente il confronto tra due opere citate da Vasari a riprova della "concorrenza" con Tiziano: accanto alla paletta con I santi Caterina, Rocco e Sebastiano, dipinta dal Pordenone per l'altare dei Corrieri nella chiesa veneziana di San Giovanni Elemosinario, è possibile ammirare, infatti, il San Giovanni elemosinario del Vecellio, opera ricca di pathos, proveniente dall'altare maggiore della stessa chiesa.




Giovanni Antonio de' Sacchis detto il Pordenone, Santi Sebastiano, Rocco e Caterina, 1533-1535. Olio su tela, cm 173x115 Venezia, Chiesa di San Giovanni Elemosinario


Tiziano Vecellio , San Giovanni Elemosinario, circa 1548-1549 Olio su tela, cm 229x156 Venezia, Chiesa di San Giovanni Elemosinario




La critica ha giudicato l'artista come anticlassico, manierista, protobarocco, pre-caravaggesco: Pordenone, in realtà, come ebbe a dire il grande storico dell'arte Roberto Longhi, fu pittore dalla "lingua tumultuosa e gigante" , che attraverso Tintoretto, avrà comunque un ruolo importante nello sviluppo dell'arte barocca.
"Ecco il Pordenone -scrive Pietro Aretino nell'edizione veneziana della Cortigiana (1536)- le cui opere fan dubitare se la natura dà rilevo all'arte o l'arte alla natura"!
Con importanti prestiti concessi da prestigiosi musei italiani e stranieri, tra cui il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Louvre di Parigi e il British Museum di Londra, la mostra si è dunque posta l' obbiettivo di mostrare, attraverso le opere più significative del Pordenone, alcune delle quali mai esposte prima in Friuli, un artista in dialogo con alcuni tra i più importanti esponenti nella cultura figurativa del suo tempo.





Giovanni Antonio de' Sacchis detto il Pordenone. Madonna della Misericordia, 1515-1516. Olio su tela, cm 291x146 Pordenone, duomo concattedrale di San Marco


Giovanni Antonio de' Sacchis detto il Pordenone, San Gottardo in trono fra i Santi Sebastiano e Rocco, 1525-1527. Olio su tela, cm 304x201 Pordenone, Museo Civico d'Arte


Ecco allora la possibilità di confrontare nientemeno che la Nuda di Giorgione, prestata eccezionalmente dalle Gallerie dell' Accademia di Venezia, con la Madonna della Loggia dei Civici Musei di Udine, frammentaria, superba opera del Pordenone su cui s'incentra il dibattito dei suoi contatti con Roma e sul rapporto con il Maestro di Castelfranco, oltre che testimonianza dell'attività del Pordenone frescante.




Giovanni Antonio de' Sacchis detto il Pordenone Profeti e sibille, 1530 - 1532. Penna e inchiostro bruno acquerellato, lumeggiato a biacca su carta azzurra, controfondato mm 435x276. Londra, The British Museum, Department of Prints and Drawings


Giovanni Antonio de' Sacchis detto il Pordenone Puer mingens, primi anni trenta del XVI° sec. Pietra rossa su carta bianca, controfondato, mm 115x55. Parigi, Musée du Louvre, Département des arts graphiques

La mostra, che si estende anche alle opere del Pordenone conservate nel Duomo e al Museo Civico, sarà anche l'occasione per scoprire l'intera città natale dell'artista e il territorio provinciale, attraverso itinerari tematici promossi dal Comune di Pordenone, in collaborazione con la Diocesi di Concordia-Pordenone e dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Una mostra d'impatto visivo ed emozionale che inoltre proporrà le testimonianze "virtuali" dei capolavori del de' Sacchis conservati a Piacenza, Cremona e Cortemaggiore: materiali realizzati e concessi dalle rispettive città, parimenti impegnate nella valorizzazione dell'opera dell'artista e legate al Comune di Pordenone da un accordo di collaborazione.
Curata da Caterina Furlan e Vittorio Sgarbi, con l'organizzazione generale di Villaggio Globale International, la mostra è ospitata negli spazi della Galleria d'Arte Moderna/Parco Galvani , dal 25 ottobre 2019 al 2 febbraio 2020.




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