Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XV - n.63 - Gennaio - marzo 2020
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La Settima Arte. "The Game Changer"
Un occhio attento sul mondo della creatività giovanile!
di Francesca Secchi




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‘The Game Changer’ è un film indipendente realizzato con un budget e mezzi limitati, in cui l'attore Thomas Kadman è il protagonista, oltre ad averlo sceneggiato, diretto e prodotto.  Assieme a Thomas Kadman recita nel film Francesco Salvi, mentre le coinvolgenti musiche sono composte da Marco Messina.

In breve il contenuto del film

Nei giorni che precedono una delle maggiori convention di videogame, le numerose società partecipanti sono impegnate nel preparare i loro ultimi prodotti per il lancio sul mercato internazionale. Liam è un videogame tester, cioè si occupa di testare i videogiochi prima che escano sul mercato per una delle più importanti società nel business. Ha un incredibile occhio per i dettagli ed eccelle nel suo lavoro; tuttavia questo è l’unico ambito in cui si sente a proprio agio: l’interazione con gli altri non fa per lui. Janet lavora nel marketing per quella che lei considera essere la peggiore società di videogame in assoluto. Sempre carica di energia, viene vista come una persona logorroica e in lamentela costante, che non ha idea di cosa sia il concetto di ‘spazio personale’. 
All’avvicinarsi dell’apertura dell’evento, la pressione di completare il lavoro al meglio provocherà stress, incomprensioni e frustrazione tra i due ragazzi, interponendosi in ciò che potrebbe invece essere un incontro molto speciale.

 

 




The Game Gharger poster



Intervista al protagonista Thomas Kadman

Francesca Secchi: Come è nata l’idea del film e dei due protagonisti?

Thomas Kadman: Quando vivevo in America, spesso in televisione veniva trasmessa una pacchianissima pubblicità in cui si promuoveva la possibilità di realizzare forti guadagni testando videogiochi. Mi è sempre rimasta impressa. Io di carattere sono abbastanza introverso e solitario e una notte camminando verso casa mi è esplosa l’idea di questo introverso game tester che, durante la permanenza in un albergo scadente, si trova a dover affrontare l’interazione umana, mettendosi poi in discussione. Ovviamente la controparte di un personaggio come quello di Liam è una persona effervescente e piena di energia come Janet. Ho voluto creare la distinzione dei due personaggi non solo nelle azioni, ma anche all’impatto visivo, in cui Liam veste dei ‘non-colori’ come marroni e grigi che passano inosservati, mentre Janet è una macchia di colori accesi impossibili da non notare.

F.S.: Dov' è ambientato il film?

T.K.: Nei sobborghi di Londra, che penso siano dei luoghi "non luoghi" nel senso che, a differenza delle periferie di città italiane, è più facile renderli luoghi non distinguibili o direttamente riconducibili a un determinato paese. Per questo motivo il film è stato accettato e inserito all'interno della Biennale di Architettura a Venezia 2020, Padiglione Italia, che tra i vari temi si incentra anche sulla resillienza delle periferie urbane.

F.S.: In quanto tempo è stato girato il film e quali sono state le principali difficoltà da affrontare?


T.K.: Il film è stato girato in un totale di tredici giorni e quindi ovviamente i ritmi erano frenetici e con costante cambiamento di location. Ci siamo anche trovati a girare venti pagine di sceneggiatura in un giorno, quando la media per un film indipendente è di circa quattro settimane per tre pagine al giorno di sceneggiatura. Una delle regole che avevo imposto era che si dovesse girare indipendentemente dalle condizioni metereologiche, che a Londra può voler dire spesso girare sotto la pioggia. Con un po’ di fortuna e qualche ‘trucco’ di montaggio, questi problemi sono stati superati. Dato il budget ridotto, mi sono avvalso anche di persone appena diplomatesi in varie scuole di cinema, serie e professionali che hanno dimostrato una grande voglia di fare. Hanno sicuramente portato in gioco moltissimo entusiasmo non facendosi sopraffare dai momenti più difficili.

F.S.: Quando e come è nata la collaborazione con Francesco Salvi?

T.K.: Ho conosciuto Francesco tramite un amico comune, l’attore Stefano Fregni, otto anni fa in occasione di un altro progetto. Da lì è nata una buona amicizia. Un giorno gli ho portato la sceneggiatura di ‘The Game Changer’, abbiamo sviluppato il suo personaggio insieme ed essendogli piaciuti la storia e il progetto, ha deciso di unirsi a me anche nella produzione del film.







F.S.: Quale rapporto si è instaurato tra te e Francesco Salvi?
T.K.: Come si sa, Francesco è un comico eccezionale e unico nel suo genere, ma ha anche le sue doti di attore drammatico sono di altissimo livello. Come ha dimostrato in film quali 'Bakita', 'Il sole dentro' e '10th & Wolf', dove ha recitato insieme ad attori quali Val Kilmer, Giovanni Ribbisi e James Mardsen, anche in questo caso il suo contributo è stato decisivo. Il suo personaggio ha monologhi lunghissimi in inglese, che ha interpretato alla perfezione. Ovviamente Salvi arriva con oltre trent'anni di esperienza a livelli più alti, con collaborazioni prestigiose (Virna Lisi, Gigi Proietti, Francesco Favino, Antonio Banderas, e molti altri) e ha portato sul set questa sua grande esperienza da cui tutti abbiamo imparato.

F.S.: Qual è il messaggio del film?

T.K.: Il messaggio del film è una cosa molto vicina al mio cuore, ovvero quella di non correre nel giudicare una persona ma di chiedersi sempre il perché dietro al comportamento di un individuo, di cercare di capire il suo percorso e di prendersi sempre un momento per riflettere prima di puntare il dito. Lo psicanalista Gustav Jung una volta ha detto: "Pensare è difficile, per questo molte persone preferiscono giudicare"!

F.S.: Dove si sta proiettando il film?

T.K.: Il film sta facendo il giro dei Festival internazionali e qualche bella soddisfazione è anche arrivata, per me, per il film e per tutto il team con premi per il miglior film e premi individuali, quali quelli per le varie interpretazioni, per il montaggio e per le musiche. Il film ad oggi ha vinto 26 premi e si attende il risultato di altre selezioni. In Italia, ad esempio, ha già vinto il Gran Premio della giuria al Festival di Terni. Inaspettatamente in Asia il film sta avendo un ottimo riscontro. Chissà, magari Francesco ed io diventeremo star di Bollywood!





Gina Lalina nel ruolo di Janet e
Thomas Kadman nel ruolo di Liam


Janet e Liam




Francesco Salvi nel ruolo di Chirico del Monte


Aj Lamb, direttore della fotografia

Intervista a Francesco Salvi

F.S.: Come hai creato il tuo personaggio?

Francesco Salvi: Il personaggio l'ho lavorato seriamente pensando che questo ragazzo che doveva diventare uomo, fosse mio figlio o perlomeno in età di essere mio figlio. L'insicurezza del personaggio di Liam, chiuso e fragile, mi ha ispirato tenerezza e di conseguenza anche un senso di protezione, magari in modo burbero, che è stato anche condizionato dalla sua disponibilità e dalla recitazione molto azzeccata di Thomas.

F.S.: Come è stato collaborare con Thomas e come ti sei trovato a lavorare a Londra?

F. Salvi.: Ci ha messo in contatto Stefano Fregni. La collaborazione è ottima perché Thomas è un grande lavoratore, molto competente che mi ha stupito veramente perché ha un' ampia conoscenza del film-making, a partire dalla scrittura fino agli aspetti più tecnici quali montaggio, correzione colore e sound-design. In questo film ha fatto tutto lui con il tempo necessario che ci vuole per una produzione indipendente. Sono molto contento che il film stia avendo successo ai Festival. Con Thomas andremo avanti anche in altre iniziative di produzione. A Londra mi sono trovato non bene, benissimo. Ho lavorato precedentemente al film per uno spot molto importante e spero di tornarci ancora. Inoltre, Londra mi piace molto come città ed è sempre una scoperta.


Intervista a Marco Messina

Nato a Bologna, Messina è un musicista autodidatta. Inizia a lavorare per il teatro cantando a cappella e recitando in piccole parti da attore in spettacoli e musical. Ha scritto musica per il teatro, per documentari e per una serie televisiva di cartoni animati trasmessa su Rai 3. Attualmente vive e lavora a Londra.

F.S.: Com' è nata la collaborazione con Thomas?

Marco Messina: Thomas mi ha tamponato nel parcheggio di un supermercato sei anni fa. Siamo due persone pacifiche, quindi dopo la prima preoccupazione e lo scambio di dati sull'incidente, abbiamo capito che avevamo molte cose in comune. La nostra prima collaborazione è stata per 'The Wise Men', un cortometraggio scritto e diretto da Thomas, di cui io ho composto le musiche. Tra i vari risultati del corto, ho ricevuto una nomination a un festival per migliori musiche.

F.S.: Da cosa è nata l'ispirazione per le tue musiche?

M.M.: L'ispirazione me l'ha data il regista, cioè Thomas, che mi ha spiegato che tipo di atmosfere volesse creare dandomi qualche suggerimento. Prima che iniziassero le riprese, Thomas mi aveva parlato del film e ne avevo abbozzato la canzone principale. Pensando al film ho immaginato le atmosfere con l'ukulele, che ho appositamente iniziato a studiare. Come per la chitarra, ho sperimentato l'ukulele ed essendo chitarrista alcune melodie sono nate spontaneamente. Poi è arrivata la parte pratica e ho iniziato a tirare fuori il mio mondo: c'è stato l'incontro tra il mio mondo e quello che Thomas mi aveva presentato.

F.S.: Mi piacerebbe capire la genesi delle musiche nel film!

M.M.: Le musiche più semplici sono state messe all'inizio e poi, man mano che il film si sviluppa, altri contesti musicali vengono introdotti, ma sempre utilizzando strumenti acustici come il tamburello, le maracas, l'ukulele, lo xilofono. Tutte le musiche del film sono, infatti, di tendenza acustica, non c'è elettronica, è lo stile un po' del cantautore perché ho questa direzione quando scrivo, cioè di mettere la melodia in fronte, come se fosse un pezzo cantato. Thomas voleva poi inserire due pezzi di piano e, non essendo io un pianista, ho chiesto a Riccardo Nanni, un bravo pianista e compositore con cui collaboro da molto tempo. Riccardo ha fatto anche i mix delle musiche. Alla prima del film, in cui ho vissuto il film da spettatore quindi con un certo distacco, mi sono emozionato nel vivere il percorso dei protagonisti. Ovviamente vedere il film finito dopo averci lavorato tanto è stata una grande soddisfazione.


Biografia di Thomas Kadman
Di padre inglese e madre italiana, è cresciuto principalmente in Italia. Ha studiato presso il DAMS di Bologna specializzandosi in Cinema. Durante gli anni universitari, ha avuto accesso a migliaia di film della cineteca di Bologna, inclusi i film muti, come ad esempio quelli dei fratelli Lumiere, di Epstein, Keaton. Dopo aver recitato come attore protagonista in film per la prima serata Rai (tra cui ‘L’uomo dell’argine’ e ‘Suor Jo’ di Gilberto Squizzato), essendo bilingue (inglese e italiano) ha deciso di perfezionare l’accento americano. Ha quindi vissuto un paio di mesi a Los Angeles dove ha studiato con il leggendario Robert Easton. Tra gli studenti di Easton ricordiamo, ad esempio, Leonardo Di Caprio, Robert Duvall, Lawrence Olivier and Forest Whittaker. I metodi di Easton sono stati così efficaci che dopo soltanto alcune sessioni, Thomas ha acquisito grande dimestichezza con l’accento americano. Da molti anni vive e lavora a Londra, dove ha partecipato a numerosi spot, corto e lungometraggi con piccoli e grandi ruoli. Una delle partecipazioni più significative è stata quella con Kevin Costner. Nel 2016 è stato membro della giuria al Palermo International Short Film Festival. Oltre alla recitazione, lavora attivamente come sceneggiatore, montatore e spesso anche come produttore e regista.

Thomas Kadman info : sito:https://drybluefilms.com/the-game-changer.html"


Francesca Secchi, laureata all'ISCR, restauratrice specializzata nel restauro di dipinti moderni e contemporanei. Attualmente lavora a Londra sia come restauratrice freelance per gallerie e collezioni private sia per la Tate Gallery


 


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