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ARTinFORMA 

Barcellona. Il FESTIVAL del cinema cipriota e greco
di Marina Turco




La premiazione di Theodoris Antoniadis, protagonista del film vincitore del Premio del Pubblico per la Miglior Pellicola: La tasca destra della sottana


Manifesto del film presentato al FESTIVAL DEL CINEMA cipriota e greco

Il Festival del cinema greco-cipriota è un piccolo festival giunto alla sua III edizione, ospitato a Barcellona presso il Cinema, che ha visto assegnare il Premio del pubblico per la Miglior Pellicola al film “Η δεξιa' τσéπη του ρàσου”, La tasca destra della sottana, di Yannis B. Lapatás, 2018.
Lapatás racconta una storia semplice con una sceneggiatura firmata da Stella Vassilantonakis: un monaco, Vicente, rimane l’unico superstite del suo monastero, solo lo accompagna una cagnetta che perderà la vita mentre allatta i suoi cuccioli.
Il regista compone una sintesi pura, reale, emblematica, del racconto di  Makridakis, osservando a proposito della morte del piccolo animale: “… così all'improvviso e inspiegabilmente il suo Sissy, il suo compagno, il respiro che aveva accanto a lui, il suo cagnolino che gli ricordava di ridere, piangere, arrabbiarsi, sentirsi di nuovo..(...) inspiegabilmente...un corpo senza vita!!!".


L'attore Theodoris Antoniadis, protagonista del film greco






Dopo l' evento nefasto, che lo vede impegnato a crescere un cucciolo superstite di Sissy, tutto sembra gia’ accaduto nella vita di questo uomo, quasi che nulla piu’ possa accadere; svanisce il suo presente e la narrazione fluisce in un’alternanza di ricordi fra le scorribande felici con il suo animaletto e le vicende del monastero e dell’ austerita’ che aveva prodotto l’estinzione dei suoi membri. 
Il monaco, isolato in una rocca circondata solo da mare, smarrisce  giorno dopo giorno il senso della propria missione umana e religiosa a causa di questa piccola grande assenza che prosciuga di ogni moto vitale la sua spiritualita’, rompendo un equilibrio gia’ compromesso dal lungo periodo di solitudine. L’affetto che nutre per l’animale e’ di certo  l unica cosa a scandire il suo tempo e a dargli una ragione di vita, fino a percepire per un attimo l' impossibilita’ di guardare a un futuro in quel medesimo luogo.
Delicata e originale e’ la qualita’ di questo dramma psicologico; il peso differente che hanno le cose in un contesto di profonda desolazione, il loro relativizzarsi a misura sia di certi fattori culturali/religiosi che di paradigmi genericamente umani.
La storia emerge da un quadro di composta bellezza fotografica e paesaggistica e di equilibrata rappresentazione del dolore che riesce a non far mai perdere di piacevolezza alla pellicola.



Theodoris Antoniadis con la cagnetta Sissy




Di certo il regista Lapatás  offre un complesso banco di prova al protagonista Theodoris Antoniadis, impegnandolo in un raffinato ordito di emozioni e conflitti interiori, di dolori e gioie che l'attore interpreta con estrema intelligenza e naturale umilta’.  Regista, interprete  e sceneggiatrice ci fanno dono di una quintessenza di mistici greci aromi, introducendoci alla cruda pura radice culturale di certi affascinanti usi e costumi del Paese.
Vince invece il Premio della Giuria per la Migliore Pellicola Sotiris Christou, regista di "Piccole bustine bianche", con una commedia dagli esiti imprevedibili e paradossali in cui un giovane afflitto da debiti di gioco s’improvvisa organizzatore di matrimoni per collezionare il denaro necessario a tirarsi fuori dai guai.
Svoltosi a Barcellona fino al 9 febbraio, il FESTIVAL del cinema cipriota e greco ha offerto piacevoli sorprese e ha rivelato autentici talenti!


Marina Turco, laureata in lettere, specializzata in Cinema e Teatro, giornalista




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