Work in progress - Anno XIII - n.58 -Ottobre-dicembre 2018
Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
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ARTinFORMA 

"Venere con fauno", celebre tela di CANOVA, richiede un restauro!
di Artemisia



Antonio CANOVA. Venere con fauno, olio su tela, 151 x 205 cm; 1792. ©Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno



La Venere con fauno, dipinta da Antonio Canova e conservata presso il Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno, richiede un restauro e va alla ricerca di mecenati! Partita la raccolta fondi che permetterà il restauro grazie a un semplice contributo personale che servirà alla realizzazione di questo progetto di salvaguardia dell’opera canoviana. Con Art bonus, poi, potrà essere recuperata come credito di imposta fino al 65% della somma investita.
Il dipinto ad olio su tela intitolato “Venere con fauno”, datato 1792, rappresenta una Venere, ritratta in un interno ricco di tendaggi (secondo la tradizione rinascimentale), semidistesa con molta eleganza su un giaciglio con cuscini e lussuoso drappo, mentre un Fauno dallo sguardo voglioso la osserva ai suoi piedi.
La Venere con lo specchio, conclusa nel 1787, anch’essa ispirata palesemente alle tele veneziane cinquecentesche di Giorgione e Tiziano, è una tela, abbandonata per vari anni in un angolo dello studio di Roma dell'artista, era però ritenuta da molti opera di un pittore antico.  La dea distesa su una dormeuse con lo specchio nella mano è simile alla “Venere con fauno”, ma ciò che più interessa è che le due opere, in particolare quest’ultima, rivelano un percorso iconografico e stilistico che, con alcune varianti, sarà antesignano della scultura marmorea di Paolina Borghese (1), scolpita tra il 1804 e il 1808, una delle opere più famose di Canova, conservata, com’è noto, presso la Galleria Borghese a Roma.
Salta agli occhi la somiglianza dell'agrippina con due cuscini, su cui distesa la scultorea Paolina, con il letto su cui giace la Venere con fauno; anche la posa molto simile: le gambe ravvicinate con grazia, la curva delle anche e il braccio destro sui cuscini come a sostenere delicatamente la testa. Dunque un'anticipazione di un atteggiamento che identificherà più tardi l'iconica bellezza della Paolina, idealizzata come Venere vincitrice! Eccellente scultore, l'Artista veneto si confrontava nella Paolina con un'opera destinata al privato, che ritraeva una donna reale e nasceva tra il pettegolezzo e lo scalpore nella Roma di Pio VII: era il 1804 quando il fratello di Paolina, Napoleone Bonaparte, diventava imperatore e Camillo Borghese, avendo sposato Paolina, ordinava a Canova la statua della sua bella signora!
Malgrado sia evidente, come già detto, l'ispirazione cinquecentesca del dipinto "Venere con fauno", nella tela si riscontrano anche influssi da opere del pittore austriaco Raphael Mengs e di Angelica Kauffmann, ambedue autorevoli esponenti del gusto neoclassico a Roma. Tuttavia la Venere canoviana risulta nuova e affascinante: il viso e la posa sembrano pi ravvicinabili nei particolari ai nudi ottocenteschi, sia per la linea affusolata del corpo, sia per lo sguardo malizioso della Dea che solleva il drappo come a svelare l'avvenenza delle forme.

Antonio Canova. ©Venere con fauno (part)
L'intervento di restauro sulla grande tela di "Venere con fauno" indirizzato sia sul colore vero e proprio del dipinto, sia per un rinforzo della tela adoperata da Canova, probabilmente una tela di lino, ma anche per la sistemazione della cornice. Cos scrivono alcuni consulenti riguardo a una diagnosi dello stato conservativo. "La superficie pittorica appare, infatti, molto irregolare, con crettatura ampia e marcata. In diversi punti il colore sollevato e distaccato dal supporto (v. gamba della Venere), denunciando una situazione di precario equilibrio che fa presagire la caduta di porzioni di policromia. Nel complesso si avverte un effetto disordinato anche a causa delle vernici disomogenee che, in alcune zone di maggior accumulo, formano delle macchie giallastre. In diverse aree sono presenti prosciughi e parti lucide, molto evidenti nell'angolo in basso a sinistra. La pellicola pittorica inoltre offuscata dalla polvere di deposito e da pesanti ritocchi cromaticamente alterati. Si notano dei piccoli riquadri pi opachi, probabili tasselli di pulitura eseguiti in un recente intervento". La cornice, coeva, in legno intagliato e dorata a guazzo con foglia d'oro: essa riporta alcune sbeccature e cadute di preparazione e doratura, abrasioni e sporco di deposito. Nella fascia superiore evidente un riquadro dalla superficie diversa: probabilmente si tratta di un tassello di pulitura che per sembra aver abraso la superficie dorata.



Antonio Canova, Venere con lo specchio, olio su tela, 134 x 177 cm. 1785/87 © Canova Museum, Possagno





La Venere con fauno, dunque, ha bisogno di rifarsi il look e il Museo Canova ha lanciato la raccolta fondi che apre a un mecenatismo sull’arte diffuso: il costo totale del restauro è di circa 5500 euro e l’Art bonus consente di partecipare con cifre anche modeste, recuperabili fino al 65% come credito di imposta.
Il benefit comprende inoltre un attestato nominale, unitamente a un biglietto di ingresso al Museo a fronte di una donazione di 30€; un attestato nominale, unitamente a una member card del Museo a fronte di una donazione di almeno 100€.
Dichiara il direttore Moira Mascotto: “Il progetto di restauro si inserisce in un ricco programma di interventi volti alla conservazione del patrimonio canoviano. Dare ai cittadini la possibilità di aiutarci a preservare le opere, attraverso un piccolo contributo, è un modo per coinvolgerli e farli diventare protagonisti della responsabilità sociale di preservare il patrimonio che abbiamo ereditato dai maestri del passato e che vogliamo consegnare alle generazioni future”.


(1) Paolina Borghese:
https://www.analisidellopera.it/wp-content/uploads/2017/11/Canova_Paolina_Borghese.jpg


Info:
I dettagli su https://www.museocanova.it/art-bonus/
Le donazioni sono già aperte su https://artbonus.gov.it/2052-venere-con-fauno.html





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