Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XVI - n.68 - Aprile - giugno 2021
ARTinFORMA 

Le SIGNORE dell'ARTE. Storie di donne tra ‘500 e ‘600
a cura della redazione


Con la mostra Le Signore dell’Arte. Storie di donne tra ‘500 e ‘600 si è aperta a  Palazzo Reale a Milano una mostra in cui  l’arte e le vite di 34 artiste vengono oggi riscoperte attraverso oltre 130 opere, a testimonianza di un’intensa vitalità creativa tutta al femminile, in un singolare racconto di storie di donne che possiamo definire  “moderne”. Vi sono le artiste più note, ma anche quelle meno conosciute al grande pubblico; nuove scoperte, come la nobile romana Claudia del Bufalo e opere esposte per la prima volta,  come la Pala della Madonna dell’Itria di Sofonisba Anguissola, realizzata in Sicilia nel 1578 e mai uscita prima d’ora dall’Isola. Sotto la curatela di Anna Maria Bava, Gioia Mori e Alain Tapié, le opere selezionate per la mostra provengono da ben 67 prestatori diversi a livello nazionale e  da musei esteri, come il Musée des Beaux Arts di Marsiglia e il Muzeum Narodowe di Poznan (Polonia). Oltre alla celebre Artemisia Gentileschi, sono esposti capolavori di Sofonisba Anguissola cremonese, delle pittrici Lavinia Fontana e Elisabetta Sirani e della scultrice Properzia de’ Rossi, tutte e tre bolognesi, tele di Fede Galizia, Ginevra Cantofoli, Giovanna Garzoni, finanche di alcune artiste monache, come Lucrina Fetti, sorella del più famoso pittore Domenico, oppure Orsola Maddalena Caccia, figlia del pittore Moncalvo, che entrata in convento e divenuta badessa, proseguì la sua attività di pittrice di pale d’altare e di nature more, trasformando nella prima metà del ‘600 il chiostro in un luogo d’arte e di cultura!


Elisabetta Sirani, Cleopatra, 1664 circa Olio su tela, 110x91 cm. Collezione Privata

Elisabetta Sirani, Porzia che si ferisce alla coscia, 1664 Olio su tela, 101x138 cm. Bologna, Collezione d'arte e di storia della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna


Figlie, mogli, sorelle di pittor, o a volte religiose: la mostra “Le Signore dell’Arte” presenta in 5 sezioni non solo l’ abilità compositiva di queste pittrici, ma attraverso il racconto delle loro storie personali  indaga il ruolo da loro rivestito nella società del tempo, il successo raggiunto da alcune di loro presso le grandi corti internazionali, la loro capacità di sapersi distinguere e affermare trasformandosi in vere e proprie imprenditrici e di sapersi confrontare con i loro ideali e con diversi stili di vita. Nomi altisonanti ma non solo: la mostra porta in evidenza una costellazione di giovani talentuose che, seppur con storie e percorsi differenti, fanno comprendere come il ruolo delle donne acquisito nel corso del XVI e XVII secoli non sia legato solo a singoli episodi sporadici o straordinari, come si è ritenuto finora, ma è un fenomeno che abbraccia tutta l’Italia. Le opere di queste pittrici rivelano personalità consapevoli del loro ruolo di artiste, capaci di comunicare messaggi pieni di significati: sono ritratti di eroine dell’antichità che divengono esempi di ribellione e di coraggio, oppure figure storiche, mitologiche e allegoriche che veicolano idee e riflessioni, ma sono anche nature morte di fiori, frutti e animali, scene religiose e mistiche che riflettono il dibattito del tempo. I misteri della psiche, le virtù femminili, l’eroismo intimo e quotidiano, ma anche il pathos del tradimento, dell’inganno, del pentimento: tutti i sentimenti sono indagati attraverso una poetica pittorica intensa.


Sofonisba Anguissola, Partita a scacchi, 1555 Olio su tela, 70x94 cm Poznn?, Fondazione Raczynski presso Narodowe Museum di Poznan. The Raczynski Foundation at the National Museum in Poznan

Ginevra Cantofoli, Sibilla. Olio su tela, 63x46 cm. Collezione privata Courtesy Cantore Galleria Antiquaria Crediti fotografici: Federica Lazzarini



La mostra presenta cinque sezioni in cui sono narrati diversi percorsi di formazione e di successo professionale; nella prima sezione sono presentate le artiste di cui parla Giorgio Vasari nelle “Vite”, come Sofonisba Anguissola, figlia di Amilcare, che fu per anni alla corte di Filippo II a Madrid, pittrice valentissima come le sue due sorelle anch'esse pittrici. Nella seconda sezione vi sono le opere delle artiste in convento, come Antonia Doni, figlia del grande Paolo Uccello; si continua poi con gli esempi di pittrici che ricercarono l’indipendenza dal modello paterno, superando in affermazione sociale e apprezzamento critico i loro maestri. È il caso a Bologna della celebre Lavinia Fontana, così come Elisabetta Sirani, pittrice quest'ultima scomparsa a ventisette anni, che in soli dieci anni di attività superò il genitore, il pittore reniano Giovan Andrea, maestro anche della brava Ginevra Cantofoli. Nell’area veneta, divenne leggendario l’intenso amore che legò Tintoretto alla figlia Marietta, cresciuta nella sua bottega e morta giovanissima!  Nella quarta sezione si affronta il tema delle Accademie, ad iniziare dalla mantovana Diana Scultori, prima donna a essere ammessa in un’Associazione di artisti alla fine del ‘500. A Roma l’Accademia di San Luca, fondata da Federico Zuccari nel 1593, allargò la possibilità alle artiste di partecipare senza tuttavia presenziare alle sedute, fin dal 1607 e negli elenchi si trovano iscritte molte delle artiste citate.


Lavinia Fontan,a Galatea e amorini cavalcano le onde della tempesta su un mostro marino, 1590 circa. Olio su rame, 48x36,5 cm Collezione privata Crediti fotografici: Carlo Vannini

Lavinia Fontan,a Venere riceve l'omaggio di due amorini. Olio su rame, 38,5x28 Collezione privata Crediti fotografici: GiÓ Fondantico di Tiziana Sassoli, Bologna



L’ultima sezione è dedicata ad Artemisia Gentileschi, alla sua vita turbolenta, alle vicende del suo stupro da parte del pittore Agostino Tassi, il processo, le torture subite, il matrimonio riparatore con Pierantonio Stiattesi e il legame con l’aristocratico fiorentino Francesco Maringhi. Donna forte e libera, anticonformista e ambiziosa, ricca di un talento che supera anche quello del valente padre Orazio, Artemisia fu pittrice innovativa e formidabile, capace di suscitare con le sue tele sentimenti forti e contrastanti, come avviene nelle uccisioni di antiche eroine che recano i segni di esperienze e sensazioni realmente vissute dalla pittrice. Dipinti violenti, ma anche immagini femminili potenti, come Cleopatra, Santa Caterina, la Susanna biblica, Maddalena, che al di là della straordinaria perizia tecnica e coloristica, d’impronta caravaggesca, evidenziano una personalità originale sia nel modo di trattare le diverse tematiche, sia nel riproporle al pubblico ed attualizzarle. In mostra c’è anche la Maddalena, un dipinto proveniente dalla collezione Sursock, una delle famiglie più aristocratiche del Libano, che è rimasto danneggiato dall’esplosione al porto di Beirut il 4 agosto 2020, e viene esposto come è in questo momento, prima di essere sottoposto a restauro. È un’opera inedita, mai esposta e costituisce un’aggiunta fondamentale al catalogo della Gentileschi.





Artemisia Gentileschi, Davide con la testa di Golia, 1631 circa. Olio su tela, 203,5x152 cm Collezione privata

Artemisia Gentileschi, Maria Maddalena, 1630-1631 Olio su tela, 102x118 cm. Beirut, Sursock Palace Collection




Main sponsor della mostra è la Fondazione Bracco, da sempre attenta al mondo dell’arte e della scienza, con un forte focus sull’universo femminile; con entusiasmo la Fondazione ha aderito al progetto della mostra, inserito per altro nel palinsesto ideato dal Comune di Milano “I Talenti delle donne” di cui Fondazione Bracco è Main Partner.
Le sale di Palazzo Reale di Milano ospiteranno l’importante mostra fino al 25 luglio 2021. Nel periodo di lockdown si potrÓ seguire la mostra on line con visite guidate. Per info collegarsi al sito della mostra www.lesignoredellarte.it






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