Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XVII - n.72 - Luglio - settembre 2022
ARTinFORMA 

Brescia. LE DONNE NELL'ARTE. Da TIZIANO a BOLDINI
di Artemisia

Gian Antonio Guardi, (XVIII sec.), Alessandro e Campaspe nello studio di Apelle, collezione privata


A Brescia in Palazzo Martinengo, dopo la forzosa chiusura per epidemia covid nel 2020, si è riaperta l'interessante mostra Donne nell'arte. Da Tiziano a Boldini, che espone 90 capolavori di artisti italiani dal '500 alla Belle Epoque. "Ripartiamo non senza fatica ma con entusiasmo, passione e determinazione - chiarisce Roberta Bellino, presidente dell'Associazione Amici di Palazzo Martinengo - perché siamo certi che il pubblico abbia bisogno oggi più che mai di bellezza e di arte, e voglia di ripopolare i luoghi della cultura, in vista del grande appuntamento del 2023 su cui stiamo già lavorando da mesi con il curatore Davide Dotti." La mostra bresciana propone al pubblico 4 secoli di immagini femminili dipinte dai protagonisti della storia della pittura e nel contempo diviene specchio dei diversi modi di tradurre la figura della donna nel corso del tempo.




Tiziano Vecellio, Maddalena penitente, metà XVI sec.). Collezione privata.

Andrea Appiani, Ritratto di Francesca (Fanny) Lechi (inizio XIX sec). Collezione privata


Se nel Rinascimento le tele di famosi artisti, come Tiziano Vecellio, si sono soffermati prevalentemente su temi sacri, ovvero su immagini di sante e di ascete, oppure su alcune protagoniste della storia biblica e dell’antichità, già nel ‘600  la donna  assume una personalità più autentica: è spesso eroina tragica oppure personaggio sensuale, come appare, ad esempio, nei dipinti di Artemisia Gentileschi,  donna pervasa dalla volontà di farsi giustizia per gli abusi subiti. Il percorso espositivo della mostra è suddiviso in otto sezioni tematiche: sante ed eroine bibliche; mitologia in rosa e storia antica; ritratti di donne; natura morta al femminile; maternità; lavoro; vita quotidiana; nudo e sensualità. “Per il visitatore – chiarisce il curatore Davide Dotti- è l'occasione di compiere un emozionante viaggio ricco di sorprese, impreziosito da dipinti inediti scoperti di recente in prestigiose collezioni private, opere mai esposte prima d'ora e incontri ravvicinati con celebri donne del passato, tra cui la bresciana Francesca (Fanny) Lechi, ritratta nel 1803 dal grande Andrea Appiani, pittore neoclassico, in una straordinaria tela che dopo oltre venticinque anni dall'ultima apparizione torna visibile al pubblico”.

Giacomo Ceruti, detto il Pitocchetto, Madre con i figli, (XVIII sec.) collezione privata

Filippo Palizzi, Donne che scavano a Pompei ( XIX sec.). Collezione privata


L'esposizione, oltre a spaziare sul mondo femminile e sulla bellezza estetica, offre al pubblico l'opportunità di intuire le trasformazioni del ruolo della donna nel corso dei secoli e le sue conquiste civili, ma anche di percepire la rinnovata attenzione degli artisti verso categorie sociali che lentamente divengono anch'esse soggetti dell'arte. Dalle sante cinquecentesche, infatti, e dalle nobili seicentesche si giunge ai ritratti di popolane, di madri disagiate, di ambienti di lavoro ai margini della società, prima mai ritenuti degni di essere raffigurati, come quelli dipinti nel '700 da Giacomo Cerruti, detto il Pitocchetto o nell' 800 da Filippo Palizzi. Non soltanto, dunque, immagini di gentildonne riccamente abbigliate, come nei dipinti di Guardi e di Giovanni Boldini, ma anche vite difficili, lavori umili e grama quotidianità popolare.




Bartolomeo Giuliano, M'ama non m'ama (metà XIX sec.). Collezione privata

Vittorio Matteo Corcos, Colibrì (XIX sec.). Collezione privata


Non mancano certamente i nudi, soggetti preferiti fin dall'Antichità: maliziosi oppure erotici, come quelli di Boldini, puri e idealizzati, come quelli di De Nittis; molto coinvolgenti sono anche i ritratti di giovani e romantiche fanciulle, come quelle dipinte da Corcos! Dalla Giuditta alla Maddalena, dal mondo delle divinità mitiche, come Diana, Venere o Dafne, alle donne della storia antica che hanno preferito la morte al disonore, come Cleopatra regina d'Egitto, la mostra dispiega nelle sale di Palazzo Martinengo una moltitudine di figure femminili che hanno ispirato e coinvolto gli artisti più diversi. Tra i capolavori cinquecenteschi spicca la Maddalena penitente, un olio su tela di Tiziano, proveniente da una collezione privata tedesca, di cui Peter Humfrey, una delle massime autorità a livello internazionale di Tiziano, ha scritto che "si tratta di una variante di alta qualità di una delle composizioni più avidamente ricercate di Tiziano.




Giuseppe De Nittis, Nudo di schiena, 1879-1880, collezione privata, courtesy Galleria Berman

Gaetano Cresseri, La Notte, 1909, Brescia. Musei Civici di Arte e Storia


"Le altre redazioni autografe - continua Humfrey- sono state dipinte non solo per i suoi più importanti committenti, come il re Filippo II di Spagna, ma anche per altri illustri personaggi del suo tempo, quali Antoine Perrenot de Granvelle, consigliere dell'imperatore Carlo V d'Asburgo, nonché viceré del regno di Napoli e il potente cardinale Alessandro Farnese. Le vigorose pennellate frante e il denso impasto cromatico suggeriscono una datazione al 1558-1563 circa, in prossimità della realizzazione della versione della Maddalena penitente dipinta per Filippo II nel 1561".
Tra le opere esposte è interessante il disegno Coppia di amanti in piedi di Gustav Klimt (1862-1918), com'è noto il principale esponente dell'Avanguardia viennese, che anticipa le soluzioni stilistiche di due sue opere famose: Il bacio e L'Abbraccio del Fregio Stoclet, capolavori tra i più conosciuti del Maestro della Secessione. Infine voglio nominare un'opera, una figura femminile simboleggiante la notte, che colpisce non soltanto per la bellezza formale e per le raffinate tonalità cromatiche, ma anche per l'atmosfera vagamente liberty di mistero e di magia che il valente artista bresciano, Gaetano Cresseri, studioso di tecniche pittoriche, ha saputo creare!




Giovanni Boldini, Calze nere, 1885 ca. Collezione privata


L’Associazione Amici di Palazzo Martinengo devolverà l’1% del ricavato della biglietteria a Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, con l’obiettivo di sostenere la migliore ricerca per la prevenzione, la diagnosi e la cura dei tumori femminili.

Tutte le persone che avevano acquistato il biglietto d’ingresso in prevendita nel 2020 potranno visitare la mostra semplicemente presentando il tagliando alla biglietteria di Palazzo Martinengo.

In occasione della mostra di Palazzo Martinengo, che si concluderà il 12 giugno 2022, il Museo Diocesano di Brescia organizza una piccola e raffinata esposizione con 13 opere, a cura di Davide Dotti, per approfondire la tematica della raffigurazione femminile nella pittura a soggetto sacro. Con il biglietto di "Donne nell'Arte da Tiziano a Boldini" si potrà dunque visitare gratuitamente il Museo e la rassegna allestita negli spazi dell'ex convento di San Giuseppe (via Gasparo da Salò, 13).

Info: tel. 392-7697003; mostre@amicimartinengo.it
Aperture straordinarie:
Pasqua (17 Aprile), Pasquetta (18 Aprile), 25-26 aprile, 1° maggio, 2 giugno







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