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Work in progress - Anno XI - n.50 - Ottobre-dicembre 2016
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RESTAURI E...DINTORNI

IL SETTIMO ANGELO.
Il restauro della Basilica della Natività a BETLEMME
a cura della redazione




The newly rediscovered angel between the fifth and sixth windows-mosaic-north wall of the nave-Bethelehm- ca 1155-69. Da Piacentini restauratori © Copyright.
Betlemme, Basilica della Natività. il " settimo" angelo scoperto durante la campagna di restauro.





La Basilica della Natività, fondata in epoca costantiniana e poi ricostruita nel VI secolo dall’imperatore Giustiniano, inserita nel 2012 dall’Unesco nella lista dei monumenti patrimonio dell’umanità, ha superato secoli  e secoli di storia, assedi, terremoti, guerre, ma anche i danni più recenti causati dalla grave incuria: problemi di stabilità e impermeabilità del tetto e danni ai bellissimi mosaici hanno fatto nascere una vera “fabbrica del duomo”, in cui le maggiori competenze e specializzazioni hanno permesso di ridare luce ai tesori perduti.
Giammarco Piacenti, presidente della Piacenti SpA, la ditta di Prato che si è aggiudicata l’appalto internazionale bandito nel 2013 dalle autorità palestinesi e con il finanziamento di vari soggetti privati, anche musulmani, ha descritto in un meeting internazionale a Rimini il lavoro enorme che sta coinvolgendo circa 60 ditte, che ha portato 170 persone, di cui la maggior parte italiani, a trasferirsi a Betlemme e mettere a frutto complesse tecnologie, capacità di studio e numerose professionalità. Sono state risolte le infiltrazioni di acqua, ripuliti e restaurati i mosaici, analizzate e mappate oltre un milione 600mila tessere dei mosaici, scoperto sotto l’intonaco un angelo mai visto prima! Ed è solo l’inizio di un’enorme quantità di scoperte e di studi ancora in corso!
Tutto ciò è reso possibile da un accordo raggiunto tra le autorità del Governo palestinese e le tre comunità religiose che detengono i diritti sulla Basilica sanciti secondo lo Statu Quo (un provvedimento del 1852): i Greci ortodossi, gli Armeni gregoriani e i Cattolici (in particolare i frati francescani della Custodia di Terrasanta).
Un tale miracolo di bellezza, di capacità ed eccellenza del lavoro italiano, oltre che di capacità di creazione di legami, ha convinto Bernhard Scholz, presidente Compagnia delle Opere, a promuovere la mostra. Un fascino tutto particolare, quello di raccontare un restauro ancora in itinere.

Angel figure-filling lacunae with drawing mortar-north wall- ca. 1155-69. Prima del restauro da "Piacentini restauratori". © Copyright.

Angel figure-filling lacunae with drawing mo"rtar-north wall- ca. 1155/69. Dopo il restauro da "Piacentini restauratori". © Copyright




Mariella Carlotti, insegnante e curatrice della mostra, l'ha scoperto visitando il cantiere dove, come in una cattedrale medievale, lavorano insieme professioni molto diverse ed è evidente "che la dignità del lavoro non dipende dal tipo di mansione che si svolge, ma dall'opera che si costruisce, di qualcosa che rimane nella storia". Tommaso Santi, regista e sceneggiatore, anch'egli originario di Prato, ha realizzato il documentario che porta il titolo della mostra: RESTAURARE IL CIELO. "Non raccontiamo solo il restauro e il contesto in cui avviene, - ha spiegato Santi- perché c'è una spiritualità che va oltre. La bellezza di questo luogo va oltre, si vive una clamorosa armonia, paradossale, visto che il conflitto che aveva reso difficile il restauro durava da secoli. Nessuno di quelli che lavorano lì ha la presunzione e la superbia di chi sa di entrare nella storia, ma tutti si sentono grati di avere partecipato a questo lavoro che va ben oltre la paga".
Il film-documentario di Santi racconta passo dopo passo questa incredibile avventura e svela la meraviglia di un luogo simbolico che racchiude, tra l'altro, la grotta del Bambino Gesù. Il regista toscano, vincitore al "Premio Solinas" del concorso "Storie per il cinema", autore di numerosi lavori documentari tra cui "I bambini della miniera", ha presentato "Restaurare il cielo" sia al Consolato italiano di Gerusalemme, che alla Cineteca di Tel Aviv. Nello scorso novembre il film è stato selezionato al prestigioso "Idfa – Doc for Sale" di Amsterdam.

Un restauratore al lavoro sul mosaico raffigurante l'incredulità di S. Tommaso. Da "Piacentini restauratori"© Copyright


Le evidenti lacune di un mosaico da reintegrare. Da "Piacentini restauratori"
© Copyright




Il restauro della Basilica ha affrontato, come già accennato, il problema della magnifica decorazione a mosaico del XII secolo, che comprende una processione angelica, di cui sono oggi sopravvissuti circa 130 mq di tessere musive originali, oggetto di un pensiero anche da parte di Papa Francesco. La scoperta del settimo angelo ha fatto dire al papa: “ Questo fatto ci fa pensare che anche il volto delle nostre comunità ecclesiali può essere coperto da ‘incrostazioni’ … ma tutti voi con i vostri progetti e le vostre azioni potete cooperare a questo ‘restauro’, perché il volto della Chiesa rifletta la luce di Cristo”. Il ritrovamento del settimo angelo è tuttavia solo l’inizio di un’enorme quantità di scoperte e di studi ancora in corso. Il lavoro di restauro è stato possibile grazie alla collaborazione fra persone con conoscenze e competenze differenti, ma tutte necessarie per completare il progetto. Si è trattato, inoltre, di persone di religione, nazionalità e culture diverse; la collaborazione stessa è diventata così l’occasione di una condivisione che supera i confini delle differenze e delle diffidenze, mettendo insieme anche chi difficilmente si sarebbe accostato all’altro.  Una bella prova di convivenza pacifica con il denominatore comune della salvaguardia della Bellezza!


Un particolare affascinante dei mosaici medioevali. Da "Piacentini restauratori"© Copyright


Jesus Christ's parentage according Matthew's Gospel-detail Azor and Sadoch-mosaic south-wall of the nave- ca 1155-1169. Da "Piacentini restauratori" © Copyright



Visione della parete della navata decorata a mosaico, durante i lavori di ripristino. Betlemme, Basilica della Natività©


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