Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno I - Nov./Dic. 2005, n. 0
NOTIZIE e CURIOSITA'


Archeologia












Papasidero: sepoltura paleolitica, 10.000 a.C.















Bos primigenius, incisione rupestre

 

 

Una “Lascaux” italiana di Artemisia

Pochi sanno che nel Comune di Papasidero, piccolo centro medioevale in Provincia di Cosenza, all’interno del Parco Nazionale del Pollino (il più grande d’Europa), esiste un importantissimo sito archeologico, denominato “Grotta del romito”, non lontano dal corso del fiume Lao. Scoperta nel 1961, a circa 14 Km dal centro urbano, la grotta preistorica testimonia la frequentazione umana di questo luogo fin da tempi remotissimi. Il sito è composto da due grandi vani scavati nella roccia ed un riparo esterno che si estende per circa 34 metri, dove è esposto un ritrovamento rarissimo oltre che stupefacente per la sua bellezza: un’incisione rupestre della grandezza di un metro e venti cm., raffigurante un bovide di profilo (Bos primigenius) che risale a circa 10.000 anni a. C.! Oltre a questa immagine animale, imponente e suggestiva, degna consorella delle celeberrime incisioni rupestri di Lascaux, in Francia, sono state anche ritrovate tre duplici sepolture con reperti ossei e litici (rudimentali asce e coltelli).













Anguillara (Rm): Piroga preistorica,
VI millennio a.C.

















Palafitte di capanne neolitiche

  Sommersa e salvata di A.Berruti

Il 24 settembre 2005 ad Anguillara Sabazia, in provincia di Roma, è stata presentata al pubblico una piroga preistorica, rinvenuta il 31 luglio scorso nel lago di Bracciano, su cui si affaccia la bella cittadina laziale. Si tratta di un’imbarcazione monossile in legno di quercia, lunga circa 10 metri e larga 80 cm., risalente al VI millennio a. C. Nella zona, in località “La marmotta”, fin dal 1989 è venuto alla luce un villaggio neolitico durante i lavori di scavo dell’ACEA. Il sito archeologico, dunque, non ha regalato agli abitanti di Anguillara ed a tutti gli appassionati soltanto questa snella piroga: dal 1992, infatti, anno dell’inizio sistematico degli scavi, sono state portate alla luce ben 5 piroghe, oltre a numerosi manufatti lignei, parti di capanne e perfino una statua della “piccola dea Madre”, scolpita in pietra tenera. La fase di recupero dell’ultima imbarcazione ritrovata non è stata facile, poichè ha richiesto l’impiego di due strutture separate, a causa della frattura in due tronconi che l’imbarcazione probabilmente ha subito in fase di lavorazione. L’evoluzione nel campo delle tecnologie applicate al restauro ha permesso di recuperare il prezioso relitto senza rischiare di comprometterne l’integrità. Per ognuna delle parti si è progettata una cassa in legno zavorrata in ferro ed imbottita di gommapiuma. Grazie a palloni gonfiati ad aria l’imbarcazione è riuscita a riemergere dalle acque del lago per 12 metri, a velocità controllata. E’ grazie all’accordo tra Assessorato al Turismo, Soprintendenza alla Preistoria e Comune di Anguillara che il restauro, difficile e delicato, verrà effettuato proprio nel luogo del ritrovamento. La piroga per ora rimarrà sommersa in una teca contenente sostanze liquide che ne impediscono il disfacimento e che la mantengono ad una temperatura tra i 20 ed i 60 gradi, atta ad ottenere un migliore consolidamento del legno, in attesa di essere salvata con opportuni metodi di conservazione. 8000 anni di storia sotto vetro!