Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno I - Gen./feb. 2006, n. 1
ARTinFORMA 

NOTIZIE E CURIOSITA'


Arte e società
di Marianna Pucino

 

L'arte che "urla"

L'arte è sempre un potente mezzo di comunicazione delle idee, sia quando esprime le ideologie correnti, sia quando, invece, vuole dissacrare, provocare, scandalizzare.
E' il caso del monumento londinese dedicato ad Alison Lapper, una donna di 40 anni, alta come un bambino di cinque, che non ha né braccia né gambe, poiché è nata con una malformazione congenita : la focomelia. A soli tre anni Alison ha cominciato a dipingere con i piedi e con la bocca e da allora non ha più smesso di utilizzare tutte le sue risorse per vivere.
Laureatasi in Storia dell'Arte alla Brighton University, è oggi una pittrice che usa immagini del suo corpo per quadri e composizioni, nonché mamma single di un bel bambino!
Ma il motivo per cui è saltata prepotentemente alla ribalta della cronaca è un altro: Marc Quinn, scultore d'avanguardia inglese, ha voluto scolpire un enorme blocco di marmo di Carrara, ritraendo proprio la figura di Alison, nuda ed incinta di otto mesi! La statua, scolpita dall'artista per dieci mesi in Italia, nel laboratorio di Franco Cernetti a Pietrasanta in Toscana, è alta tre metri e mezzo, pesa 11 tonnellate ed è esposta dal 15 settembre 2005 a Londra, in piazza Trafalgar Square, dove rimarrà per un anno e mezzo, accanto al monumento dell'eroe più celebre della storia inglese, l'ammiraglio Horatio Nelson.
L'opera ha vinto il concorso indetto dalle autorità britanniche per decidere quale monumento porre sulla colonna vuota della grande piazza, nel cuore della capitale inglese. La giuria, appositamente nominata dal sindaco Ken Livingstone, era composta dai Direttori dei maggiori musei di Londra. Tra le molte proposte, sembrava favorita una statua di Nelson Mandela, ma alla fine ha vinto l'immagine di una donna disabile, per giunta raffigurata nuda ed incinta.
Le reazioni sono state immediate: “statua-choc” è stata definita dalle critiche più forti, cui si è aggiunto il commento di “pessima arte”, riferita ad un concetto di ipotetica asetticità della creazione artistica. Altri giudizi, invece, parlano di un tributo all'handicap ed alla maternità. Ma il parere più significativo è stato quello della stessa Alison, che ha spiegato come l'opera possa bene esprimere il concetto di disabilità, divenendone il simbolo e dimostrando che ogni forma umana può essere “bella” e degna di essere rappresentata quanto qualsiasi altra.
A parte i discordanti pareri estetici, ciò che emerge da questa cruda mescolanza tra vita vissuta e opera d'arte, è il potenziale comunicativo espresso dal monumento nell'offrire la rappresentazione cruda e senza compromessi di una donna che, malgrado il suo grave handicap, è consapevole del proprio stato ed affronta la vita con grinta e con speranza. Il monumento ad Allison è dunque un'immagine artistica potente e dunque “scandalosa”, perché distante dalla visione perdente ed affranta che molti hanno della disabilità.

Si ringrazia la Sig.ra Alison Lapper per la gentile concessione delle immagini.

 


M.Quinn: Monumento ad A. Lapper, Londra, Trafalgar Square. 2005



A. Lapper, marmo di Carrara (part.)