Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno I - Mar./apr. 2006, n. 2
ARTinFORMA 

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Arte e società
di Artemisia

 

Le leggi dell'arte

E' sempre incoraggiante sapere che un capolavoro d'archeologia, ritrovato in Italia ed arrivato altrove per alterne vicende, ritorni in patria. E' il caso del cratere di Euphronios, un vaso greco risalente al VI secolo a. C., che dal 1972 si trovava esposto al Metropolitan Museum di New York, perla rara nel ricco settore dedicato all'arte greca, romana ed etrusca. Dopo quasi 30 anni di trattative, il Ministero dei Beni Culturali è riuscito a stipulare un accordo con la Direzione del museo per l'agognata riacquisizione dello splendido vaso, venduto a suo tempo al museo newyorkese per un milione di dollari.
Malgrado l'Italia sia tutelata da una solida legislazione a riguardo dei Beni artistici esportati, le trattative erano fallite: ora, invece, grazie ad una oculata politica di prestiti e di impegni reciproci, si potrà ammirare a casa nostra un vero capolavoro della ceramografia antica!
Il cratere di Euphronios (cm. 45,7x cm.55) è un vaso attico, modellato dal vasaio Euxithios e dipinto dal celebre Euphronios, attivo attorno al 500 a. C., uno tra i massimi ceramografi del tempo e capo di una fiorente bottega che creò per decenni vasi bellissimi. Utilizzato dai Greci per miscelare l'acqua con il vino, il cratere era un grande vaso con la bocca larga e due anse laterali, decorato solitamente con scene mitologiche, come questo esemplare superbo che narra la morte di Sarpedonte, con uno stile definito a “figure rosse”, con il quale si ricopriva il vaso di vernice nera, “risparmiando” le figure. Quest'ultime rimanevano del colore rosso dell'argilla, poi, al loro interno, venivano tracciati con un tratto sottile di vernice nera i particolari dei corpi, dei panneggi, dei volti ed il risultato era la creazione di immagini quanto mai dettagliate, ricche di effetti plastici e di movimento, molto diverse da quelle dello stile “a figure nere”, più appiattite, che venivano colorate direttamente con il nero, sul fondo naturale rosso del vaso.
Il cratere di Euphronios rivela la grande abilità del pittore che ha disegnato con eleganza il corpo esanime dell'eroe Sarpedonte, disteso lungo un lato del vaso, mentre viene retto dai Gemelli alati, il Sonno e la Morte, e circondato da guerrieri che completano armoniosamente la decorazione del vaso. La bravura dell'autore, che ha anche lasciato la sua firma, risiede nella composta drammaticità dell'episodio, descritto con grande umanità, e nell'aver saputo conferire alla scena un realismo prospettico che ancor oggi stupisce.
Assieme al vaso di Euphronios, è tornato in Italia anche un corredo funerario di oltre 100 pezzi in argento e svariati oggetti ellenistici ed etruschi: in cambio delle preziose testimonianze archeologiche, al Metropolitan Museum sono stati concessi prestiti quadriennali di opere d'arte, nell'ambito di nuovi rapporti culturali tra i due stati, grazie ai quali potranno tornare a casa altre nostre opere, trafugate negli anni del dopoguerra.

 

 












Cratere di Sarpedonte: Euphronios, 520 a.C. circa

 







Cratere di Sarpedonte: particolare