Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno I - Lug./ago. 2006, n. 4
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Arte e società: almeno ..... respiriamo piano!
di Alessandra Berruti




Roma: per visitare i Musei Vaticani...


In attesa davanti alle "Scuderie del Quirinale" e poi....tutti dentro!

 

Il grande Leonardo starà rivoltandosi nella tomba! Le polemiche nate dal Codice da Vinci sono quasi del tutto svanite, ma… avete mai provato a cercare su internet notizie sul Cenacolo? Da Dan Brown e Ron Howard non si scappa! Eppure, tutto questo chiasso mediatico sembra aver provocato un effetto più che positivo: numeri, cifre, percentuali, ovunque il nostro sguardo si posi, leggiamo di record di presenze nei musei di tutta Italia.
L'arte va di “moda,” possiamo esserne fieri, orgogliosi, soddisfatti, come lo è certamente il curatore della rassegna «René Magritte, l'impero delle luci»,











Fotografare le opere d'arte?!!

a Villa Olmo di Como, la quale conta, a mostra non ancora terminata, ben 64 mila visitatori; lo stesso vale per l'illustre Collezione Peggy Guggenheim, a Venezia, che gode della visita di 1000 persone al giorno. Del best seller “Il codice da Vinci” è stato detto fin troppo, ma non si può negare che da quando il film è uscito in tutte le sale cinematografiche, le visite al Cenacolo vinciano siano aumentate e continuino a crescere, creando anche qualche “difficoltà” ai frati del convento di Santa Maria delle Grazie, a Milano.
Tuttavia, quanti si rendono conto che la curiosità frivola ed occasionale, provocata da un machiavellico lancio mediatico o da un'occasione mondana, può nuocere all'opera d'arte e poco o niente arricchire la nostra cultura, se non siamo debitamente preparati all'evento?
ARTE PER TUTTI, sembra essere l'invito, ma a questo proposito esistono due scuole di pensiero: l'una può essere riassunta dalle parole di Vittorio Sgarbi: Se i cinema tengono aperto fino a tarda notte, non si capisce perché il Cenacolo non resti aperto almeno fino a cena e anche nel dopo cena. Almeno da essere concorrenziale. Sarebbe altresì un modo per non indurre i giovani ad andare solo in discoteca. Per consentire ad un numero maggiore di persone di poterne usufruire (…),per proporre un dopo cena diverso: al Cenacolo invece che al cinema (da Il Giornale.it del 5/6/06). L'altra, invece, trova adepti nelle affermazioni della dott.ssa Alexandra Andresen, che collabora stabilmente con l'Azienda Speciale Palaexpò in qualità di Responsabile del coordinamento organizzativo delle mostre presentate alle Scuderie del Quirinale: Naturalmente considero un fenomeno positivo l'aumento delle mostre d'arte temporanee – a testimonianza della costante vitalità della nostra cultura -
 
In fila per gli Uffizi a Firenze
purché il moltiplicarsi delle proposte non coincida con lo scadere della qualità e gli eventi, grandi o piccoli che siano, non si riducano solo a trovate, ad efficaci titolazioni capaci di richiamare pubblico, ma non di soddisfarlo (da Diritto e Diritti, del 25/5/05 ).
Le opere d'arte sono state create per essere ammirate, su questo non v'è dubbio, ma è opportuno che il pubblico sia informato su ciò che l'opera stessa subisce ogni volta che viene rimossa dal suo sito abituale. Inevitabilmente l'opera riporta un trauma, di diversa natura ed entità, dovuto principalmente ai cambiamenti di luce, temperatura e umidità, ed in secondo luogo alle sollecitazioni causate dal trasporto e dal conseguente allestimento in sede di mostra temporanea.
Per le esposizioni permanenti e per gli affreschi il rischio non cambia, in quanto il sovraffollamento dovuto al fenomeno del turismo di massa e quindi destinato a sovraccaricare le sale per pochi giorni la settimana (fenomeno che è divenuto preoccupante nelle grandi città d'arte), provoca sensibili alterazioni del microclima degli ambienti, come l'innalzamento della temperatura e dell'umidità, ovvero fattori molto pericolosi ed in grado di intaccare la corretta conservazione dell'opera .
Ma se siamo d'accordo che sia giusto e doveroso preservare le opere d'arte, mobili ed immobili, da ogni tipo di degrado, allora dobbiamo assolutamente scegliere tra politiche troppo permissive ed attente soltanto ad accaparrare clienti per i musei, e politiche di equilibrio, che tutelino nello stesso tempo opere d'arte e turismo culturale, pubblico di ora e pubblico di domani .
Quindi se proprio dobbiamo seguire il richiamo dei batages pubblicitari, andiamo a vedere il capolavoro di cui si parla, ma, per favore, almeno respiriamo piano!

 
folla all'ingresso del Louvre a Parigi