Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno I - Lug./ago. 2006, n. 4
ARTinFORMA 

RESTAURI E...DINTORNI


Gli affreschi della Scala Santa: un restauro divino
di Francesca Secchi


Il Santuario della Scala Santa

 

Alla fine del ‘500 Roma è in grande fermento: l'ambizioso Papa Sisto V (1585-90) intende trasformarla nel più moderno e sfarzoso centro della Cristianità. Vie, piazze, chiese e palazzi subiscono ammodernamenti radicali che danno il via ad un'epoca di sviluppo urbanistico senza precedenti. Una folta schiera di pittori confluisce nella Capitale per eseguire vasti cicli di affreschi; si tratta di artisti provenienti da molte regioni italiane, ma anche dall'estero ed in particolare dalle Fiandre, da cui giunge il pittore di paesaggi Paul Bril (1554-1626).









La Cappella di San Silvestro  prima del restauro
Egli è chiamato a lavorare in uno tra i più importanti cantieri sistini : il Santuario della Scala Santa .
Ma torniamo ai giorni nostri: gruppi di fedeli, recitando preghiere, salgono in ginocchio i ventotto gradini della Scala Santa, ormai logorati da secoli di devozione. L'azione del tempo non haintaccato solamente il marmo: anche l'originario splendore delle decorazioni ad affresco delle pareti e delle volte è ormai offuscato. L'intero apparato pittorico del Santuario, visitato ogni anno da più di due milioni di persone di religione cristiana e non, è in fase di recupero grazie ad un completo progetto di restauro, iniziato nel 2002 e tuttora in corso, cui collaborano la J.P. Getty Foundation di Los Angeles ed i Musei Vaticani.
L'edificio della Scala Santa venne fatto costruire su volere di Sisto V dall'architetto Domenico Fontana per conservare l'antica cappella privata dei papi, il Sancta Sanctorum o Cappella di S. Lorenzo, dove sono custodite un gran numero di reliquie, tra le quali l'immagine acheropita (non dipinta da mano umana.
Nel Medioevo si riteneva fosse stata dipinta dagli angeli!) del Cristo, una tavola lignea risalente al VI-VII secolo. Il percorso mistico-devozionale comprendeva, inoltre, nuovi ambienti: l'atrio, le quattro scalinate adiacenti alla Scala Santa e la Cappella di S. Silvestro (coro). Il ciclo decorativo con scene del Vecchio e Nuovo Testamento, realizzato in soli due anni da un gran numero di artisti alla fine del ‘500, sotto la direzione di Cesare Nebbia e Giovanni Guerra, è stato per secoli quasi dimenticato e pertanto necessita di un intervento conservativo generale.
 
Pulitura

Dopo una lunga ed accurata fase di indagini scientifiche preliminari, ai fini di valutare lo stato di degrado dell'opera, la campagna di restauro è iniziata, per priorità d'intervento, dalla Cappella di S. Silvestro, che verrà aperta al pubblico il prossimo ottobre.


Lunetta con paesaggio del pittore Paul Bril

 

 

A restauro quasi ultimato, chi scrive ha avuto la fortuna di intervistare uno dei restauratori, Francesco China, che ha illustrato con entusiasmo le varie fasi del lavoro. Di fronte ai colori accesi di questi affreschi, è stato difficile immaginare il degrado in cui versavano poco più di un anno fa: Francesco China spiega, infatti, che le pitture erano totalmente illeggibili, oscurate dalle polveri e dal nero fumo delle candele, da stesure di “ravvivanti” a base di colle ed oli, nonché da pesanti ridipinture settecentesche.

 

Il restauratore F. China al lavoro
Infiltrazioni d'acqua nella piccola Cappella avevano causato, inoltre, il crollo e la perdita del viso della Madonna nella volta.
La graduale pulitura degli affreschi ha permesso ai restauratori di riscoprirne l'alta qualità pittorica e di riportare alla luce le lunette con i paesaggi di Paul Bril, che si consideravano perdute.
Una delicata fase della pulitura è consistita nella “riconversione”della biacca (carbonato di piombo), operazione che consiste nel riportare al bianco originario, tramite l'applicazione di una soluzione acida, la biacca, un pigmento che tende ad alterarsi in nero-brunastro. Grazie a questa reazione chimica è stato possibile restituire alle figure le giuste luci volumetriche, che s i erano “invertite”, come in un negativo fotografico, in toni scuri.
Dopo la fase del consolidamento, anche l'operazione del ritocco è ormai quasi terminata e non soltanto gli affreschi della volta, ma anche gli stucchi, i marmi, il coro ligneo e le pareti sembrano essere tornati indietro di cinquecento anni.


Pulitura (sporco-livello di pulitura intermedio-pulitura finale)

 


Fase della reintegrazione

Poter ammirare l'intero ciclo pittorico del Santuario totalmente restaurato consentirebbe di fare un viaggio a ritroso nel tempo: confidiamo, quindi, nel buon esito della ricerca di fondi, che permetterà il proseguimento di un progetto che intende restituire alla comunità un patrimonio di inestimabile valore e bellezza.