Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno I - Lug./ago. 2006, n. 4
ARTinFORMA 

RESTAURI E...DINTORNI


La Villa del Casale: di luce e di ombra
di Alessandra Berruti


Villa del Casale, Piazza Armerina:Mosaici della Palestra, IV sec. d. C.

 

Non è sempre facile parlare di monumenti e di testimonianze artistiche delle quali si è già largamente discusso, poiché si rischia spesso di divenire monotoni o ripetitivi; ma il caso di Piazza Armerina è diverso. Quando si visita questo luogo incomparabile di storia e di arte, entra in gioco l'emozione che trasforma tutto e può lasciare, in questo caso, anche un velo di malinconia. La Villa del Casale a Piazza Armerina(En), in Sicilia, è una splendida villa tardo-romana, sorta tra il 300 e il 370 sec. d.C., residenza consolare o probabilmente imperiale.






Vittorio Sgarbi, Alto Commissario

Cinquecento stanze la compongono tra cubicula (stanze da letto), palestre, bagni termali, un triclinio ed una grande basilica, oltre a fontane, giardini e peristili, tanto che si rischia di perdersi tra la bellezza dei vani e la raffinatezza dei mosaici che li decorano, pervenuti fino a noi in discreto stato di conservazione, date l'antichità della villa e l'ingiuria del tempo trascorso.
La “città dei mosaici”, come venne denominata per l'incredibile quantità di cicli musivi presenti in ogni ambiente della Villa , ben 3.500 metri quadrati, era già stata individuata nel ‘600, ma gli scavi sistematici furono possibili soltanto molto più tardi, grazie all'archeologo e studioso Paolo Orsi, che nel 1929 iniziò una serie di interventi, proseguiti poi dal 1935 al '41.
La guerra fermò tutto, ma negli anni sessanta l'architetto Franco Minissi concepì, per la prima volta, coperture in situ per la conservazione delle decorazioni musive, che si rivelarono determinanti per il blocco del lento ed inevitabile degrado della Villa, fino ad allora lasciata alle intemperie.
Grazie all'ingegnosa soluzione, la frequenza dei visitatori non fu più un problema, visto che la nuova copertura trasparente permetteva di ammirare i pavimenti senza necessariamente camminarci sopra!
L'idea di Minissi rimase nella storia degli interventi più lungimiranti, ma dovette fare i conti con l'alluvione del 1991: acqua, fango e detriti invasero la Villa del Casale danneggiando pesantemente le strutture vecchie e nuove; il ferro e il cemento, presenti in queste ultime, provocarono ruggine su intonaci e murature; infine si constatò che neanche la copertura ideata dall'architetto Minissi era in grado di sostenere l'elevata temperatura che, sotto il sole, si forma al suo interno.
 
Sportive in antico "bikini"
2005! Finalmente buone notizie: la Villa Romana è già inserita nella lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco, quando Vittorio Sgarbi viene nominato, dal Governo della Regione Sicilia, Alto Commissario della Villa.
La città dei mosaici è salva!


La Villa del Casale con le odierne coperture

 

  Nascono nuovi progetti, idee e soluzioni per fermare il degrado e riportare alla luce questa meraviglia archeologica che data sedici secoli.
Il 30 marzo 2006 è stato presentato a Ferrara, al Convegno internazionale sul Restauro, l'ultimo progetto per preservare la Villa ed i suoi mosaici dal pericolo delle alte temperature: esso prevede una copertura opaca in legno, leggera e reversibile, con camera d'aria ventilata, rivestita in lamina di rame preossidato, così da non indurre l'“effetto serra”.
 

Modellino del progetto di restauro
Interamente ideata dal Centro di Restauro della Regione Sicilia, la nuova copertura segue il vecchio progetto dell'architetto Minissi, ma impiega materiali più consoni e tecnologie avanzate.
Gli splendidi cicli dei mosaici, rarità della villa, saranno restituiti all'originaria bellezza di forme e di colori dai restauratori dell'Istituto del Restauro di Ravenna, i quali utilizzano tessere marmoree o vitree in sostituzione di quelle mancanti; inoltre diversi rimedi per eliminare umidità ed infiltrazioni provenienti dal terreno sono in programmazione, affinché tutto il complesso possa trovare nell'arco di un tempo relativamente breve, la definitiva sistemazione. Il restauro interesserà naturalmente l'intera struttura, che sarà attrezzata anche di nuove e moderne passerelle, capaci di far raggiungere ai visitatori la quasi totalità degli ambienti, senza arrecare danni alle parti architettoniche né a quelle musive. Una copertura, spiega Guido Meli, architetto- archeologo Direttore dell'Istituto Regionale del Restauro siciliano, in grado di seguire l'andamento dell'intera villa e di esaltare la differenza tra gli ambienti di rappresentanza e non, con giochi di vuoti e pieni, di luce e di ombra.



Mosaico delle ragazze impegnate in gare sportive

 

La fontana con il peristilio








le nuove "coperture" della Villa


E così quella stessa luce che di giorno tanto nuoce ai mosaici, di notte farà da protagonista, grazie a speciali impianti di illuminazione situati sotto le passerelle, che permetteranno visite ancor più affascinanti e suggestive.