Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale-Anno I-Sett./ott. 2006, n.5
ARTinFORMA 
RESTAURI E ... DINTORNI

I Cavalli alati di Tarquinia
di Alessandra Berruti


Non solo per una notte magica!


La città di Tarquinia e il Museo Nazionale Etrusco, in occasione della “Notte Bianca di Roma”, hanno prestato al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia il preziosissimo altorilievo che raffigura due cavalli alati, rinvenuto nella sede dell'antica città etrusca nel 1938, nella stessa area di scavo del ritrovamento del grande tempio della cosiddetta " Ara della Regina " di Tarquinia.




I Cavalli alati: (part.) Terracotta dipinta
(Archivio fotografico della Soprintendenza)






Quando nel '38 fu ritrovata dall'archeologo Pietro Romanelli, ad una profondità di 3 metri, la lastra risultava frammentata in cento parti che vennero ricomposte subito dopo l'eccezionale scoperta. Non solo lo stato del primitivo ritrovamento ha reso più difficile il lavoro della Reindell, ma anche le dimensioni del reperto (alto m. 1,15 e largo m. 1,25) hanno creato non pochi problemi, risolti grazie all'utilizzo di uno speciale cavalletto in metallo.
I cavalli, dinamici e curati nei minimi particolari, la bocca semiaperta, il petto e il collo in tensione, sembrano in procinto di spiccare il volo, ma hanno perduto la biga montata dalla divinità, alla quale era probabilmente dedicato il tempio.
Grazie ad una intervista del 2004 raccolta dal giornalista Davide Passoni ed imperniata sull’intervento di restauro operato da Ingrid Reindell, conosciamo molti particolari del famoso gruppo scultoreo, come ad esempio, i colori che sono venuti alla luce dopo la pulitura della lastra: il cavallo più aggettante era ocra, mentre quello più arretrato rosso.



I Cavalli "fasciati" in vista dell'intervento di restauro
(foto Davide Passoni-news 2000)





E' noto che in una scultura uno dei problemi fondamentali sia la stabilità dell'opera, problema per il quale già nel 1938 si cercò una soluzione adatta per i Cavalli alati di Tarquinia: delle lastre di ottone vennero imbullonate ai fori ed in un secondo momento fu creata un'altra struttura per garantire stabilità continua, al fine di consentire eventuali spostamenti del fragile reperto.
Per risolvere il problema Ingrid Reindell ha invece costruito una grossa lastra di plexiglas, la cui trasparenza permette al visitatore di ammirare anche il retro dei cavalli e scoprire così il trucco usato per la loro realizzazione: sono ancora visibili i fori creati come vie d'uscita ai gas, onde evitare il rischio di crepe durante la cottura del pezzo.




Fasi preliminari al restauro, già ultimato
(foto Davide Passoni-news 2000- v. link)


 


I Cavalli alati di Tarquinia: inizi IV sec. a.C .
(Archivio fotografico della Soprintendenza)



La lastra, proveniente proprio dal columen del tempio, risale agli inizi del IV secolo a.C.: i cavalli alati furono modellati da un valente artista che ha saputo dare profondità al gruppo variando il rilievo, dalle zampe, alle teste, alle ali dei destrieri. L'intervento di restauro, curato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell' Etruria Meridionale e sponsorizzato dalla Wind, è iniziato nel 2000, ad opera della restauratrice Ingrid Reindell, alla quale dobbiamo lo spettacolare risultato attuale.





La restauratrice Ingrid Reindell
(foto Davide Passoni-news 2000)
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Il restauro ha inoltre evidenziato la presenza di antiche reintegrazioni ed incollaggi, operati negli anni ‘30 subito dopo il ritrovamento, che la restauratrice, seguendo le teorie brandiane, ha salvaguardato in rispetto dell'istanza storica. Durante l'intervista veniva, infatti, sottolineato dalla restauratrice come le stesse reintegrazioni dovessero essere evidenziate: “ riportandole leggermente sotto squadra e a volte abbassarle molto, portandole mezzo millimetro sotto l'originale”, così da differenziarle nettamente dall'ultimo intervento.



Fasi preliminari al restauro
(foto Davide Passoni-news 2000)





Per coloro che non fossero ancora riusciti a godere della bellezza di uno dei gruppi scultorei più celebri dell'arte etrusca durante la Notte Bianca romana, c'è una ulteriore occasione, perché i Cavalli alati rimangono esposti presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia fino al 24 settembre, "Giornata Europea del Patrimonio". Poi torneranno nella loro sede abituale, il Museo Archeologico Nazionale Tarquiniense, da cui sono stati allontanati eccezionalmente per la terza volta in 60 anni. Encomiabile cautela per un inimitabile capolavoro.

 


Si ringrazia l'Archivio Fotografico del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma per le immagini concesse.

Si ringrazia Davide Passoni per il contributo (info:http://news2000.libero.it/gallery/fg280/pg2.html")



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