Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno II - Nov./dic. 2006, n. 6
ARTinFORMA 
RESTAURI E ... DINTORNI

Città del Vaticano: memorie dal sottosuolo
di Alessandra Berruti



Non un nuovo settore storico dei Musei Vaticani, bensì una scoperta archeologica inedita, avvenuta nel 2003 in occasione degli scavi del nuovo parcheggio realizzato nel piazzale di S.Rosa .” Questo l'incipit del discorso di Francesco Buranelli, Direttore dei Musei vaticani, alla conferenza stampa avvenuta il 9 ottobre 2006. Una casualità quindi, se così la possiamo chiamare, ha permesso di portare alla luce una necropoli di 500 mq con 250 tombe romane databili dal I-IV secolo d.C.
"Frane, ghiaie e terra hanno ricoperto durante il II secolo la vasta zona -continua il Direttore- “una sorta di "terremoto" che ci ha regalato l'intera area in ottime condizioni, vale a dire ci ha donato la possibilità di studiare uno spaccato della società romana dalle classi più agiate alle persone più umili”.






Colombario III (particolare: nicchia con corredo)





di generali ed imperatori, che facevano il loro ingresso trionfale nella Città dopo le guerre vittoriose.
Un'altra scoperta importante, recentemente pubblicata in una monografia della Pontificia Opera romana di archeologia, fu quella effettata tra il 1956 e il 1958 da Filippo Magi (lo stesso archeologo che diresse il restauro del Laocoonte): già da allora il rinvenimento di quelle necropoli venne salvaguardato con la creazione di un sito visitabile, con un allestimento all'avanguardia per gli anni '60.
Tornando alla necropoli di Santa Rosa, tre anni fa sono iniziati gli scavi sistematici, poi i restauri del materiale ritrovato in situ e per ultimo si è creato un percorso attrezzato (accompagnato da pubblicazioni e guide alla necropoli della via Trionfale): un lavoro lungo e faticoso,
ma con uno scopo lodevole come quello di permettere, nel più breve tempo possibile,





Sepolcro IV dei Natronii, busto fittile



Brusii e commenti fanno da sottofondo al tragitto che ci conduce alla necropoli che stiamo per visitare per primi: percorrendo parte dei Musei Vaticani traversiamo luoghi ed angoli a me fino ad allora ignoti. Il passo è veloce perché spinto dalla curiosità, ma si riesce ugualmente a scorgere una fontana inattiva con, al suo interno, la scultura di un suggestivo veliero.
Ancora qualche centinaio di metri e poi finalmente si arriva: grazie ad una modifica del progetto originario, l'area è veramente inglobata nell'edificio del parcheggio che prende il nome dal preesistente piazzale di S.Rosa.
Un tuffo nel passato, pochi gradini e… un'emozione senza tempo! Una passerella che utilizza nuove tecnologie ci permette di ammirare da una modesta distanza i quaranta
edifici sepolcrali (nobili dimore arricchite da sarcofagi monumentali, pareti affrescate e




Sepolcro IV dei Natronii: edicola del fanciullo Tiberius
Natronius Venustus


 


Necropoli: Settore di S.Rosa. Ricostruzione dell'area nord-ovest di Leonardo Di Blasi



Per secoli, infatti, gli abitanti della Capitale hanno seppellito i loro morti lungo le grandi strade alle porte di Roma: necropoli si estendevano lungo l'Appia, la Flaminia, l' Aurelia e poco più a valle la via Trionfale dove personaggi famosi e gente senza nome si trovavano a dover dividere lo stesso lembo di terra.
Del resto, nella Città del Vaticano i rinvenimenti archeologici sono stati numerosi, fin dai tempi più antichi, quando furono segnalate delle tombe romane durante la costruzione dei bastioni michelangioleschi, per finire alle scoperte del secolo scorso, negli anni '30, nelle zone dell'Annona (dove oggi c’è il mercato) e della Galea. Questo perché lì si intersecava la Via Triumphalis, che attraverso le pendici di Monte Mario portava a Veio e veniva percorsa dai cortei




Sepolcro VIII, sarcofago marmoreo con vittorie alate



l'apertura al pubblico della nuova zona archeologica. “Obbiettivo raggiunto!”, tende a sottolineare il Direttore Buranelli, giustamente fiero dei risultati ottenuti.
Il sito archeologico è infatti visitabile già dal 14 ottobre scorso su prenotazione per gruppi (max 25 visitatori), con una spesa di 5 euro a persona, transitando per l'ingresso dei Musei Vaticani.
La proposta, molto elastica per ora, prevede le visite il venerdì ed il sabato mattina.
Durante la conferenza stampa, a completare l’intervento del Direttore, un interessante filmato sulla storia dei ritrovamenti è stato seguito da alcuni approfondimenti tematici del Dott. Spinola, responsabile del reparto delle Antichità Classiche. Molte sono state le domande dei giornalisti sia riguardo all’aspetto economico dell’impresa sia riguardo alcuni ritrovamenti scultorei di grande qualità, come il sarcofago con l'immagine di un orante, rivelatrice del significato cristiano della sepoltura.




Statuetta marmorea di servo addormentato




pavimenti a mosaico) e le 200 sepolture singole, disposte su vari livelli, segnate da cippi, altari e steli funerarie. Ci emoziona il volto dolce e malinconico del fanciullo Tiberius, ci sbalordisce il realismo del piccolo servo addormentato, ci affascina l'austera bellezza di una matrona romana...
D'istinto si alzano gli occhi al cielo, come per cercare la luce del giorno, dimentichi di non essere in un sito archeologico all'aperto, bensì in una necropoli-museo, capace di donare l'esatta percezione dell'affetto che millenni fa mosse chi seppellì i propri cari e capace di suscitare ancora oggi un intimo senso di rispetto di fronte al sonno eterno della morte, evocando, forse, la comune speranza di immortalità.



Sepolcro VIII: sarcofago baccellato con leoni, scena di aratura e ritratto virile clipeato



Si ringraziano i Musei Vaticani per la gentile concessione delle immagini




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