Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale -Anno III- Mag./ago. 2007, n.9-10
ARTinFORMA 

RESTAURI E...DINTORNI


Giulio Aristide Sartorio: un artista tra passato e presente
di Francesca Secchi


“Noi viviamo nei sensi, oltre i sensi sta il buio insondabile, e l'arte che raffigura i sensi è la migliore esportatrice della vita, la fa tollerare e amare”.
G.A. Sartorio, “Flores et Humus. Conversazioni d'arte”, 1922


Fregio del Parlamento: l'Italia (particolare).
  Sta per concludersi il delicato intervento di restauro del Fregio che Giulio Aristide Sartorio (Roma 1860-1932) ha realizzato tra il 1908 ed il 1912 per l’Aula della Camera dei Deputati a Palazzo Montecitorio: una selezione delle cinquanta tele del Fregio sarà oggetto della mostra Il Fregio di Giulio Aristide Sartorio che si terrà dal 16 maggio al 20 luglio 2007 presso la Sala della Regina, in Parlamento. Pittore, incisore, scultore, critico d’arte, professore universitario, Sartorio è stato definito un artista della transizione, sempre in bilico tra Ottocento e Novecento, tra tradizioni artistiche del passato e sperimentazioni proiettate verso il futuro. Personalità importante per l’arte contemporanea, Sartorio ottiene il prestigioso incarico dell’esecuzione del Fregio grazie all’architetto della Nuova Ala del Parlamento Ernesto Basile, che lo nomina suo artista di fiducia. Per la realizzazione del Fregio Sartorio sceglie la tecnica ad encausto su tela , sollevando un acceso dibattito che coinvolse studiosi ed artisti di tutta Italia: a molti sembrava inammissibile che una decorazione di tale importanza, la quale doveva corrispondere ad un’idea di classicità, non venisse effettuata ad affresco, tecnica emblematica della tradizione pittorica italiana

Ma Sartorio è uomo della modernità, attento alla tradizione accademica, ma al tempo stesso artista sperimentatore, precursore di quel rinnovamento tecnico che sconvolgerà l'arte del XX secolo e che farà da cesura nei confronti della tradizione verso la ricerca di materiali sempre nuovi.

Il Fregio, lungo 105 metri ed alto circa 4 metri e per il quale Sartorio studia i marmi del Partenone al British Museum e le nove tele con Trionfi di Cesare di Andrea Mantenga ad Hampton Court, illustra le vicende epiche del popolo italiano dall'età comunale fino al Risorgimento, celebrando l'Italia unita ed i valori della nazione. Il lato rettilineo dell'Aula è decorato con episodi risorgimentali: al centro della figurazione vi è il sole della libertà, contornato dai corpi plastici dei barbari e delle Furie che lottano, dipinti attraverso scorci arditi; a queste figure si contrappone il popolo italiano con i suoi valori positivi. L'emiciclo dell'Aula è occupato al centro dalla personificazione dell'Italia, una giovane donna dall'espressione serena posta su una quadriga sorretta dai Dioscuri; alle sue spalle un sole luminoso a simboleggiare un positivo futuro. I colori chiari e tenui, stesi con pennellate veloci e piccoli tocchi di luce, costruiscono le 285 figure di uomini ed animali, che l'artista realizza avvalendosi dell'allora pionieristica tecnica fotografica, proiettando cioè le diapositive dei bozzetti e dei disegni sulle grandi tele.
Per eseguire una tale quantità di figure e dipingere 500 metri quadrati di tela in soli trenta mesi, Sartorio decide di effettuare il Fregio ad encausto piuttosto che a buon fresco per la rapidità di esecuzione che tale tecnica permetteva: “Io credo che questa tecnica può ben surrogare l’affresco che è troppo lungo per eseguire…Oggi tutta la vita va alla velocità massima…”. Sartorio motiva inoltre la sua scelta con una grande attenzione all’aspetto conservativo: “È noto che la cera è un preservativo eccellente dei colori…” ed ancora “...Se per i miei fregi si fosse scelta la pittura a buon fresco, dopo un anno le figure sarebbero state danneggiate dalla muffa, e ciò dopo anni ed anni di lavoro; invece l’umidità non potrà rovinare le mie tele”.



Fregio del Parlamento (partic.), Roma





Atene: Fregio del Partenone (V sec. a.C.)

L'uso di una tecnica pittorica sperimentale ha tuttavia procurato alcuni inconvenienti che hanno reso necessario l'intervento conservativo ancora in corso: la tecnica ad encausto, applicata su uno strato preparatorio di gesso e calce, si è rivelata incompatibile nei confronti di quest'ultimo, presentando dei difetti di adesione soprattutto nelle zone in cui le pennellate sono caratterizzate da uno spessore elevato. Il restauro è consistito, quindi, nel risarcimento della grande quantità di microlesioni e di cadute di parti della pellicola pittorica, oltre ad un'operazione di pulitura volta alla rimozione di un cospicuo deposito di polvere e sporco superficiale.
Accanto alle tele restaurate saranno esposti in mostra per la prima volta i bozzetti preparatori del Fregio, il modellino presentato dall'artista per l'approvazione del progetto, le lastre fotografiche e le foto dei suoi modelli ed infine le sue sculture, il tutto a celebrare la personalità di un uomo che amava la vita attraverso l'arte.


Fregio del Parlamento (partic.)



Fregio del Parlamento (partic.)



(1) Sartorio ha utilizzato una miscela composta da cera depurata, olio di papavero e trementina in parti uguali. La tecnica del neo-encausto, molto usata in Francia in quel periodo, permetteva una rapidità nell'esecuzione oltre a preservare la pittura dall'umidità e dagli agenti atmosferici.


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