Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale -Anno III- Sett./ott. 2007, n.11
ARTinFORMA 
RESTAURI E ... DINTORNI

Più veloci della luce!
di Alessandra Berruti


Si è svolta eccezionalmente in Italia, nella nobile Firenze, la 9° Conferenza internazionale sulle applicazioni degli acceleratori di particelle (European Conference on Accelerators in Applied Research and Technology) che ha visto coinvolto, dal 3 al 7 settembre scorso, il Centro dei Congressi della Calza, con la partecipazione dei maggiori specialisti di oltre 30 paesi.
La ECAART è organizzata da una delle strutture più all'avanguardia del Polo Scientifico di Sesto Fiorentino, punto di riferimento mondiale per la diagnostica delle opere d'arte.






Misurazioni sul quadro di Antonello da Messina per il restauro

  Si tratta di LABEC, il Laboratorio di Tecniche Nucleari per i Beni Culturali che fa capo all'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e che opera nell'ambito di una convenzione con l'Università di Firenze.
A presentare il progetto l'Assessore alla Sanità del Comune di Firenze Graziano Cioni con il professor Pier Andrea Mandò, direttore del LABEC e la storica dell'arte Cecilia Frosinini, responsabile del settore Restauro dei dipinti presso l'Opificio delle Pietre Dure.
Andiamo al sodo: cosa sono questi “acceleratori di particelle” ?
Gli acceleratori sono macchine capaci di creare piccoli fasci esterni di particelle e di lanciarli a velocità anche prossima a quella della luce, contro altri fasci di particelle o sul materiale di cui si vuole conoscere la composizione.
L'utilizzo dei fasci esterni di luce, conosciuti già dal 1980, offre molti vantaggi nell'impegno lavorativo poiché evita lo spostamento dell' opera da restaurare, così da non provocare traumi e cambi di atmosfera.
L'indagine è molto rapida (bastano pochi secondi per l'analisi dell'area su cui si invia il fascio) e completamente non invasiva, caratteristica questa, fondamentale nell'analisi di un'opera d'arte, in quanto il bersaglio non si carica elettricamente e subisce solo un riscaldamento locale molto basso.
Sull'analisi dei residui di tali collisioni si fonda appunto la ricerca di base in questo particolare ramo delle fisica; è grazie a codesti studi se si riesce a curare i tumori, datare i reperti archeologici, analizzare la chimica dei capolavori della pittura e misurare perfino l'inquinamento delle città!


Particolare del Tandem (Particle induced X-ray Emission) al lavoro
In Medicina le applicazioni riguardano lo studio e la terapia di nuovi farmaci, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo dell'Adroterapia, tecnica d'avanguardia che consente di irradiare con estrema precisione i tumori localizzati, riducendo al minimo i danni ai tessuti sani circostanti.
Nel campo dei Beni Culturali il Tandem ( la modernissima macchina da 3 milioni di Volt costata 4 milioni di Euro) è la protagonista. Permette, tra l'altro ai ricercatori del LABEC di scoprire gli elementi chimici di pigmenti, leghe metalliche, inchiostri antichi, donando così più approfondite e certe informazioni sulle opere analizzate al mondo del restauro. Molto precisi risultano anche essere i suoi accertamenti e suoi riscontri sull'autenticità di un'opera d'arte. Tra le più note, studiate presso il Polo scientifico fiorentino, la Madonna dei Fusi di Leonardo, i manoscritti di Galileo e il


misurazioni sul quadro di A. da Messina

Ritratto di Ignoto (1476) di Antonello da Messina, conservato al Museo Civico di Torino.
Le innovative indagini effettuate su quest’ultima opera si sono soffermate sulle sfumature e sugli effetti di ombreggiatura presenti nelle pieghe del mantello rosso dell’enigmatico gentiluomo dipinto; l’acceleratore di particelle (Particle Induced X-ray Emission) ha svelato i diversi materiali che compongono i singoli strati delle varie stesure pittoriche sovrapposte: in superficie elementi come mercurio, zolfo, alluminio, potassio e complessi giochi di sovrapposizioni di pigmenti e lacche.





Tonaca francescana in S.Croce, Firenze

  Al quadro è stata inoltre applicata una variante di questa tecnica, che permette anche di ricostruire come ed in quali tempi i diversi pigmenti della pittura siano stati distribuiti sulla superficie, con un dettaglio fino al centesimo di millimetro. Una scoperta affascinante: nel caso dell’opera di Antonello da Messina, l’artista ha aggiunto il piccolo fermaglio che chiude il colletto del mantello solo dopo aver completato l'opera! E non solo: nel caso della tonaca francescana conservata in Santa Croce a Firenze, che fino ad oggi si è fatta risalire all'epoca di San Francesco (venerata come reliquia), dalle analisi con il metodo del radiocarbonio, presentate al congresso Ecaart, risulta invece di età posteriore di almeno 80 anni dalla morte del Santo, avvenuta nel 1226! Operazioni, dunque, sempre più veloci, sorprendenti, capaci di apportare un nuovo stupefacente contributo alla conoscenza, anche a favore del difficoltoso mondo del restauro, impegnato a trovare nella sua opera continua di intervento i mezzi meno invasivi e più rispettosi delle testimonianze che giungono dal lontano passato, concretizzatisi oggi con il Tandem in una danza di luce.



L’utilizzo delle foto (copyright INFN) è stato autorizzato dall’Ufficio Comunicazione INFN.
Si ringrazia inoltre il LABEC (http://labec.fi.infn.it)-
r.catola@flashnet.it



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