Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale -Anno IV- Gen./mar. 2008, n.13
ARTinFORMA 
RESTAURI E ... DINTORNI

Presenti e ...assenti !
di Alessandra Berruti




Sostegno di mensa (trapezophoros) in marmo con due grifi che sbranano una cerva. Ca. 325-300 a.C.

 


Dopo anni di faticosi negoziati con il J. Paul Getty Museum di Malibu, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Museum of Fine Arts di Boston e il Princeton University Art Musem , 67 capolavori trafugati e misteriosamente riapparsi in quei prestigiosi Musei, che per anni e con incredibile faccia di bronzo ne avevano vantato la legittima proprietà, hanno fatto ritorno a casa.
Stiamo parlando dei molti capolavori d'archeologia trafugati illecitamente dal nostro Paese negli ultimi trenta anni e successivamente venduti da mercanti senza scrupoli a grandi musei europei, americani, giapponesi ed a ricchi collezionisti privati.
La richiesta per la restituzione delle opere, perorata da uomini di cultura come Vittorio Sgarbi, che aveva richiamato quei signori al senso dell’ onore e della dignità, era stata avanzata dalla diplomazia del Ministero
per i Beni Culturali ma, in ultimo, il Ministro Rutelli ha dovuto minacciare l'embargo internazionale e l'intervento dell'Arma dei Carabinieri e della Magistratura italiana per avere la meglio dopo i tanti rifiuti.


Statua in marmo di Tyche. I° sec. d.C.
Adesso, i capolavori sono tornati e, stupendamente restaurati, sono esposti nella mostra inaugurata il 18 dicembre scorso all'interno del Palazzo del Quirinale, nella magnifiche stanze di Papa Alessandro VII. Oltre agli affreschi di Pietro Da Cortona qui da sempre, il visitatore potrà ora ammirare (gratuitamente, tranne la domenica, sino al 2 marzo 2008) le molte anfore esposte, i crateri, i kylix, i lekytoi, la bellissima Vibia Sabina, statua in marmo attribuita al II sec. d.C., alta 204 cm., effige dell'imponente moglie dell'imperatore Adriano. Dal J. Paul Getty Museum di Malibù sono tornati la Statua di Apollo in marmo in stile arcaico della prima metà del II secolo d.C., la statuetta in marmo di Dioniso , con capro, (ca. 50 d.C.) e il magnifico Askòs magnogreco di bronzo in forma di Sirena (Calabria ionica, ca. 470-460 a.C.). L'arco temporale in cui si possono circoscrivere le opere esposte va dal VII sec a.C. al II sec d.C. e tocca località geografiche dell' Etruria , dell'area vesuviana, del Lazio per poi scendere in Puglia, Calabria e Sicilia.
Il titolo della mostra è evocativo: “NOSTOI. Capolavori ritrovati”: nostoi, in greco significa ritorno, il ritorno lungo e periglioso dei tanti eroi omerici partiti per terre lontane, primo fra tutti Ulisse e con

Loutrophoros apula a figure rosse con Pelope e Ippodamia. Attribuita al Pittore del Sakkos Bian
felice intuizione, sottolinea il rientro delle opere in patria. Dal 18 gennaio 2008 è anche arrivato in Italia, a mostra inaugurata, il celeberrimo "Cratere" dipinto da Eufronio, un vaso attico a figure rosse già al Metropolitan Museum of Art di New York, accolto, come gli altri reperti, dal Presidente della Repubblica. “L'Italia è capofila della battaglia contro il traffico criminale delle opere d'arte e ha guidato un cammino -ha precisato in conferenza stampa il ministro Rutelli- che sta prosciugando l'acqua attorno ai trafficanti, a quelli che mandano i tombaroli a scavare le nostre meravigliose aree archeologiche” ed una volta portate all'estero attraverso tortuosi cammini, verso musei che oggi non le accettano più, grazie alla battaglia che si sta facendo, il nostro Paese ottiene la restituzione di queste opere, contribuendo a bloccarne il traffico internazionale.



Cratere a calice attico a figure rosse con il trasporto del copo di Sarpedonte. Firmato da Euxitheos (vasaio) e da Euphronios (ceramografo), VI sec. a. C.

  E' previsto inoltre un incentivo per la restituzione di opere d'arte italiane trafugate, rivolto ai musei internazionali. "Aiuteremo - ha sottolineato l'on. Rutelli - tutti i musei che hanno restituito e che restituiranno le opere, prestando loro altre opere che poi torneranno in Italia, ma che permetteranno intanto al pubblico straniero di vedere in quelle vetrine dove c'erano opere rubate dall'Italia, opere prestate dall'Italia, attuando dunque un vero scambio culturale.”
Tutto meraviglioso fin qui, ma una domanda sorge spontanea: la cosiddetta "Venere di Morgantina", anch’essa trafugata, rientrerà soltanto nel 2010! Perché tanta attesa? Un tempo eccessivo, ci sembra, per un prestito!! E perché dell’Atleta vittorioso, capolavoro in bronzo risalente alla metà del IV secolo a.C, attribuito a Lisippo, facente parte delle opere trafugate non si hanno più notizie?(vedi Archivio n°7, Notizie: arte e società- Furti in esposizione?). Esistono ulteriori trattative, oppure c’è stato un rifiuto riguardo alla sua restituzione? Attendiamo gli eventi!
Io propongo, per quel che può valere, un suggerimento semi-serio: il Ministro dei Beni Cultuali si munisca di un registro delle assenze e delle presenze; faccia l'appello delle opere mancanti ogni tanto ed organizzi una simpatica squadra, guidata da Renzo Arbore, che alle porte dei musei di tutto il mondo intoni serenate del tipo:
torna! sta casa aspetta a te...!!


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