Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale -Anno IV- Aprile/maggio 2008, n.14
ARTinFORMA 

RESTAURI E...DINTORNI

Caravaggio: Il seppellimento di santa Lucia, un dipinto” in passerella”!
di Francesca Secchi


Siamo a Trapani, l’ultima tappa del suo continuo peregrinare in giro per l’Italia, da una mostra all’altra, tra le recenti polemiche che l’hanno accompagnata. Assomiglia molto a quella del pittore che l’ha creata la travagliata vita di quest’opera famosissima, Il seppellimento di santa Lucia di Michelangelo Merisi da Caravaggio (Caravaggio, Bg, 1571 /Port’Ercole, Gr, 1610), esposta per la prima volta dopo il restauro presso l’Istituto Centrale per il Restauro di Roma all’interno della mostra Caravaggio, l’immagine del divino, conclusasi il 31 marzo 2008, Museo Regionale Pepoli, Trapani.



Caravaggio: Seppellimento di S.Lucia, 1608
  Il seppellimento di santa Lucia è la prima opera siciliana di Caravaggio, fuggito da Malta dopo essere stato in carcere ed aver perso il titolo di Cavaliere di cui era stato insignito. Il dipinto venne commissionato dal senato cittadino su intercessione di Mario Minniti, suo amico, in occasione del ripristino della Chiesa di santa Lucia, dove fu collocato probabilmente il 13 dicembre del 1608, giorno in cui si festeggia la santa, patrona di Siracusa. Il dipinto (cm 408x300) è stato eseguito su un supporto costituito da quattro teli di canapa cuciti in verticale; sopra la preparazione a gesso il pittore ha steso una mestica (1) di colore rosso-bruno che viene lasciata a vista per assumere sia la funzione di fondo, sia quella di “mezzo tono” per le figure. Questo espediente tecnico, già utilizzato nel periodo maltese, permette a Caravaggio dei tempi di esecuzione molto brevi, considerando che l'opera viene portata a termine in soli due mesi. La tavolozza, sui toni dei rossi e dei bruni, è composta da ocra rossa, lacche e rosso cinabro, legati ad olio di lino.
Caravaggio non ritrae, come era generalmente in uso, il momento del martirio di Lucia: rappresenta, invece, il seppellimento. Il punto di vista dello spettatore è al livello del suolo, dove è adagiato il corpo della santa, come se lo spettatore partecipasse al tragico avvenimento.
Tutto è sospeso, lento: il gruppo di personaggi sulla destra assiste alla scena, ma è sulla sinistra il fulcro della composizione, dove le due enormi figure dei seppellitori, lentamente, scavano la fossa. Il doloroso avvenimento si svolge nella parte bassa ed i personaggi sono sovrastati da un immenso spazio vuoto, desolante, forse un riferimento alle catacombe o alla più importante latomia (2) della città, chiamata proprio da Caravaggio l'Orecchio di Dioniso.
Nel ’71 il dipinto era stato trasferito al Museo Bellomo di Siracusa a causa delle pessime condizioni climatiche della Chiesa di Santa Lucia che, trovandosi alla marina, è facilmente soggetta ad infiltrazioni d’acqua e ad un’elevata percentuale di umidità. Ma la celebre opera dovrà attendere a lungo prima di essere ricollocata nella sede originaria. Dopo il restauro del ’79 presso l’Istituto Centrale per il Restauro di Roma, Il Seppellimento di santa Lucia è spesso in giro, sempre più conteso tra mostre ed esposizioni in tutta Italia fino all’ottobre del 2005, quando viene “ricoverato” nuovamente nello stesso Istituto per essere sottoposto ad una serie di indagini diagnostiche che avrebbero dovuto precedere un nuovo restauro. Nonostante ciò, l’opera viene chiesta in prestito per la mostra Caravaggio e l’Europa al Palazzo Reale di Milano, per la qual cosa la Direttrice dell’ICR, dott.ssa Caterina Bon Valsassina, aveva espresso il suo dissenso riguardo al prestito: a questo punto nasce un’aspra polemica.





Seppellimento di Santa Lucia (part)





Siracusa - chiesa di S.Lucia

Se è vero che un'opera di tale importanza deve essere fruibile al pubblico in nome della valorizzazione, è anche vero che ripetuti trasporti costituiscono un elevato rischio per un'opera d'arte, soprattutto se quest'ultima non è in buono stato conservativo. Purtroppo Il Seppellimento di santa Lucia viene “dimesso in anticipo forzato” per poter essere presente all'esposizione milanese!
Nell’aprile del 2006 il dipinto viene nuovamente sottoposto ad indagini radiografiche, condotte dal Centro Regionale di Restauro della Regione Sicilia, che mostrano la presenza di evidenti alterazioni dovute ai precedenti restauri: la vernice non è stata applicata in maniera uniforme ed i ritocchi riguardano addirittura il 30% della superficie pittorica. L’ultimo intervento, ancora una volta curato dall’Istituto Centrale per il Restauro, è consistito quindi in un’attenta rilettura critica dei precedenti restauri. A conclusione della mostra Caravaggio, l’immagine del divino, il dipinto è rientrato nella sede originaria, la Chiesa di santa Lucia a Siracusa, dopo che alcuni interventi hanno reso il monumento idoneo ad accogliere nuovamente Il Seppellimento di santa Lucia, posizionato all’interno di una teca climatizzata in acciaio e vetro antiproiettile, progettata dal Centro Regionale di Restauro. Finalmente il capolavoro caravaggesco cesserà le sue continue sfilate da una passerella all’altra, per essere costantemente ammirata nell’altare maggiore della Chiesa per la quale era stata in origine destinata.

note:
1) Mestica o imprimitura: strato preparatorio in questo caso composto da terre gialle, rosse e nere mescolate con olio di lino. La mestica si applica sul supporto tela per prepararlo a ricevere la pellicola pittorica. Oltre ad ammortizzare i movimenti della tela isolandola dai materiali sovrastanti, la mestica svolge anche una funzione estetica quando è pigmentata o scabrosa, come nei dipinti del Caravaggio.
(2) Cava.


Francesca Secchi è restauratrice diplomata all'ICR di Roma, specializzata in Restauro Pitture.


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