Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno IV - n.17 - Inverno 2008
ARTinFORMA 
RESTAURI E ... DINTORNI

Un restauro ”celestiale”: il Portale del Paradiso
di Alessandra Berruti


Portale denominato "del Paradiso" a restauro completato




Una decina di metri di altezza e cinque circa di larghezza: queste le misure del "Portale del Paradiso”, realizzato nel XV secolo da Andrea Bregno, un artista di valore, che ha lasciato nella Capitale una serie di belle opere scultoree ed architettoniche. Nonostante le considerevoli dimensioni e l’indiscussa bellezza del monumento marmoreo, c’è chi passeggiando per Roma, sul Lungotevere , con le spalle all’incantevole Castel Sant’Angelo e dopo essere stato sommerso dalla maestosità di S.Pietro e del suo colonnato, è passato diritto dinanzi al Complesso Monumentale S. Spirito in Sassia, senza neanche degnare di uno sguardo uno degli ultimi esempi del periodo rinascimentale nella Città. Del resto non potremmo far altro che giustificarlo, se "gli stessi storici dell’arte - come afferma il Soprintendente Claudio Strinati - ne avevano, fino ad ora, parlato raramente”! Ma gli interventi di restauro, e questo esempio ne è la prova, non si limitano a restituire la bellezza ad un’opera, ma anche e soprattutto le ridonano visibilità e gloria grazie al lavoro di valorizzazione intrinseco nelle operazioni di restauro.
Costretto a fatica in uno spazio minimo sul lungotevere a Roma, la storia del Portale detto del Paradiso ha le origini nel lontano 727 d.C., quando il re sassone Ina volle edificare sulle rovine della Villa di Agrippina il complesso monumentale di Santo Spirito in Sassia. Numerosi rifacimenti ed ampliamenti si susseguirono nel 1198, ma soprattutto nella seconda metà del 1400, quando Papa Sisto IV Della Rovere, rifondatore dell'Ospedale, fece erigere due portali, uno dei quali denominato appunto del Paradiso che si presentava, secondo il professore Strinati, “quale meraviglia di dettagli decorativi classici e di simbolismi”, e doveva rappresentare la reale salvezza del corpo e dello spirito per ammalati, poveri, derelitti, prostitute e neonati abbandonati.
Dettaglio di una delle colonne laterali
con il prezioso basamento a restauro ultimato
Per accompagnare il trapasso un vero e proprio Paradiso, affrescato da Antonio da Viterbo, purtroppo andato distrutto, accoglieva i malati alle spalle del Portale dietro l'altare.
Le operazioni di restauro, esemplare connubio tra pubblico e privato, sono durate circa quattro mesi su di un ponteggio mobile, eseguite dalla restauratrice Barbara Di Claudio, sotto la vigilanza e direzione dalla dottoressa Rossella Vodret e della funzionaria storica dell'arte dottoressa Anna Maria Pedrocchi. L’intervento è stato caratterizzato da una pulitura che ha liberato il portale da una brutta colorazione scura e dalla rimozione di tutti i depositi superficiali presenti sulla superficie del manufatto; è continuato con il trattamento delle parti in metallo, con l’ asportazione delle stuccature non considerate originali, con la stuccatura delle micro fratture ed infine con la reintegrazione delle parti mancanti e la stesura di una protezione finale.
I simbolismi, elemento caratterizzante del Portale del Paradiso, risultavano




Dettaglio di una delle colonne laterali con il principio di pulitura
quasi tutti illeggibili: le piccole anfore sulle lesene laterali, chiaro simbolo della medicina e delle arti curative, così come i richiami alla salvezza quali le piccole zucche, le ciliegie e l'uva.
Nella parte inferiore, più esposta alle intemperie e agli attacchi di polveri e smog, sono riemersi i delfini e le conchiglie simbolo della Resurrezione. In conclusione, proprio a guardia del portale tornano al loro originale splendore i due putti alati che sorreggono lo stemma di papa Sisto IV.
Una mostra fotografica, organizzata dalla società Giubilarte Eventi, è allestita nella corsia di sinistra
Dettaglio di una delle colonne laterali prima del restauro
dell'Ospedale S. Spirito, visitabile fino al 17 gennaio 2009 (durante le visite guidate), che attraverso una serie di immagini e documentazioni tecniche spiega l'intero intervento di restauro.
Lo studio dell'arte di Andrea Bregno si è lentamente appannato nel corso dei secoli, ma l'operazione di restauro ora eseguita sul suo Portale lo ha finalmente riportato in auge.
Parrà strano a molti sapere che in realtà abbiamo visto e rivisto l'artista centinaia di volte, proprio lì, a Roma, nella maestosa Cappella Sistina, raffigurato in uno degli affreschi più conosciuti ed amati dagli storici dell'arte e non: La consegna delle chiavi a S. Pietro di Pietro Perugino. Del resto Bregno è l'autore della bella transenna marmorea che divide la Cappella Sistina, progettata da Baccio Pontelli, assieme al quale l'artista viene appunto ritratto nel celebre affresco menzionato, a destra del Cristo, con un vistoso abbigliamento, un copricapo tipico



Risultato del restauro della preziosa lunetta conchigliata, posta a sommità del portale
dell'epoca ed il compasso in mano, a simboleggiare il mestiere dell'architetto. Oggi, dopo seicento anni, l'arte di Andrea Bregno verrà finalmente ri-ammirata da tutti coloro i quali, dopo aver visto S.Pietro e la sua Piazza, non dimenticheranno di fermarsi ad ammirare anche il Complesso Monumentale S. Spirito e la Porta del Paradiso, facendosi incantare da tutte le prodezze artistiche del “gran componitore”, come lo ricorda il pittore Giovanni Santi, padre del sublime Raffaello.




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