Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno V - n.18 - Primavera 2009
ARTinFORMA 
RESTAURI E ... DINTORNI

Non è tutto oro quel che luccica!
di Alessandra Berruti


Donatello: il David bronzeo (1443 c.) dopo il restauro. Firenze, Museo del Bargello



Nel mese di novembre 2008 sono terminati i lavori di restauro del primo nudo a tutto tondo realizzato dall'antichità: dopo quarant'anni dall'ultimo intervento, il David di Donatello torna biondo e luminescente così come lo aveva pensato uno dei più famosi scultori rinascimentali.
Il celebre bronzo fino ad oggi aveva subito solo semplici puliture, mai troppo invasive, data la delicatezza del suo modellato, ma soprattutto a causa della presenza di parti dorate “a missione”,” in molte zone dell'opera.
La doratura che Donato di Niccolò di Detto Bardi, chiamato Donatello, aveva pensato per quello che diverrà il simbolo delle virtù civiche e del trionfo della ragione sull'irrazionalità, si era persa con il passare dei secoli. Le notizie che vedono esposto il Bronzo nel cortile del Palazzo Medici già dal 1469, giustificano il precoce decadimento delle sottili lastre d'oro e del loro successivo annerimento.
Ampie campagne fotografiche, anche nei dettagli, indagini diagnostiche prelievi da stratificazioni superficiali hanno consentito l’intervento attraverso nuove tecnologie di pulitura certamente meno invasive di quelle passate, ma soprattutto più efficaci. Il restauro (per saperne di più: Archivio n° 12, nov/dic 2007, Artinforma- Restauri e... dintorni)è consistito quindi in una pulitura sostanzialmente meccanica, eseguita a bisturi e con microscopio, in tutte le parti non dorate e l'uso localizzato del laser speciale, opportunamente e costantemente tarato (attraverso la consulenza scientifica di esperti) nelle parti dorate. La tecnica della doratura “a
Il David prima del restauro
missione" (cioè a colla e foglia d'oro) è particolarmente fragile ed ha reso questa fase dell'intervento molto lunga e delicata. Il risultato ottenuto dalle mani esperte della restauratrice Maria Ludovica Niccolai ha fatto invecchiare di colpo tutte le fotografie, le cartoline, l'icona stessa del famoso Premio cinematografico, ma ci permette di evocare una nuova prospettiva, di vedere l'opera così come lo potè ammirare Lorenzo il Magnfico, posta al centro del cortile del suo Palazzo. Il Museo Nazionale del Bargello ha assistito al restauro passo dopo passo all'interno del Salone di Donatello, dove la scultura è normalmente esposta, attraverso la realizzazione di un cantiere aperto in loco, visibile al pubblico e dotato di tutte le misure di sicurezza.
Il bronzo più famoso del Rinascimento, liberato dalla

Il David dopo il restauro

patina del tempo, dopo un restauro durato un anno e mezzo, mostra di nuovo quel che resta dei fregi d'oro ed una superficie che illumina il caratteristico sguardo assorto di questo giovane David-Mercurio. Il realismo del nudo, che suggerisce le fattezze di un adolescente, l'instabilità della posa ed il volto "pensieroso", fanno di questa statua un capolavoro pieno di grande umanità.
L'Opera, che ora più che mai chiede di essere vista dal vero, è esposta accanto ad una sua copia. Anche quest'ultima, realizzata dalla Fonderia Ferdinando Marinelli e Barberino Val d'Elsa, toglie il fiato: ciò che si è voluto realizzare è stato un prototipo che ripropone l'aspetto della scultura del David appena fu terminata.
In un secondo tempo sono state campite, da Giuseppe Montagna, tutte le dorature pensate originariamente da Donatello sulla testa di Golia, sul capo del David, sui calzari, ma soprattutto sui delicatissimi boccoli che scendono sulle spalle del valoroso eroe. Più cupo e meno splendente della sua copia, il vero David non perde certo di bellezza o maestosità, che anzi è stata accresciuta dall'installazione del basamento che lo sorreggeva anche in passato. Una sola perplessità: se quella copia, posta accanto all'originale, in tutta la sua “luccicante bellezza ” non rischi di attirare gazze ladre e di fare, in qualche modo, un po' d'ombra a chi tutto quell'oro non lo ha più.



Dettaglio della schiena, prima del restauro
 



Dettaglio della testa del gigante Golia, dopo il restauro



Si ringrazia il Museo del Bargello di Firenze per la concessione della immagini, coperte da copyright


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