Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno V - n.21 - Settembre-ottobre 2009
ARTinFORMA 
RESTAURI E...DINTORNI

Per non dimenticare...
Onna: dalle macerie appare una crocifissione del 1400!
di Alessandra Berruti



Dopo averlo maledetto per mesi, questa volta dico grazie al terremoto. Anche perché quel Cristo sulla croce con il sangue che sgorga dal costato è, in fondo, l’immagine di noi Onnesi oggi.
(Bianca Maria Colasacco)



Sono passati già cinque mesi da quel tremendo 6 aprile in Abruzzo e per molto tempo non si è parlato d’altro. Ora invece l’informazione sul terremoto e sui suoi disastri, non fa più notizia, non merita la prima pagina. Forse deve essere così, ma per molti è difficile dimenticare e tante lodevoli iniziative – partite di calcio, concerti, visite illustri – fanno sì che l’attenzione sulle persone così dolorosamente colpite non venga mai meno, e le sorregga sino a quando potranno tornare nelle loro case o che siano riuscite ad accettare, almeno in parte, il lutto ed il dolore che segnerà, comunque e per sempre, la loro vita. Come è sempre avvenuto in Italia di fronte a inondazioni, terremoti e altre calamità naturali, anche l’Abruzzo dunque non è stato lasciato solo, bensì aiutato nella sua rinascita. Nel clima della ricostruzione, sono molte le città, le province, i paesi di cui si potrebbe discutere, per cercare di capire a che punto siano i lavori di ripristino urbano e con quale forza e quali mezzi le persone riescano ad affrontarli; fra questi, spicca l'interessante vicenda di Onna, frazione dell'Aquila, una tra le più colpite e devastate dalle scosse di quella notte. Qui è avvenuto un fatto che sembra rispecchiare il carattere degli abruzzesi che ringraziano per l'aiuto e la solidarietà che arriva dall'esterno,




L'affresco del '400, scoperto nella Chiesa di S. Pietro Apostolo a Onna (AQ)(part)
  ma che sanno di essere i primi a doversi rimboccare le maniche. Così, per riportare l'interesse sulle prime pagine, Onna ha "pensato" bene di fare una sorpresa al mondo, capace di far dimenticare le strade e i vicoli carichi di polvere e dolore , realizzando un piccolo miracolo che è simbolo della volontà di ritornare a vivere. Il luogo è la chiesa di San Pietro Apostolo, la data quella dell’11 agosto scorso e il fatto è un evento capace di sollevare lo stupore della squadra di volontari di Legambiente, della Protezione Civile, dei Beni Culturali, coordinati da Veronica De Vecchisnella, ispettrice della Sovrintendenza dei Beni Storici e Artistici dell'Aquilia, quando sotto uno strato di cemento (spesso circa due centimetri) e uno di calce, nella chiesa è affiorato un affresco dei primi anni del '400 di grandi dimensioni raffigurante una patetica e singolare crocifissione!
L'opera, ritenuta molto pregevole anche per l'iconografia poca diffusa nell'aquilano, copre quasi l'intera contro-facciata sinistra della chiesa. Il sorprendente affresco rappresenta una Madonna con due angeli mentre raccolgono il sangue che sgorga dal costato e dalla mano del Cristo.
La chiesa in origine non era così come la si poteva ammirare prima che il terremoto facesse crollare il campanile e parte della navata, perchè frutto di un pesante intervento risalente al 1848 e di altri lavori fatti qualche decennio fa. Quei restauri l’avevano stravolta, ma quando sarà terminata la ricostruzione Onna potrebbe riavere non solo il suo luogo di culto, ma anche un tesoro d’arte in più quanto insperato, sì da presentare al mondo una delle più belle chiese dell’aquilano.
La ricostruzione della chiesa di S.Pietro Apostolo, che sta avvenendo in conformita' ai principi per la tutela del patrimonio artistico e la sicurezza delle zone sismiche, e' realizzata dalla Germania nell'ambito degli aiuti tedeschi destinati alle zone colpite dal terremoto in Abruzzo. E’ questo un secondo miracolo, perché l’intervento della Germania intende riparare anche alle stragi avvenute ad Onna ad opera delle truppe naziste e va inteso come un risarcimentomorale, una sorta di richiesta di perdono, ed è commovente vedere, al posto dei fantasmi delle soldati nazisti, uomini della Protezione Civile tedesca prendere parte attiva all'opera che riporta alla luce l'affresco rinvenuto fra le rovine. Inoltre imprenditori, privati e i due Bundesländer Baviera e Renania Settentrionale Vestfalia, contribuiranno ad ulteriori progetti.
Così come sotto quelle stesse macerie sono state ritrovate persone ancora vive, ridando a quei pochi fortunati la speranza, così questo meraviglioso inedito affresco che, grazie alle operazioni di restauro tornerà pian piano alla luce, sarà la dimostrazione che quando anche la speranza incomincia a vacillare e sembra non esserci più soluzione, c’è pur sempre qualcosa che riesce a tenerci a galla, piccole sorprese, gioie insperate, memorie dal passato capaci di incoraggiarci a non cedere dinanzi alle difficoltà e mai dimenticare quello che vive dentro di noi, anche quando è coperto dalla polvere del tempo.



Alessandra Berruti, laureanda in Conservazione dei Beni Culturali all'Università della Tuscia.



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