Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIV - n.62 - Ottobre - dicembre 2019
RITRATTI e AUTORITRATTI 

LEONARDO: "La Madonna Litta" dall'Ermitage a Milano!
di Bruna Condoleo

Non ha ancora compiuto 300 anni, eppure è una delle più affascinanti città del mondo: è San Pietroburgo, città-museo per la sua architettonica bellezza, per i tesori d’arte, per la storia grandiosa e tragica che può narrare pur in così breve spazio di vita. Da quando Pietro I la edificò dal nulla sulle sponde paludose della Nava, la Città russa rappresenta una meta di straordinario interesse culturale.




Madonna col Bambino o Madonna Litta, attribuita a Leonardo. Tempera su tavola trasportata su tela nel 1865, cm42x33, 1490 c. Museo dell'Ermitage, San Pietroburgo



In questa “finestra sull’Europa”, che architetti urbanisti italiani e stranieri costruirono con ampiezza di prospettive e sontuosità, tra colorate chiese barocche, edifici neoclassici, vastissime piazze, ponti e canali, esiste uno dei Musei più prestigiosi del mondo: l’Ermitage. Ospitato nel Palazzo d’Inverno, per due secoli dimora imperiale, voluto da Caterina II e ampliato nel tempo, è divenuto un complesso museale enorme, con un percorso di 24 Km., 353 sale, 3 milioni di pezzi, una pinacoteca che vanta capolavori da tutto il mondo. Nei saloni rutilanti di ori, di cristalli, di mobilio prezioso, sono esposte opere provenienti dalle più rinomate collezioni europee e l’Arte italiana è rappresentata in maniera superba. Oltre alle prestigiose testimonianze del Rinascimento, del Barocco e del Neoclassicismo, tre opere, quali la scultura “Il giovane accovacciato” di Michelangelo, il dipinto “La Madonna Benois” di Leonardo e “La Madonna Litta” attribuita al genio vinciano, varrebbero da sole a qualificare un museo! Quest’ultima tela, acquistata dallo zar Alessandro II dalla collezione d'arte della famiglia lombarda Litta Visconti Arese nel 1865,  di cui conserva la denominazione, malgrado veda tuttora controversa l’attribuzione completa alla mano del Maestro (nel Museo è tuttavia qualificata come opera di Leonardo da Vinci!), La Madonna Litta risulta un capolavoro per la delicatezza dei sentimenti espressi e per l’atmosferico paesaggio di rocce sullo sfondo, di matrice leonardesca.


Leonardo, studio di testa femminile, Gabinetto dei Disegni. Louvre, Parigi


La presenza del latte e del cardellino allusivo alla Passione, stretto nella mano sinistra del Bambino, traduce una complessa simbologia, tipica di molte altre opere del Maestro. La Madonna, elaborata nella bottega che l’Artista creò a Milano nell’ultimo decennio del ‘400 al servizio di Ludovico il Moro, è molto simile nella posizione in tralice del viso a una splendida testa disegnata da Leonardo, conservata al Louvre e rivela una squisitezza di fattura pittorica e una concezione unitaria riferibili a un’ideazione squisitamente leonardesca. L’impianto compositivo denota una maggiore densità plastica e coloristica rispetto a opere coeve, come ad esempio “la Vergine delle rocce”, contrassegnate dalla tecnica rivoluzionaria dello “sfumato”, opposta al chiaroscuro e capace di esaltare l’eterno divenire delle cose terrene attraverso il tratteggio e la gradazione atmosferica delle tinte. Tuttavia si ritiene che tale differenza stilistica con le opere autografe, soprattutto evidente nella veste della Vergine e nel corpo di Gesù, possa addebitarsi alla mano di un ottimo allievo della bottega milanese, come Giovanni Antonio Boltraffio oppure Marco D’Oggiono, anche loro pittori appassionati al tema iconografico della Madonna che allatta.
L’analisi stilistica della tela dimostra una cura particolare nella resa dei sentimenti: la dolcezza del viso e dello sguardo materno, circonfuso da un’intima atmosfera e l’espressione stanca e appagata del Bambino, ritratto in un atteggiamento tipico di un  fanciullo che allatta, sono riconducibili all’interesse di Leonardo per i “moti dell’animo”, da lui indagati per tutta la vita e di cui “Il Cenacolo” milanese è l’esempio più stupefacente quanto grandioso.


Andrea Ravo Mattoni, Madonna Litta. Roma, Policlinico Gemelli

Quest'opera bellissima e toccante per intensità emotiva giungerÓ in Italia dall'Ermitage l'8 novembre prossimo, ospitata nel Museo milanese Poldi Pezzoli in occasione dei 500 anni dalla morte di Leonardo.
Dopo 30 anni di assenza dal nostro Paese, la Madonna Littà costituirà la principale attrazione della mostra “Intorno a Leonardo”, curata da Andrea di Lorenzo e Pietro C. Marani, assieme ad altre opere analoghe riconducibili alla cerchia degli allievi del Genio vinciano.
Infine voglio segnalare ai cittadini di Roma che da maggio scorso lo street artist varesino Andrea Ravo Mattoni ha voluto omaggiare Leonardo con la sua riproposizione della Madonna Litta,  dipinta su una parete esterna del Policlinico Gemelli. L’artista non è nuovo a tali imprese: ha già dipinto in Francia, ad Amboise, nella residenza leonardesca 5 tele ispirate ad opere riferite alla sua morte e sempre a Roma ha realizzato due anni fa il murale “Le 7 opere di misericordia” di Caravaggio, visibile presso la Residenza Sanitaria di Ospitalità Protetta dello stesso Policlinico Gemelli. Nell’anno dedicato a Leonardo gli eventi  italiani ed europei si susseguono molteplici e proseguiranno fino alla fine del 2019 con la spettacolare mostra al Louvre di Parigi!
Evviva Leonardo, l’unico immenso, insuperabile genio universale!


Bruna Condoleo, storica dell'arte, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte




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