Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIV - n.59 - Gennaio - marzo 2019
IL COSTUME NEI SECOLI  

DISSERTAZIONI SULLA MODA

Giovanni Paolo BEDINI . Il fascino della spensieratezza!

di Bruna Condoleo




E’ dedicata a Giovanni Paolo Bedini, artista nato nel capoluogo emiliano nel 1844 e attivo fino agli anni ‘20 del Novecento, la retrospettiva promossa da Bologna per le Arti, associazione culturale impegnata da diversi anni nel sostegno e nella valorizzazione della pittura bolognese dell’Ottocento e del Novecento.



G.P. BEDINI. La veste nuova, olio su tela, 50 x 37 cm, collezione privata



Colloquio galante, olio su tela, 35,5 x 45,5 cm, collezione privata



Giovanni Paolo Bedini. Il fascino della spensieratezza (1844-1924), a cura di Giuseppe Mancini, è una prima antologica focalizzata sull’intera produzione dell’artista bolognese con l’esposizione di sessanta opere di provenienza pubblica e privata, cui verranno affiancati dipinti di maestri contemporanei a lui vicini.
Quella di Giovanni Paolo Bedini fu un’arte allegra e vivace, molto apprezzata dalla critica e lontana da qualsiasi retorica romantica, che maturò le sue peculiarità nel filone del gusto neo-rococò e medio borghese. Formatosi all'Accademia di Belle Arti di Bologna, dove si distinse per la sua versatilità aggiudicandosi molti premi in differenti campi artistici, dapprima fu avviato alla pittura di tema storico, che abbandonò ben presto per dedicarsi alla rappresentazione della quotidianità più spensierata: le sue opere, caratterizzate da un tocco veloce quanto efficace, si popolano di figure piene di vita, dipinte con colori gioiosi e delineate con cura, scenette spesso ambientate nei secoli passati, con una predilezione per il ‘700.  E’ proprio per il suo gusto di raccontare la vita quotidiana che le tele di Bedini possono essere apprezzate non soltanto per le squisite doti pittoriche, ma anche per una lettura attenta ai costumi dei tempi che l'Artista fa rivivere in modo fededegno e spesso con arguzia e umorismo.
Artista ormai affermato, tra il 1907 e il 1922 Bedini fu anche docente e Capo di Istituto presso la Scuola Professionale per le Arti Decorative di Bologna.




Elsa, olio su tela, 50 x 36, 5 cm, Pinacoteca Nazionale di Bologna






Suonatore di violino, acquerello su cartone, 41 x 31 cm, Courtesy Galleria d'Arte del Caminetto, Bologna





In contemplazione dei fiori, acquerello su carta, 35 x 18 cm, collezione privata



Nell’ammirare le deliziose e fresche tele di Bedini si ha la sensazione di udire il fruscio degli abiti settecenteschi, creati con accurata fattura e realizzati con materiali preziosi, come sete, broccati e tulle. Dame civettuole, abbigliate elegantemente, strette nei loro sottili bustini, da cui si aprono gonne sostenute dal “panier” (una sorta di “cesta”circolare, inizialmente fatta di vimini,  rialzata sui fianchi), ci guardano sorridenti dai loro salotti preziosi o dai loro studioli raffinati, mentre scrivono missive segrete, preparano le loro acconciature, oppure mentre conversano amabilmente in ambienti lussuosi, dove le menti illuministe del secolo discutevano di scienze, di geografia, di filosofia. Gentiluomini abbigliati con bianche parrucche, con attillate marsine (o giustacuore) e preziosi gilet, s’intrattengono spensierati con le giovani dame, come avviene nel delizioso olio di Bedini "Colloquio galante", che ricostruisce un ricco interno con dettagli d'arredo minuziosi e puntuali, dal tappeto alla carta da parati, dalle sedie ai separé alle specchiere rococò!
E’ interessante riscontrare quanto le calzature femminili di tre secoli fa, munite da tacchi a rocchetto, cinturini e nastri, siano somiglianti per fantasia e ricercatezza alle moderne scarpe, come si vede, ad esempio, nella tela "Elsa", dove al di sotto dello scrittoio compaiono le scarpine argentate dai tacchi colorati della giovane! I tessuti degli abiti delle donne, dalle tenui tinte pastello, rosa, celeste, verde pallido, beige dorati, erano in taffetas broccato con fili d’oro e d’argento, ricamati e impreziositi da ruches e l'Artista bolognese ne sa riprodurre la leggerezza e la lucentezza con grande perizia tecnica. La mise più alla moda era caratterizzata da una sopravveste che poteva discendere posteriormente dal punto vita creando un piccolo strascico, come si nota in "La veste nuova", oppure dall'alto delle spalle, come fosse un leggero mantello (andrienne): sempre sul decolletè delle dame si aprivano generose scollature bordate di pizzi preziosi che adornavano anche le maniche. Oltre a denotare la bravura manifatturiera e sartoriale, i costumi settecenteschi erano lo specchio dell’agiatezza dei ceti aristocratici, delle consuetudini di vita di classi sociali opulente che tuttavia avrebbero visto, al declinare del secolo XVIII, la fine della lunga supremazia politica ed economica, durata più di 5oo anni!. 







Dama elegante seduta in salotto mentre gioca con un gatto, olio su tela, 36,5 x 47,5 cm, Courtesy Galleria de' Fusari, Bologna





I vecchi cercano, i giovani trovano, olio su tela, 77 x 58 cm, Pinacoteca Nazionale di Bologna




Anche le fogge degli abiti maschili, dalle splendide tinte e dal taglio impeccabile, ci restituiscono l’immagine di un mondo elegante, anche se a volte troppo lezioso per l’eccesso di ricami e di merletti. Tuttavia ammirando le calze ricamate, le fibbie d’argento sulle scarpe affusolate, i gilet di seta e di velluto operati, impreziositi da paillettes e da bottoni di madreperla, ci rendiamo conto che nel secolo dei Lumi e dell’Encyclopédie la ricerca del “bello” è molla di ogni scelta e l’aspirazione di gran parte della società che deteneva il potere. L’evoluzione storica del costume, infatti, non è soltanto un settore della cultura destinato a specialisti, né un aspetto marginale delle abitudini sociali e folkloristiche di un popolo, ma è soprattutto uno status symbol, l’esteriorizzazione tangibile dei privilegi di pochi, il riflesso del gusto dominante in una determinata epoca e dei mutamenti avvenuti nel tempo e pertanto il suo studio riveste un’importanza significativa nella conoscenza della storia umana, come ha costantemente chiarito il grande e acuto Gillo Dorfles nei suoi studi! L’abito, da sempre oggetto desiderabile, espressione della sapienza tecnica dell'umanità, ha molte affinità con le espressioni d'arte considerate “maggiori”,  ed è inoltre elemento significante e metaforico della cultura di un periodo storico, della sua pregnanza e dei suoi limiti. Le tele di Bedini, così seducenti esteticamente, ma anche tanto ricche di particolari della società del ‘700, ci permettono di penetrare da vicino le abitudini e lo stile di vita di un tempo lontano, ancora oggi foriero di suggestioni oltre che di interesse storico-artistico. 

La mostra “Giovanni Paolo Bedini. Il fascino della spensieratezza 1844-1924”, allestita presso la Sala Ercole di Palazzo d’Accursio a Bologna, rimarrà aperta al pubblico fino al 3 febbraio 2019 e si potrà visitare gratuitamente martedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 18.30 e venerdì dalle 15 alle 18.30.- Lunedì chiuso.
info:

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