Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIV - n.61 - Luglio - settembre 2019
IL COSTUME NEI SECOLI  

DISSERTAZIONI SULLA MODA

La moda neoclassica: una rivoluzione che guarda all'antichità!

di Bruna Condoleo




Visitando la residenza invernale di Napoleone Bonaparte, posta sullo sperone roccioso a Portoferraio, nell’isola d’Elba dove trascorse quasi un anno di esilio (aprile 1814/ marzo 1815) dopo la disfatta di Lipsia, ci siamo imbattuti in una parte del palazzo che il Generale aveva fatto allestire per ospitare l'amata sorella Paolina. Quest’ultima rimase a Portoferraio per circa tre mesi durante i quali riuscì a vivacizzare la permanenza nell’isola con ricevimenti e iniziative che resero meno duro l’esilio del fratello. In queste stanze, arredate con gusto neoclassico da pochi ed essenziali mobili di pregevole fattura, abbiamo trovato esposto in una bacheca anche un magnifico soprabito originale indossato dalla stessa Paolina, che ci ha ispirato per questo articolo dedicato alla moda del tempo. Nel periodo storico post-rivoluzionario tra fine ‘700 e primi decenni dell‘800, infatti, la moda francese subisce un decisivo cambiamento: le donne, passati i giorni del Terrore, ritrovano il piacere di vivere secondo i nuovi principi di libertà propugnati dalla Rivoluzione e rifiutano le costrizioni del costume settecentesco adottando una moda completamente diversa, costituita da tuniche morbide, semplici e leggere, ispirate alla moda greca e romana.



abito da pomeriggio della fine del '700


abito stile impero dell'inizio dell'800


vestito da sera ricamato della fine del '700



La trasformazione del costume fu radicale nella concezione generale dell’abbigliamento di ambedue i sessi, ispirato a una maggiore vivibilità e naturalezza, ma le più eclatanti differenze con le età precedenti si notano proprio nella moda femminile. Quest’ultima si libera dopo ben due secoli dalla servitù di sottogonne ampie e strutturate, come i "verdugali" seicenteschi e i “paniers” settecenteschi e nel contempo rinnega l'uso dei busti opprimenti, realizzati con stecche in ferro, in legno o avorio, che costringevano il corpo femminile in maniera innaturale, provocando spesso distorsioni anatomiche e malattie croniche!
La donna sceglie una linea sciolta e poco costruita non soltanto per l’abito, ma anche per gli accessori e le acconciature: si libera, infatti, dal fastidio delle ingombranti parrucche e dei trucchi pesanti che avevano caratterizzato la moda settecentesca per esprimere una ritrovata semplicità e per una più autentica armonia di proporzioni, elementi ispirati al costume romano. La tunica, dalla linea ricadente e sinuosa, che scivola sul corpo, fermata sotto il seno da sottili nastri, è il nuovo abbigliamento che propone un’immagine di donna completamente opposta a quella dei secoli precedenti perchè svela ed esalta le forme del corpo. I vestiti sono confezionati con stoffe leggere di cotone, spesso trasparenti, aperti lungo i fianchi da spacchi profondi, dunque molto seducenti, con scollature generose, incorniciate da scialli di cachemire che ricordano il "pallium" latino, ovvero la stola rettangolare usata dalle matrone romane!



il soprabito originale di Paolina Borghese: manto di velluto verde con ricami floreali e bordi intessuti d'oro





La preziosa coda dell'abito di Paolina




A questa linea flessuosa si uniscono acconciature di capelli fermati in alto, come quelle delle dame pompeiane e ricadenti con morbidi riccioli sul collo, come è anche ben documentato dalla celebre scultura canoviana di "Paolina Borghese", completate a volte da un nastrino rosso attorno al collo, detto "alla ghigliottina", con un macabro riferimento alle decapitazioni del periodo del Terrore rivoluzionario!
Pittori famos dell'epocai, come Dominique Ingres e Jacques Louis David, hanno immortalato queste mises molto femminili, a volte anche audaci, se si pensa che sotto i vestiti trasparenti, nella maggioranza bianchi, le signore non portavano indumenti intimi e le più impudiche addirittura bagnavano leggermente l'abito prima di indossarlo perché risultasse più aderente al corpo, come si dice facesse Giuseppina Beauharnais, moglie di Napoleone Bonaparte! Nella sua essenzialità di taglio l'abito neoclassico e in parte in quello in "stile impero", che seguì immediatamente nell'età dei fasti napoleonici, s'ispira a una classicità di forme senza rinunciare alla bellezza estetica dei materiali e degli accessori: garze, mussolina e batista di colori pastello, oppure abiti ricamati con piccole ruches e pizzi leggeri per gli abiti di gala.





Busto in marmo di Napoleone (anonimo scultore ottocentesco), proporzioni reali





Busto-ritratto in marmo di Paolina Borghese (anonimo ottocentesco)



Ai piedi le donne portavano sandali alla schiava, allacciati con strisce che salivano incrociate sulle gambe: primavere botticelliane o immagini pompeiane tornano alla mente nel vedere sulle tele ottocentesche questi abiti danzanti, con i quali le dame di tutta Europa esprimono una riconquistata volontà di libertà e di autoaffermazione.
Il mantello di velluto verde di Paolina, con ricami floreali in oro, esposto nella residenza di Napoleone all’Elba, è un esempio originale e significativo dell’abito di gala cui veniva aggiunto questo un prezioso e lungo strascico. Se osserviamo la grandiosa tela in cui David dipinse l’incoronazione dell’imperatore avvenuta a Notre Dame nel 1804 dinanzi al papa Pio VII, nel lungo mantello rosso e oro indossato da Giuseppina Beauharnais, in ginocchio dinanzi a Napoleone da cui riceve la corona, possiamo riscontrare le stesse caratteristiche di quello di  Paolina, anche se molto più fastose. I colori verde e oro, infatti, erano tipicamente principeschi, mente il mantello dell'imperatrice ha i colori della regalità!
Nel visitare gli ambienti in cui Paolina soggiornò durante l'esislio di Napoleone abbiamo notato i particolari di un arredamento raffinato, anch’esso ispirato a una rivisitazione della classicità che si esprime nelle decorazioni dorate, ma senza inutili sfarzi e nelle tappezzerie color giallo-oro, prediletto da Paolina.
Infine nella sala delle feste, anch'essa arricchita di mobilio di gusto antico, di suppellettili con reminiscenze egizie e di specchi, due busti ottocenteschi di marmo documentano i volti dei singolari "ospiti" del palazzo: il generale, dallo sguardo acuto e penetrante e Paolina, dai classici lineamenti, fiera della sua bellezza come una Venere antica!




Letto di Paolina Borghese (residenza napoleonica invernale, Isola d'Elba)





Salotto giallo di Paolina Borghese (residenza napoleonica invernale a Portoferraio, Isola d'Elba)

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