Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XV - n.64 - Aprile - giugno 2020
IL COSTUME NEI SECOLI  

DISSERTAZIONI SULLA MODA

La raffinata eleganza nella moda maschile nel XIX° secolo!

di Bruna Condoleo




Nei primi decenni dell’800 la moda maschile mostra i primi segni di una vera trasformazione, quando la borghesia inglese, anche per motivi di lavoro, adotta un tipo di abito molto diverso dalla vistosa moda rococò settecentesca che aveva imperversato fino ad allora in tutta Europa. Mentre il costume femminile diviene un fastoso abito di foggia romantica, ricco di trine, merletti e volants, reso ampio dalla vita in giù dalla crinolina, con attillatissimi corpetti rivestiti di stecche di balena, l’abito dell’uomo segue una via opposta, ad iniziare dal colore, dove spicca il nero, che paragonato alla fantasiosa cromia degli abiti settecenteschi rappresenta un’autentica rivoluzione del gusto! L’abito maschile nel XIX° secolo, infatti, è composto da 3 elementi, semplici ed essenziali: gilet, giacca e pantaloni, sempre più austeri nella linea e nel colore. Com’ era accaduto per la moda femminile durante il Rinascimento e l’età neoclassica, l’abito maschile ora tende finalmente ad assecondare le forme del corpo; perciò i pantaloni, molto aderenti nell'età napoleonica, divengono dritti e affusolati, mentre il gilet, mai troppo eccentrico, si sfoggia come elemento di raffinata eleganza, esaltando particolari come i bottoni o la stoffa pregiata. Anche la giacca subisce un mutamento: il frac, solitamente blu, con parte superiore tagliata in vita, in uso già nell’età napoleonica, e parte inferiore più lunga sul dietro, si trasforma verso la metà del secolo in elemento unico nella forma, la famosa redingote, dal taglio perfetto e impeccabile e dal tessuto a tinta unita.



Un frac di tono sportivo con tuba, inizi del 1800




Il frac parigino e la redingote nelle riviste di moda maschile, 1831


Nel 1857 a Parigi, in rue de la Paix, si apre il primo laboratorio francese di sartoria condotto dall’inglese Charles Frederick Worth, che può ben definirsi un antesignano stilista della storia della moda, artigiano ambizioso e geniale creatore della figura professionale del sarto moderno! A differenza dei secoli precedenti, il sarto impone alla sua clientela, maschile e femminile, forme e stile di propria invenzione e presenta modelli da lui firmati come fossero l’opera  esclusiva di un artista! Worth non lavora su commissione, secondo la prassi fino ad allora consolidata, ma decide soltanto lui ciò che farà moda e tendenza: presenta le sue collezioni nelle diverse stagioni, insomma detta legge come gli stilisti attuali, anche se il suo lavoro è destinato esclusivamente a classi sociali molto abbienti, ovvero aristocratici, ricca borghesia, gente dello spettacolo, dunque ancora una ristretta cerchia di persone!
Guardando i ritratti di celebri pittori, come Hayez, Ingres o Toulouse Lautrec, si può notare quanto la redingote rappresenti per tutto l’Ottocento l’uniforme borghese: scura o nera, di panno morbido, è simbolo di essenzialità e di democrazia, di un abbigliamento che, a differenza di quello dei secoli passati, consacra l’uguaglianza sociale ed esprime quella rispettabilità cui aspira l’intellettuale, il politico, il patriota.  Non sono dunque le frivolezze, i broccati preziosi e lo sfarzo a differenziare gli uomini e le classi sociali, come era stato fino a quel tempo, ma il taglio perfetto dell’abito e il buon gusto.




La redingote, proposta nelle riviste ottocentesche per i dandy inglesi, con tuba e bastone, 1813





J. A. Dominique Ingres: Francois-Marius Granet, 1821.
Museé Granet, Aix en Provence





In questo contesto la figura di George Bryan Brummel č paradigmatica. Personaggio simbolo del dandismo, amico del futuro re Giorgio IV, egli ha incarnato il concetto moderno della vera eleganza, che sta nella distinzione dei gesti, dei modi e del portamento, oltre che nello stile dell'abito. L'etica del piacere, fatta di buon gusto, raffinatezza, discrezione e igiene della persona, divenne con Lord Brummel una filosofia di vita, cosė come la sua persona č ricordata quale arbiter elegantiarum, un rivoluzionario discreto e sobrio come pochi altri nella storia della moda! Tra gli elementi caratterizzanti del perfetto abbigliamento maschile, come già detto, vi sono il gilet, la camicia e la cravatta: il primo tende man mano a uniformarsi con la giacca sia nel tessuto, sia nel colore; la camicia, di batista o di lino, č ampia, con polsini e gemelli, bianca come la cravatta (ma la moda inglese la prevede nera), anch'essa di stoffa leggera, annodabile in diversi modi, a seconda delle occasioni. Scarpe, stivaletti, ghette concludono l'abbigliamento del dandy che prevede per la sera anche guanti bianchi e fazzoletto nel taschino, oltre all'orologio con catena e al bastone, prezioso tocco di ricercatezza. Infine grandi mantelle nere per coprirsi d'inverno (vedi sopra il dipinto di Ingres) e cappelli alti, cilindrici, portati su capelli corti, ma con lunghe basette e barbe curate, come testimoniano i ritratti di illustri personaggi storici, come, ad esempio, quello di Massimo D'Azeglio o di Giuseppe Mazzini.



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