Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno I - Gen./feb. 2006, n. 1
INTERFERENZE 

LETTERATURA CINEMA TEATRO


"Pasolini e noi"
di Marina Turco


Pier Paolo Pasolini: centro di un forte ed efficace gioco di rifrazioni, che conclude le celebrazioni per il trentennale della sua morte. Singolari, inesplorate interferenze tra il suo cinema e la pittura, la fotografia e la scenografia, in una mostra dal titolo " Pasolini e noi. Relazioni tra arte e cinema ", attraversano trasversalmente le arti cui egli ha attinto e di cui è stato ispiratore.
Si inaugura così l'edizione 2005 delle Vetrine alla Calcografia, progetto decennale di mostre di arte contemporanea, ideato appositamente per l'Istituto Nazionale di Grafica, con sede a Roma. Il titolo dell'esibizione ci riporta, e non solo formalmente, ad un'intervista televisiva a Federico Zeri, trasmessa da Canale 5 nel 1995, corposa premessa "teorica" che svela la fonte più seduttiva dell'impianto espressivo del cinema pasoliniano. "Pasolini"- affermava Zeri-  "ha avuto una sorta di folgorazione dalla pittura antica, e quando ha approfondito questa sua, diciamo, curiosità, ha trovato che la pittura antica può fornire una quantità enorme di spunti tipologici e formali, che lui ha tutti reinterpretati". Pasolini, che era stato allievo di Roberto Longhi all'Università di Bologna e aveva seguito il suo corso su “Fatti di Masolino e di Masaccio”, pensava, infatti, di diventare uno storico dell'arte.
Non tutti sanno quanto e come il suo amore per la pittura, spiega la curatrice della mostra, Laura  Cherubini, informi il suo stile prima ancora di sostanziarsi nelle colte citazione iconografiche dalla "Deposizione" di Pontormo, nel film "La ricotta" o da Rosso Fiorentino, artisti manieristi ai quali Pasolini ha pur guardato, per dirla ancora con Zeri, "perché erano pittori dei quali avvertiva la sostanza agitata, tipica di un periodo di crisi, di transmutazione. Ha avvertito soprattutto in Pontormo il dramma interno dell'artista solitario, incompreso, omosessuale ed in Rosso ha capito, non so pero' fino a quale punto, il profondo divario fra le cose che dipingeva e quelle in cui credeva". Pasolini guadagna, così, la purezza estetica necessaria a mitizzare il neorealismo superandone gli stretti confini, e, sulla scia di Masaccio e Caravaggio, elegge l'esemplarità di un codice di luci e di ombre, e ancora la pregnanza dei caratteri affiorante da crude fisionomie di uomini, prima che di attori (non a caso quasi tutti gli attori dei suoi films sono amici o parenti!).
Nella mostra citata, tuttavia, Pasolini è principalmente oggetto di taluni interessanti lavori di artisti, da lui ispirati. Del lavoro di Fabio Mauri  che al GAM di Bologna, nel '75,  proietta sul petto di Pasolini il " Vangelo secondo Matteo ", l'esposizione delle Vetrine ci  ripropone un'interessante simulazione, al centro di una dettagliata documentazione fotografica della performance originale, eseguita da Antonio Masotti.
Conferisce un certo peso all'iniziativa il lavoro di Adam Chodzko, "Reunion Salò" del 1998, il quale si mise alla ricerca dei 15 attori di Salò orribilmente torturati ed uccisi nel film di Pasolini, sulla scia di un'ossessione: "quei ragazzi sono stai veramente uccisi?". All'appello non rispose nessuno, tranne l'attrice che, su espressa richiesta, era stata l'unica superstite dell'eccidio. Fu così che Chodzko ebbe l'idea di cercare i sosia di quegli interpreti per organizzare una piccola festa, con palloncini colorati, in un clima di ilarità quasi infantile, filmata in un montaggio alternato ad alcune immagini cruente del film.
Completano la mostra, che si concluderà il 12 febbraio 2006, gli otto video di Grazia Todari, del 1998, per il Balletto della Compagnia Virgilio Sieni, ispirato al “ Fiore delle mille e una notte ”, le scene ed i costumi progettati da Giulio Paolini per la messainscena di “ Teorema ”, al Maggio Fiorentino nel 1999 ed infine le sequenze fotografiche di Tracey Moffatt, ispirate al film "Accattone".

 







Riproposizione della proiezione del
"Vangelo secondo Matteo" di PP. Pasolini















T.Moffatt: foto ispirata al film "Accattone" di PP. Pasolini