Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno I - Mar./apr. 2006, n.2
INTERFERENZE 

LETTERATURA CINEMA TEATRO


Arte "bipolare", tra estasi e abisso
di Marina Turco




Nell'Ala Mazzoniana della Stazione Termini di Roma si è da poco concluso un evento multimediale dal titolo: “MostraMostro”, in cui l'artista Federica Giglio ha presentato le sue opere.
La singolare esposizione potrebbe definirsi come una pelle di serpente lasciata da qualche rettile, il residuo impuro di un corpo in metamorfosi costante, un abito sporco e logoro gettato in terra, un edificio in disuso senza più porte e finestre. Fantasmi cristallizzati in forme iperrealistiche, laboratorio alchemico che distilla ancora una volta la vita, la vita che torna più dolce, e forse poi ancora più amara, ma sempre torna. E sempre "deve" tornare. Estasi luminosa dopo un abissale silenzio, la mostra di Federica Giglio, o meglio una sorta di suo "funerale", come lei stessa afferma lapidaria, drammatizzando ed esorcizzando il proprio male di vivere, diagnosticato come disturbo “bipolare” o malattia maniaco-depressiva.
Molto ha di teatrale la funzionalità catartica attivata dalla sua arte, terapia naturale e prodigio, così come la sua maniera di stazionare tra le proprie creazioni ed il linguaggio laconico e incisivo come una freccia. Quasi si vorrebbe costringerla a restare lì, come opera tra le sue opere, a non abbandonare la scena. Federica si smembra, senza pudore, sotto i nostri sguardi e si rigenera pronunciando le parole del rito che lei dedica a sé e che desidera condividere con gli altri : "L'importante è arrivare vivi alla morte!", questa l' unica frase con cui saluta il  pubblico, dopo l'acuta presentazione di Furio Colombo.
L'esibizione ha compreso un video-documentario sulla genesi delle opere, destinato ad entrare in relazione casuale con lo spettatore, un libro e quattro installazioni: una cassettiera contenente vari oggetti, un grande tappeto di pigmento rosa fucsia in cui sono inseriti stecchini verdi, come fili d'erba, che sorreggono ciliegie, un calco di se stessa che fa colazione "in buona compagnia", come recita il titolo dell'opera, alludendo al flacone di litio, al caffè, all'acqua, alle sigarette ed ad uno specchio presenti sul tavolo al quale siede, il tutto racchiuso dentro una gabbia dorata. L' altro calco di sé è invece posto all'interno di una teca di plexiglas, trafitto da grandi lance argentate che si conficcano nel suo capo e nel suo petto, opera dal caustico titolo "Benedetta da Dio".
Iconografie del dolore, creazioni interattive, oggetti che dialogano tra loro offrendo un'esperienza esistenziale senza veli, senza reticenze e proprio in questi sottili intrecci è la vera forza dell'esibizione.
Autentico capolavoro, a mio avviso, il libro: un libro con un'anima ardente,  non solo graficamente attraente, con la sua copertina fucsia e le foto delle opere che svelano le intrinseche simbologie, ma un testo di narrazione indiretta, dal quale affiora gradualmente un delicato e profondo profilo umano dell'artista, captato dalla sensibilità e dagli occhi dell'altro.
Ritratti commossi ad opera di amici e parenti, lettere infuse di autentica tenerezza, preziose memorie, frammenti di un'ilarità perduta, poesie, doni tutti legati agli oggetti presenti nella cassettiera. E ancora i fotogrammi che appartengono alla procedura di esecuzione del calco, già esposta nel video e qui nuovamente documentata. In primo piano un corpo che ha stigmatizzato il suo male, intento ad imprimerne le linee nel gesso, plasmando così la “salma” protagonista dell'evento. ".Sono morta tante volte, afferma la Giglio, ma sono sempre resuscitata" , e conclude  l'intervista, che ci ha concesso con slancio: "io mi libero del lutto, così…" simulando un calcio con un energico colpo di tacco della scarpa!

L'evento espositivo, tenutosi alla Mazzoniana nella Stazione Termini romana, si è concluso il 24 marzo scorso.

 








Autoscatto in crisi maniacale, 1998








senza titolo (part), 2005







Mi piace fare colazione in buona compagnia, 2005