Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale -Anno III- Mag./ago. 2007, n.9-10
INTERFERENZE 

LETTERATURA CINEMA TEATRO


Romol&Remo: un musical ascendente Gemelli
di Francesca Secchi




Della celeberrima leggenda di Romolo e Remo e della fondazione di Roma ci riferisce lo storico romano Tito Livio nel I libro della sua Storia di Roma , ma anche altre personalità della storia antica, come Dionigi di Alicarnasso, Plutarco, Marrone, per citare i più famosi. Il mito dei gemelli allattati dalla lupa nasce da una stratificazione di diverse leggende, che forniscono numerose varianti dell'origine della Città eterna. Sono proprio le libere e sempre differenti interpretazioni del mito ad aver dato l'ispirazione al musical Romol&Remo , nel quale dialetto romanesco e musiche come il Rhythm ‘n' Blues, il Soul, il Rock and Roll, si fondono per dare vita ad una versione spiritosa e piacevole della nota leggenda.
La commedia musicale, in due atti, è ambientata in una locanda, in una zona imprecisata tra i Castelli romani ed il biondo Tevere, frequentata da pastori e gente del popolo, ma anche da Romolo e Remo e dal loro perfido zio, Amulio, il quale usurpato il trono di Albalonga spodestando il re Numitore, nonno dei due gemelli, si era appropriato di quelle terre che sarebbero spettate, per legittima discendenza, ai due fratelli. Amulio, che nella versione del musical, è un grottesco e simpatico personaggio la cui principale occupazione è quella di sperperare il danaro in cibo e bevute, per evitare il pericolo di eredi legittimi, aveva costretto la figlia di Numitore, Rea Silvia, a diventare vestale ed a mantenere di conseguenza il voto di castità, voto che evidentemente lei non seguì, come si suol dire, “alla lettera”!
Dall'unione di Rea Silvia con il dio Marte nacquero, infatti, Romolo e Remo che, come è noto, per essere salvati, vennero messi in una cesta sul fiume Tevere e trovati da una lupa che li raccolse ed allattò. La Lupa nel musical è una prostituta ( lupa in latino vuol dire prostituta, ed il lupanare è un luogo pubblico dove si esercitava la prostituzione) ed anche voce narrante della storia (a memoria del coro greco), che spiega gli intrecci della vicenda ed i vari falsi storici, aiutata da Emilius, storico e biografo, dalla personalità goffa ed impacciata.
Personaggio fondamentale della commedia musicale è Lavinia, la locandiera chiacchierona, una sorta di figura goldoniana, che non riesce a non parlare continuamente dei fatti altrui: saranno infatti i suoi pettegolezzi a scatenare la guerra tra Amulio e i due gemelli, che riusciranno a ridare il trono a Numitore che, per riconoscenza, donerà loro le terre su cui fondare Roma.
 





 
Ed ecco che si assiste alla fondazione della città eterna ed ai primi diverbi tra il rozzo, attaccabrighe e guerrafondaio Romolo ed il colto, fine ed amante della pace Remo: qui il Campidoglio, lì il Tempio di Giove, laggiù l'Isola Tiberina…il tutto deciso con l'antico gioco romano dei dadi!
Uno degli episodi più famosi della storia di Roma, il Ratto delle Sabine, è rappresentato con grazia ed acume psicologico: le belle sabine sono rappresentate dalla dolce Livia, figlia di Tito Tazio, re della Sabina, e dalla cugina Drusilla, opportunista ed interessata al potere; durante una grandiosa festa danzante sulle rive del Tevere lesse trovano l'amore, rispettivamente in Romolo e Remo, preferendo i divertimenti della metropoli alla tranquilla vita nella campagna sabina.
A questo punto si colloca il risvolto tragicomico della vicenda: Remo muore trafitto dalla spada del fratello, diventato re di Roma per volere del Fato, per aver oltrepassato il solco che segnava i confini della città, ma anche questo evento, sulla linea della divertente ironia che contraddistingue tutta la narrazione, è reinterpretato attraverso un inaspettato e piacevole finale.
Al di là del racconto in sè, il filo conduttore dello spettacolo è senza dubbio la freschezza con la quale la vicenda viene narrata, leggerezza che promana non soltanto dal linguaggio, una parlata romanesca immediata, tipica della commedia all’italiana nella tradizione di Aldo Fabrizi e di Alberto Sordi, o dalle continue gag di canto e ballo, ma soprattutto dal cast, composto da giovani attori che grazie alle loro belle voci, alla spontaneità recitativa ed alla capacità di narrare i fatti con humor, riescono a divertire il pubblico. Sperimentazione più riuscita non poteva nascere dall’incontro tra dialetto e musiche contemporanee con un mito antichissimo: da questo fortunato intreccio è nato uno spettacolo che meriterebbe di rivivere su di un palco come quello del teatro Sistina!

Il musical, tenutosi a Roma presso il Teatro Sette (nei pressi di villa Torlonia) dal 24 al 29 aprile, verrà replicato nel mese di giugno nella stessa sede ed inoltre entrerà a far parte degli eventi dell’Estate romana e della Notte bianca 2007.

(Il teatro è accessibile ai disabili. Spettacoli: da martedì al sabato: h. 21,00; domenica h. 18,00- Lunedì chiuso)

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