Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale -Anno IV- Aprile/maggio 2008, n.14
INTERFERENZE 

LETTERATURA CINEMA TEATRO


Omaggio ad Andrea Trenti: un medico e l'arte
di Bruna Condoleo




Esiste un atteggiamento particolare con cui un medico esamina un'opera d'arte? E' questo l'originale fil rouge del saggio “ Indiscrezioni su Piero” , scritto da Andrea Trenti, medico chirurgo, autore di numerose monografie scientifiche, amante della ricerca rivolta verso ogni ambito della cultura.
Un saggio dal taglio interdisciplinare e dal contenuto suggestivo, in cui onoscenze artistiche, esperienza professionale, sensibilità e "occhio clinico” si fondono a comporre un prezioso cammeo. "Ognuno porta dentro di sé il segno della propria cultura - recita l'autore - ma soprattutto il segno preponderante dell'attività che quotidianamente svolge; per cui è praticamente impossibile osservare un'opera d'arte senza aggiungere, a una visione personale, più o meno profonda per sensibilità, comprensione e ricordo della persona, il peso della propria deformazione professionale ”. Redatto nel '92, sei anni prima della sua precoce scomparsa,, il saggio di Andrea Trenti è il frutto di un'indagine atipica attorno alla figura di Piero Della Francesca, pittore affascinante, umanista, studioso di matematica e di geometria, acuto interprete della cultura del primo Rinascimento. Partendo dall'osservazione di alcune celeberrime opere del Maestro quattrocentesco, l'autore si muove con sapiente curiosità tra immagini dipinte e testimonianze storiche, collegando significativi particolari pittorici con le scarse notizie sull'esistenza di Piero, a cominciare dal “cognome”, Della Francesca, che non deriva, come riferisce erroneamente Giorgio Vasari nelle sue "Vite", dal nome della madre Romana, bensì da quello della nonna! Il saggio prosegue con l'analisi dei presunti autoritratti dell'artista e con le note riguardanti la sua salute e i problemi fisici, come la cecità sopraggiunta in età matura, che il medico vuole appurare dal suo particolare angolo visuale.
 


Nasce così un'esplorazione inedita attorno ad alcuni aspetti scientifici desumibili dalle immagini pittoriche di Piero, forse non fondamentali per il critico d'arte, ma molto stimolanti per uno studioso: ad esempio, la presenza reiterata di una "cisti" a livello del collo, visibile in alcune figure considerate come autoritratti (vedi il soldato della "Resurrezione di Cristo" al museo di S. Sepolcro), a detta dell'autore potrebbe far pensare a una patologia dello stesso Artista. Molti, inoltre, gli interrogativi sul perché negli ultimi 14 anni della vita Piero non abbia più prodotto opere: anche in merito alla risoluzione di questi antichi dubbi interviene il medico, con la sua esperienza e con la sua scienza, non per giungere a conclusioni definitive, ma per fare ipotesi realistiche, a volte innovative.
Il saggio, sempre teso ad evidenziare attraverso la disamina degli elementi figurativi i riflessi della vita reale, continua con l'osservazione minuziosa di due importanti e noti dipinti di Piero: “La Madonna di Monterchi”, detta Del parto, e il “S. Sebastiano”, anche questi ultimi analizzati da un'angolazione tutta professionale, la prima opera per l'evidente stato di gravidanza della Vergine Maria e la seconda per le ferite create dalle frecce nel bel corpo del santo. Infine i nei presenti sul viso di Federico da Montefeltro, realisticamente ritratto da Piero ben due volte, ovvero nel celebre dittico degli Uffizi e nella Pala di Brera, coinvolgono emotivamente l'autore in un possibile scoop storiografico-artistico che, con un'inaspettata virata “gialla”, il saggio svelerà.


Nato a Bologna nel ’39, Andrea Trenti si è laureato in medicina e chirurgia presso l’Università di Roma, dove ha iniziato la carriera universitaria conseguendo la libera docenza. Autore di monografie di interesse chirurgico e didattico, direttore scientifico della rivista medica “L’occhio clinico” e della rivista di scienza e tecnologia “L’occhio clinico-sala operatoria”, ha spaziato con libertà e intelligenza nel mondo della cultura. Versatile, studioso di musica, pianista dotato di ottime doti canore, Andrea Trenti ha scritto un libro sulla storia del tabacco dalla nascita ai nostri giorni, danni compresi, intitolato “Tabacco e fumo” (Giunti Editori, ’76); una monografia sulle piante medicinali più utili: “Le piante consigliate dal medico” (Delfino Editore, ’83); un diario singolare, incentrato sulla figura di Giacomo Leopardi: “Il poeta e il professore” (Delfino Editore ’87), ed infine “Un chirurgo tra Abelardo ed Eloisa” (Editrice il Gabbiano, ’93), antica storia d’amore interpretata dal punto di vista medico-scientifico. La sua precoce scomparsa nel settembre del 1998 ha interrotto bruscamente un iter di successi e di lusinghiere affermazioni personali.
Questo articolo vuole essere anche un omaggio alla sua personalità e al suo talento da chi ha avuto il piacere e la fortuna di conoscerlo personalmente.



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