Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno IV - n.17 - Inverno 2008
INTERFERENZE 

LETTERATURA CINEMA TEATRO


Cinema e arte sacra
di Sila Berruti


Giulio Antamoro decide, nel 1916, di realizzarre un'opera che rimarrà unica nella storia del cinema Italiano: la vita di Cristo. Per realizzarla si appoggia senza esitazioni alla tradizione artistica rinascimentale; divide il racconto in tre "misteri" e sceglie di attingere alla vasta iconografia cattolica nella realizzazione dei suoi “quadri”. Siamo nella fase sperimentale dei cinematografo, che ancora vive di forti influenze teatrali. Scarso è il montaggio esterno alla scena, che veniva girata quasi interamente con una sola posizione di macchina. Rivolgersi all'arte pittorica sembrò ad Antamoro l'unico modo corretto di avvicinarsi alla figura di Cristo senza risultare blasfemo o anche solo irriverente.

Giova ricordare che la Chiesa di allora (siamo in piena diatriba anche con la teoria darwiniana!) non nutriva molto entusiasmo per il cinema, considerato dal Pontefice quasi uno strumento del diavolo! Al termine delle riprese, Antamoro si preoccuperà di far visionare il film, un anno prima dell'uscita (dicembre 1915), a quindici cardinali presso il Pontificio Istituto Biblico, prima del visto- censura, presumibilmente per ottenere l' approvazione della Santa Sede. Il tutto in gran segreto, naturalmente; i vescovi, tuttavia, ne riconobbero la validità ed il film potè uscire nelle sale.
"Christus", questo il titolo, è il primo film al mondo che racconta interamente la vita terrena del Salvatore e lo fa con 2279 metri di pellicola. Tratto dal poema iconografico di Fausto Salvatori, allievo di Gabriele D'Annunzio, appositamente scritto per questo lavoro su pressione del regista, e diviso in tre atti (corrispondente ai misteri): Annunciazione e Natività, Vita e Opere, Morte e Resurrezione di  Gesù.
Antamoro, come già detto, usa la tecnica dell'immagine ricavata dalla tradizione artistica rinascimentale; quindi molte inquadrature prendono spunto proprio da capolavori pittorici.
A proposito delle citazioni dall'arte figurativa volute dal regista, qualche spettatore devoto si è cimentato nel difficile compito di individuarne il numero, arrivando a contarne oltre cento! Tuttavia, i riscontri più facilmente riconoscibili sono: "L'Annunciazione" del Beato Angelico, "La natività" del Correggio, "Il Battesimo" del Perugino, "La Trasfigurazione2 di Raffaello, "L’ ultima Cena" di Leonardo, "La Deposizione" di Rembrandt, "La Crocefissione" di Mantenga e "la Pietà" di Michelangelo.
La prima ufficiale avviene il 8 novembre del 1916, in pieno conflitto mondiale, al Teatro Augusteo di Roma. La musica a commento della proiezione viene commissionata al religioso Giocondo Fino. Presenze illustri: la regina Elena, rappresentanti del Governo, ambasciatori e personalità della cultura. Fu un successo travolgente. I cronisti raccontano che al riaccendersi delle luci in sala, moltissimi dei presenti furono colti con le lacrime agli occhi! Un grande successo il film lo riscosse anche quando venne presentato a Parigi, al Trocadero, la più grande sala della città. L'orchestra che accompagnava la proiezione era composta da 80 elementi e diretta dal maestro Charpenter.
Malgrado il successo di pubblico, il film venne invece aspramente criticato dai cronisti dell'epoca e dagli esperti del periodo storico toccato dal film. In particolare venne accusato di non avere unità e di eccedere nella agiografia più vieta. Nonostante tutto, "Christus" entrerà nell'immaginario popolare nazionale: la versione originale sarà proiettata nelle sale parrocchiali e negli oratori in prossimità del Natale e specialmente durante la settimana Santa, sino agli anni '40. Assistere a quel film era per i credenti come recitare una preghiera.
La Madonna era interpretata da Leda Gys , nome d' arte di Giselda Lombardi, attrice romana morta nel 1957. Grazie– ma forse dovrei dire, soprattutto – a questa pellicola, Leda Gys è stata una delle più amate dive del cinema muto! Era stata lanciata dal poeta romano Trilussa e sposò successivamente il produttore Gustavo Lombardo. Leda girò più di 80 film ed era molto popolare anche fra gli emigrati; la sua (a detta dei critici) era una recitazione spontanea, distaccata dai clichés del cinema muto italiano di quegli anni. Recentemente Goffredo Lombardo, suo figlio, ha curato il restauro della pellicola, restauro reso possibile solo dopo il recupero di varie parti del film in diversi Paesi: Francia, Germania, Stati Uniti e Sudamerica. La nuova versione è stata ricostruita dalla Cineteca del Comune di Bologna con la collaborazione di vari Enti, anche svizzeri e francesi, ed è stata poi presentata al Festival del Cinema di Venezia nel 2000, in occasione del Giubileo. Il giorno 12 dicembre 2006è stato proiettato a Roma nella Basilica di SS. Bartolomeo e Gaetano, con il commento musicale di Alessandro Scarlatti, solo nella parte dedicata al mistero della Passione.


Cast and Credits
Titolo originale: Christus;
regia: Giulio Antamoro;
Produzione: Cines
soggetto: da un poema di Fausto Salvadori;
sceneggiatura: Giulio Antamoro, Ignazio Lupi, Fausto Salvatori,Maurice V. Samuel (cartelli);
fotografia: Renato Cartoni;
operatore: Filoteo Alberini;
montaggio: Giulio Antamoro;
musica: Giacomo Fino;
cast: Alberto Pasquali (Gesù Cristo), Amleto Novelli (Ponzio Pilato), Leda Gys (la Madonna)Augusto Mastripietri (Giuda), Amalia Cutaneo, Maria Camerini, Lina De Chiesa, Ignazio Lupi, Augusto Poggioli, Ermanno Roveri, Renato Visca;
scenografia: Giulio Lombardozzi;
formato: 35mm bianco/nero - muto;
durata: 2.279 mt.;
durata originale: 3 ore. Oggi il film, restaurato, dura un’ora;
data di uscita: 8 novembre 1916.





"Trasfigurazione" filmata



Raffaello: Trasfigurazione






"Annunciazione" filmata



Beato Angelico: l' Annunciazione





"Il battesimo" filmato



Perugino: Il Battesimo di Cristo





 

Sila Berruti, dottoressa in Lettere e Filosofia, specializzata in Storia e critica del Cinema


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