Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno IX - n.38 - Ottobre - dicembre 2013
INTERFERENZE 




Salvatore Giunta - Emanuele Rossini: Elogio della materia
di Bruna Condoleo




Salvatore Giunta e Emanuele Rossini, due artisti, un’ identica fascinazione: la materia e le sue molteplici potenzialità formali, visive, spaziali.
Materiali poveri, come carta a mano, argilla, sabbia, ferro, legno, servono a Salvatore Giunta per declinare un linguaggio astratto e aniconico, fondato su elementi interni alla forma e al suo dinamismo. Sulla scia di Klee e di Tobey, Emanuele Rossini predilige nelle sue tele un’astrazione di tipo gestuale: attraverso composizioni eterogenee di intrecci lineari, di mélange cromatici, di vibrazioni luminose, la materia si fa metafora di ansie, di conflitti, di fughe verso il soprasensibile.
Vicino all’estetica di Malevic e di Mondrian, Giunta propone nelle sue sculture e nelle sue installazioni un’ astrazione geometrica che ha una singolare caratteristica: i volumi si dispongono in bilico, contrapponendosi, intersecandosi e scivolando verso uno spazio infinito, ma poi, come avviene nelle contingenze della vita, essi trovano rinnovati equilibri che, sfidando le leggi gravitazionali, oppongono al disastro finale un’ inedita, lirica sospensione.
Nei lavori di assemblage artistico di Rossini, trame fitte di fili di cotone, di smalti, di ferro, di grafite, propongono un’insolita sinfonia plastica di forme e di toni. Un percorso visionario, il suo, in cui la materia si modella in giardini segreti, in cristallizzazioni luminescenti di resine reciclate, in segni e graffiti, in piccole silhouettes umane che, trasportate dal turbinio degli elementi, s’intravedono tra reticoli di fibre, anime prigioniere di antiche paure esistenziali.



La mostra; Sala Orsini (Palazzo Chigi - Formello)



Presentazione della mostra (da sn): Barbara Paoli Vai, Assessore alla Cultura; Sergio Celestino, Sindaco di Formello con la curatrice della mostra

Nei lavori di Giunta, forme stabili e ritmi dinamici dialogano costantemente, sospesi al limite dell’azzardo: le strutture geometriche vivono in una dimensione di incessante divenire che si rivela un pretesto per valicare il significato meramente razionale dell’opera, evocando stati d’indeterminatezza psicologica. L’esaltazione delle qualità fisiche dei materiali e i luministici contrasti sono elementi fondamentali del suo linguaggio, in cui è sempre possibile intuire un’implicita vicenda interiore.
I paesaggi di Rossini somigliano a visioni oniriche oppure sono il frutto di meditazioni sull’umana fragilità che hanno assunto una misteriosa oggettivazione nell’ originale concrezione materica. Che siano vortici turbinosi, diafani labirinti, naufragi o immagini evocative di emozioni suggerite da spettacoli naturali, le opere dell’artista consentono sempre di immergersi nelle pascaliane ragioni del cuore.

L’arte dei due artisti, sperimentatori infaticabili delle qualità sinestetiche della materia, è pensiero filosofico e sentimento del tempo; metafore di inquieta concretezza e di lirica speranza, le loro opere costituiscono un contrappunto di valori semantici, in cui la materia, centro focale d’interesse, si spoglia della propria immanenza per evocare una realtà diversa: quella affascinante del simbolo.




Salvatore Giunta: Oscillazioni (2006)



Salvatore Giunta: Traverso (2012)






Emanuele Rossini: Reflex (2013)



Emanuele Rossini: Pac 1 - Pac 2 (2013)


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