Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Rivista bimestrale - Anno V - n.20 - Luglio/settembre 2009
GIOVANI SCATTI CRESCONO ... 


Suggestioni di un attimo fuggente
di Ilaria Condoleo




Francesca Schmitt: fig.01








F. Schmitt: fig 02





Sono in molti oggi, sfogliando una rivista, a riconoscere l'inconfondibile tocco di David Lachapelle, così come lo stile di Oliviero Toscani è individuabile quanto una bottiglietta di Coca-Cola! Viviamo nella cultura dell'immagine, dei media, del visivo, no?
Chi ama l'arte e frequenta i musei, considera la Fotografia un medium artistico degno di grande considerazione: le mostre di Sebastiao Salgado, Avedon e tanti altri Maestri riscuotono a buon diritto un grande successo di pubblico ed attenzione di critica.
Proprio perché un'arte, la fotografia merita profonda dedizione, talento e conoscenza tecnica, nonostante fare buone fotografie sia ormai alla portata di tutti e, con l'avvento del digitale, siano possibili risultati ottenibili un tempo solo dai professionisti dotati di grande esperienza e di apparecchiature sofisticate.
Anche se in tanti si dedicano alle foto con passione e sensibilità e spesso con ambizioni che sconfinano dall'amatoriale, è vero che la fotografia resta un'arte considerata preziosa, elitaria, difficilmente accessibile quando parla linguaggi sofisticati e complessi. È un campo dell'arte apparentemente aperto a diverse soluzioni, un ambito espressivo che attrae neofiti, appassionati, talenti pieni di immaginazione, ma anche semplici sperimentatori di linguaggi visivi.
Se è vero che non c'è un Salgado dietro ogni digitale, è pur vero che pochi giovani fotografi riescono ad ottenere visibilità, farsi conoscere e, se meritano, ad accedere ad una carriera nei vari ambiti che il settore può offrire.
Se anche voi avete il desiderio di vedere qualcosa di “nuovo” in giro, questa è la rubrica giusta. Qui potrete vedere i lavori di fotografi che si impegnano con accanimento e determinazione a farsi un nome. Sono nuovi talenti e speriamo che di molti di loro sentiremo parlare domani!
La prima ospite della rubrica è una giovane artista, tedesca di nascita ed italiana di adozione: Francesca Schmitt. Nata a Stoccarda il 19 agosto del 1978, grazie agli insegnamenti del padre, fotografo amatoriale, si avvicina alla macchina fotografica e alla camera oscura già nei primi anni ‘90 e ne rimase affascinata.
Dopo aver concluso le scuole d'obbligo, si iscrive alla Johannes -Gutenberg-Schule, scuola di fotografia, mentre comincia a fare esperienze pratiche di tecnica fotografica in studi di pubblicità, come Camera Uno e in seguito nello studio Axel Waldecker Fotografie . Si specializza in foto di studio e in still life.
Francesca si diploma nel 2001 e da quel momento si dedica a ricerche personali, utilizzando tutti gli insegnamenti appresi negli anni di studio e di pratica, compresa la tecnica di sviluppo del negativo e di stampa su carta baritata.
Nel 2002 si trasferisce a Roma, piena di entusiasmo e pronta a lanciarsi nel mondo della fotografia, malgrado le molte difficoltà che una grande città pone di fronte ad un giovane; frequenta un master in reportage presso la Scuola Romana di Fotografia, dove avrà modo di conoscere professionisti del campo, come Riccardo Venturi, e conclude gli studi nel 2003.
I suoi lavori possono essere considerati come appartenenti alla “vecchia scuola”. Le prime due fotografie che proponiamo fanno parte di un archivio ricco di reportage, in cui è evidente l'attenzione e la cura meticolosa sia nello sviluppo dei negativi che nella stampa: nulla è lasciato al caso.
La passione di Francesca Schmitt per l'analogico salta fuori dai suoi scatti a colpo d'occhio (foto1/2): il bianco e nero si trasforma in materia e le composizioni evocano paesaggi misteriosi e malinconici, a volte anche esaltanti. La materia si fa protagonista quando la superficie diventa oggetto vivo, quasi palpabile. I bianchi brillano e permettono ai neri di disegnare le forme e i profili, mentre i grigi danno profondità e intensità alle penombre. È questa la sensazione quando si osserva la foto 4, dove ogni singolo granello di sabbia prende corpo e volume e la profondità di campo viene animata dalle infinite sfumature dei grigi (foto: 4/5/7/8).






F. S. : fig 07



F. S. : fig 04



F. S. : fig 05




F. S. : fig 08



F. S. : fig.9



L'originalità è nelle inquadrature: Francesca riesce a cogliere l'armonia delle composizioni naturali. I suoi scatti sono profondi e pieni di potenza visiva; nei ritratti spesso sceglie sguardi duri, forti, quasi ad obbedire alla sfida di svelare, grazie ad una particolare attenzione alle inquadrature, i segreti o i dolori più intimi di un volto.
Quando sceglie il colore, questo non è trattato come un elemento della composizione, ma diviene parte essenziale del progetto narrativo e soggetto integrante del paesaggio e, a differenza del bianco e nero, evita la profondità di campo (foto 9/11). Risultano perciò immagini a volte irreali, quasi fiabesche, oppure frammenti di vita sospesi nel tempo, evanescenti illusioni di un attimo fuggente...



F. S. : fig.11



Ilaria Condoleo, diplomata al Liceo Artistico "Caravillani" di Roma e specializzata presso la Scuola Romana di Fotografia, con indirizzo pubblicitario.
www.ilariaco.blogspot.com

(La foto della rubrica in Home page è di Ilaria Condoleo)


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