Due libri - due autori: John WILLIAMS e Brian WEISS
Nel nuovo numero della rubrica di Narrativa ho scelto di recensire due libri molto diversi: un racconto scritto dallo psichiatra americano Brian Weiss (New York, 1944) che raccoglie le esperienze visionarie di una sua paziente e un libro storiografico di John Williams (1922/1994), docente di Letteratura inglese presso l’Università del Missouri, poeta e narratore, imperniato sulla figura dell’imperatore Augusto.
Nella prefazione del romanzo di John Williams, edito nel 2017, una nota iniziale dell’Autore precisa i suoi intendimenti nel descrivere l’età augustea e i protagonisti dell’epoca, sottolineando che per quanto il romanzo abbia un’ ambientazione storica, egli ha spesso inventato fatti, documenti e qualche personaggio. “Sarò grato a quei lettori - suggerisce nella nota Williams - che accoglieranno il libro per ciò che intende essere: un’opera d’immaginazione”.
Il racconto inizia alle Idi di marzo del 11 a.C. quando Ottaviano riceve la notizia che suo zio Giulio Cesare è stato ucciso. Da quel momento comincia il racconto della faticosa scalata di Ottaviano al potere, che si dispiega attraverso lettere, diari e documenti, alcuni, come già detto, inventati dall’Autore. Assieme agli eventi sono delineati i personaggi che hanno contraddistinto questo importante periodo della storia romana, descritti con le loro virtù e con le loro debolezze: Cicerone, scrittore, filosofo e oratore, Marco Agrippa, generale di Augusto, il grande poeta Orazio, Mecenate, politico, consigliere dell’imperatore e protettore delle Arti, ma anche figure femminili complesse e controverse come Giulia, figlia di Ottaviano Augusto e di Scribonia, donna colta e intelligente, dal forte carattere e dalla condotta licenziosa. La bellezza del linguaggio e la perfezione stilistica di Williams, che gli valsero il National Book Award nel 1973, non sono le sole note positive di “AUGUSTUS”, ma è la modernità del testo che raccontando tutti gli aspetti del potere ne evidenzia le negatività, le ambiguità, i soprusi, ma anche la solitudine, caratteristiche simili in tutti i tempi, che spingono il lettore a riflettere su analoghe esperienze della contemporaneità: “ Un romanzo capace di immergerci in un mondo di tale complessità, lussuria, cinismo e violenza da sembrare quello in cui viviamo oggi” (The New Yorker).
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Autore:John Williams
Titolo:Augustus
Editore: Fazi Editore
Anno: 2017 |
Autore: Brian Weiss
Titolo: Molte vite, molti Maestri
Editore: Mondadori Anno: ristampa 2021
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“MOLTE VITE, MOLTI MAESTRI” di Brian Weiss è un libro edito per la prima volta nel 1988 e ristampato nel 2021, che affronta un argomento sensibile quanto antichissimo: la vita oltre la morte. L’autore è stato direttore del Dipartimento di psichiatria al Mount Sinai Medical Center di Miami ed è uno studioso di terapia regressiva e psicoterapia spirituale. Il sottotitolo del libro, ”come guarire recuperando il proprio passato”, è l’argomento del libro in cui, attraverso una terapia appropriata, Weiss ripercorre tutto il lungo e faticoso cammino terapeutico di una sua paziente, Catherine, che riesce infine a uscire da una profondissima depressione, che sembrava fino ad allora inguaribile, grazie all’ipnosi regressiva. Catherine scoprirà con questa terapia di avere avuto molte vite passate, di rammentarle e saperle ricostruire, seppur a fatica. Spiegare le dinamiche della nostra esistenza che non finisce con la morte fisica e svelarne la finalità è il risultato dell’esperienza attuata dallo psichiatra, un progetto molto difficile che pone quesiti su cosa possa accadere dopo la morte. Secondo Weiss lo spirito continuerebbe ad esistere ricaricandosi di energia attraverso la luce e tornando a vivere altre vite conquisterebbe dunque una sorta di immortalità. L’autore condivide il pensiero del mistico cristiano Theilhard de Chardin che diceva: “ Non siamo esseri umani che fanno un’esperienza spirituale, siamo esseri spirituali che fanno un’esperienza umana” , tuttavia il pensiero che esprime Weiss non è legato strettamente a una religione positiva. I suoi studi lo hanno condotto verso una personale convinzione, corroborata da fatti specifici, che potrebbe contribuire ad affrontare la vita con maggiore consapevolezza e con la serenità che la morte non sia la totale sparizione dell’essere, né un eterno nulla, pensiero che turba e spaventa, bensì l'inizio di una perenne rinascita.
Il libro riporta tutte le sedute della protagonista con lo psichiatra, durante le quali emergono le sue memorie, le sue visioni e le sue percezioni, una storia piena di pathos che attraverso un periglioso e lento cammino condurrà alla guarigione.
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Giorgio Folena, laureato in Scienze della comunicazione e scrittore
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