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Work in progress - Anno XIX - n.78 - Gennaio - marzo 2024
NOTIZIE ed EVENTI

ETERNO FEMMININO. Arte a Trieste tra fascino e discrezione 1900/1940

a cura della redazione


Trieste.Oscar Hermann Lamb, La coppa verde, 1933


Piero Marussig, Ritratto della moglie, 1915 ca

Il ritratto femminile è una tipologia figurativa che ha rappresentato un soggetto privilegiato fin da tempi lontanissimi: dai misteriosi ritratti romani del Fayum alle opulente bellezze rinascimentali, dalle austere signore dell'alta società ottocentesca alle enigmatiche donne del periodo Liberty sempre la figura della donna si è prestata a mille interpretazioni mostrando la ricchezza intellettuale, psicologica ed emotiva della sua personalità. E' questo l'argomento di un' interessante mostra al Museo Sartorio di Trieste, un fascinoso viaggio nell' Eterno femminino. Arte a Trieste tra fascino e discrezione 1900/–1940, a cura di Federica Luser, Michela Messina e Alessandra Tiddia, che riunisce una trentina di ritratti di donne triestine dei primi decenni del '900, dipinti che provengono dalle collezioni del Museo Sartorio, dal Museo Revoltella, dalla Collezione d'Arte della Fondazione CRTrieste e da collezioni private, e che vogliono offrire uno sguardo particolare su Trieste attraverso alcune opere dei suoi migliori artisti del secolo scorso.
La galleria di ritratti femminili propone una Trieste osservata nelle sue pieghe più intime, nei volti e nei corpi di donne di quella borghesia cosmopolita e pluriconfessionale che ha contribuito alla crescita economica e culturale della Città nel XIX secolo e nel primo '900. Il soggetto della mostra è dunque il mondo femminile: il focus è su quelle donne triestine i cui sguardi, pose e movenze riflettono la caratteristica principale per cui sono conosciute, ovvero quel fascino discreto ma volitivo legato al loro essere indipendenti e sicure di sé.



Cesare Cuccoli, Ritratto di donna


Cesare Sofianopulo, Ritratto di signora



Una sorta di proiezione della coscienza segreta delle donne, ritratte nella loro diversità: muse, amiche, mogli, amanti, donne bellissime e sfrontate, provocanti e soddisfatte, timide e riservate, specchio della Trieste di allora. Una bellezza discreta, enigmatica e  a volte ambigua, colta sia nella mondanità che nel segreto delle stanze.
Franco Asco, Antonio Camaur, Glauco Cambon, Bruno Croatto, Cesare Cuccoli, Oscar Hermann Lamb, Mario Lannes, Pietro Lucano, Giannino Marchig, Piero Marussig, Giovanni Mayer, Argio Orell, Gino Parin, Nino Poliaghi, Arturo Rietti, Ruggero Rovan, Edgardo Sambo, Carlo Sbisà, Cesare Sofianopulo, Vito Timmel, Carlo Wostry sono gli autori delle opere scelte per questa originale esposizione.
L’arco temporale in cui sono state realizzate le opere si concentra sui primi quattro decenni del XX secolo, anni particolari e di grandi cambiamenti, sospesi tra euforia e dramma a causa delle trasformazioni epocali di una Città che, dopo la Prima Guerra Mondiale, vede il proprio mondo sgretolarsi e poi ricostruirsi in forme e modi diversi.





Giannino Marchig, La gonna gialla, 1923


Gino Parin, Vanità, 1927


Eterogenee sono le sensibilità artistiche e i linguaggi espressivi che, pur strettamente determinati da un'esigenza di realtà, una costante dell'arte a Trieste per tutto il '900, oscillano tra i riferimenti simbolisti e postimpressionisti e le atmosfere legate al mondo del Déco come a quelle del Realismo Magico. Ma ciò che raccorda queste raffigurazioni del femminile, il comune denominatore delle opere selezionate, risiede in quell'equazione sottile, talvolta celata, altre volte più manifesta fra queste figure e Trieste, quel fascino discreto e perturbante, quella "scontrosa grazia" che affiora nelle pose, nelle espressioni dei volti, ma anche in uno sguardo, nel rapporto fra l'effigiata e il contesto, spesso espresso da un dettaglio o raccontato nello spazio della tela e che riflette l'immagine di un'essenza sottile, quella di una città controversa: Trieste, appunto. Scultura e pittura si intrecciano nelle splendide sale del Museo Sartorio, luogo ideale per l'esposizione di questi capolavori della scuola triestina che negli interni di una dimora storica vengono idealmente restituiti all'atmosfera per i quali erano stati concepiti.


Nino Poliaghi, Studio di figura, 1926--------------


Mario Lannes, Il kimono rosa, 1938. Collezione d'Arte della Fondazione, Trieste


La mostra ETERNO FEMMININO. Arte a Trieste tra fascino e discrezione 1900/1940 è promossa dall'Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo-Servizio Promozione Turistica, Musei, Eventi culturali e sportivi-P.O., Musei Storici e Artistici del Comune di Trieste e realizzata da Trart-Società cooperativa di servizi culturali.

INFO
Museo Sartorio
museosartorio@comune.trieste.it
Da giovedì a domenica, dalle 10.00 alle 17.00
Ingresso libero
Ufficio Stampa: Studio ESSECI – Sergio Campagnolo, Padov





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