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Fino al 30 novembre 2025 le sale delle Cantine del Forte di Bard ospitano "Eroi. Evoluzione di un mito. Dal Giappone Antico e Contemporaneo", una mostra che svela una sorprendente genealogia degli eroi, mettendo in luce come il primo “supereroe” della storia non sia americano né si chiami Superman, ma sia una supereroina giapponese nata nel 1848.
Attraverso un percorso articolato in otto sezioni, la mostra presenta 86 opere, tra stampe di maestri Ukiyo-e come Hokusai, Kuniyoshi e Kunisada, arazzi preziosi, dipinti e incisioni storiche. Questi capolavori raccontano l’evoluzione del concetto di eroe, evidenziando le profonde differenze tra le figure eroiche della cultura mediterranea e quelle dell’immaginario giapponese, dai leggendari guerrieri e donne valorose fino ai supereroi manga contemporanei.
Nell’universo giapponese l’eroismo si declina non come sfida o gloria personale, ma come senso dell’onore, dovere, lealtà e spirito di sacrificio, a volte spinto dalla giusta vendetta. Tra le opere esposte spiccano lo scheletro inquietante di Kuniyoshi, raffinati combattenti di Hokusai e altri maestri simboli del “Mondo Fluttuante", che narrano saghe leggendarie, drammi romantici e avventure di eroi con poteri straordinari.
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"Kunisada Utagawa (Toyokuni III)
Kodanji Ichikawa IV come Tomomori Taira Xilografia policroma su carta da gelso
367 x 250 mm
1856-1857
Collezione Mnemosyne"
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"Chikanobu Yoshu (Scuola Utagawa)
Yamashiro, fiori al padiglione d'oro, la principessa Yuki
Xilografia policroma su carta da gelso
350 x 233 mm
1884
Collezione Mnemosyne"
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Il racconto si dipana dal bacino mediterraneo fino al Giappone, dove dal VII secolo sono fiorite tradizioni epiche basate su figure con abilità sovrumane: guerrieri in armatura dorata, principesse guerriere, ninja accompagnati da famigli animali come rospi e gru. L’esposizione, curata dal professor Paolo Linetti, in collaborazione con Vidi Cultural e l’Associazione culturale Mnemosyne, presenta opere provenienti in gran parte dalle collezioni Mnemosyne e dal Museo d’Arte Orientale Mazzocchi di Coccaglio, tra cui preziosi arazzi del XVII secolo, incisioni su rame, stampe su seta e numerose xilografie.
La mostra si propone due obiettivi fondamentali: innanzitutto indagare quali siano le caratteristiche che definiscono un eroe, passando dall’Olimpo greco al Monte Fuji; in secondo luogo, dimostrare come il concetto di supereroe fosse già radicato nel Giappone antico, molto prima che nascessero i supereroi occidentali.
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Chikanobu Yoshu (scuola Utagawa)
Danjuro IX nel ruolo di Kumonryu Shishin affronta Sadanji Ichikawa I nel ruolo di Rochishin
Xilografie policrome su carta da gelso
370 x 500 mm
1886
Collezione Mnemosyne
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Visita prenotabile via email a prenotazioni@fortedibard.it
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Giorgio Folena, laureato in Scienze della comunicazione e scrittore
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