Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIX - n.78 - Gennaio - marzo 2024
MUSEO A CIELO APERTO 

L'Abbazia di San Galgano: storia, leggenda e spiritualità
di Bruna Condoleo



I grandiosi ruderi dell'Abbazia gotica di San Galgano (Siena)

L’Italia è uno scrigno di tesori, ove si coniugano storia, paesaggio, arte e  bellezza, ma arrivare nella verde vallata del comune di Chiusino, a pochi chilometri da Siena e trovarsi di fronte alle grandiose rovine dellAbbazia di San Galgano è un’emozione impareggiabile che fonde la meraviglia con lo spirito ascetico, il senso del mistero con lo stupore. Un immenso rudere gotico, antico di 750 anni che tuttavia non ha perduto né il fascino né l’aspetto di un edificio che testimonia, oltre alla religiosità medioevale, la potenza raggiunta nel ‘300 dall’Ordine  dei monaci cistercensi. Protetta dagli imperatori Enrico VI, Ottone IV e Federico II, malgrado calamità e pestilenze, nel ‘500 l’Abbazia era divenuta talmente florida da impensierire Papa Giulio II che scagliò contro di essa l’interdetto e in seguito a tale contesa cominciò l’abbandono della chiesa da parte dei monaci. Da allora iniziò la decadenza del luogo che prima fu spoliato della copertura, poi divenne cava di materiali; nel 1781 crollò definitivamente il tetto e cinque anni dopo un fulmine colpì il campanile. Il rudere venne perciò sconsacrato e lasciato alle ingiurie del tempo fino a quando, nel 1924, venne dato inizio a un restauro conservativo al fine di impedirne il totale degrado.



La navata centrale con la parete absidale e il luogo del grande rosone

La fuga di archi acuti di
una delle navate laterali




I poderosi pilastri a fascio di colonnine che reggono gli archi ogivali dell'Abbazia.


Sorta alla metà del XIII secolo ad opera dell'Ordine cistercense, la Chiesa abbaziale di San Galgano è un'immensa croce latina a tre navate, lunga 72 metri e larga 21 nel vano del transetto, con un'abside semicircolare in cui si aprono 6 monofore e un rosone. Sei campate e sedici pilastri spartiscono lo spazio geometricamente perfetto dell'interno: l'eleganza gotica delle strutture che si elevano svettanti verso il cielo, le arcate acute a doppia ghiera, la fuga di ogive nelle navate laterali costituiscono l'esempio più fulgido di uno stile gotico che risente delle influenze pisane e senesi, soprattutto nei decori, nelle bifore raffinate (una sola è ancora completa di colonnina!) e nei cento capitelli. Malgrado il forte slancio verticale, l'Abbazia esprime un gusto gotico più sobrio rispetto ai coevi esemplari francesi, invece la sua storia e il suo attuale aspetto rimandano ad altre due famose abbazie scozzesi, anch'esse dirute, ovvero Melrose Abbey e Kelso Abbey, costruite nel XII secolo, la prima dai monaci cistercensi e la seconda dai benedettini, le quali dopo una gloriosa storia di cristianità e di potere furono abbandonate dalla fine del XVI secolo per eventi diversi. Luoghi, questi, pittoreschi e misteriosi, immortalati da letterati e artisti romantici, come il romanziere Walter Scott o il pittore tedesco Caspar David Friedrich, ma anche spazi appropriati per concerti e per set cinematografici, come è accaduto nel film "Nostalgia" di Andej Tarkovsky premiato a Cannes nel 1983, il cui finale è stato ambientato proprio tra i resti maestosi dell'Abbazia di San Galgano.




La Rotonda di Montesiepi (Siena) XIII sec., una chiesetta attigua all'Abbazia dove si conserva "la spada nella roccia di San Galgano"

La spada medioevale di Galgano, conficcata nella pavimento della chiesetta di Montesiepi !


Un silenzio ricco di suoni naturali, dal soffio del vento che s’incunea tra le navate e tra gli archi, allo stormire degli uccelli che nidificano tra le pietre, domina gli spazi della Chiesa che, essendo priva del tetto, è romanticamente ricoperta soltanto dall’azzurro cielo toscano. Accanto ad essa alcuni resti del complesso abbaziale ancora in buono stato, come la Sala Capitolare ricoperta da volte a crociera ed illuminata da due belle bifore che si affacciano sui pochi ruderi del grande chiostro. Vicino alla sala capitolare è ancora visibile lo Scriptorium, un ampio vano ricco di finestre e di pilastri cruciformi, destinato alla preghiera e al lavoro dei monaci.
L’Abbazia è intitolata  al santo che si venera in questa zona, Galgano, della famiglia dei Guidotti, morto nel 1181, un cavaliere convertitosi, come farà san Francesco, alla vita eremitica. Quando decise di abbandonare la vita militare, racconta la leggenda, Galgano conficcò miracolosamente nella roccia la sua spada che ancora si conserva nella Rotonda di Montesiepi, una chiesetta costruita nel 1200 sulla collina attigua all’Abbazia. La spada, che secondo le indagini compiute dall’Università di Siena, è una spada medioevale (spezzata da un vandalo negli anni ’60 e di nuovo nel 1991, ma poi reintegrata), affiora dal pavimento della chiesa con l’elsa a forma di croce, simbolo di pace e di preghiera. Il luogo è suggestivo per la classica semplicità dell’eremo, a pianta circolare, simile ai mausolei romani, rivestito di pietra bicroma a fasce di marmo e di mattoni.




L'Abbazia gotica di Melrose,XII sec. Scozia



Alla metà del ‘300 venne aggiunto alla chiesetta di Montesiepi un corpo rettangolare in stile  gotico con volta a crociera ogivale, affrescato dal celebre pittore Ambrogio Lorenzetti con “Storie della Vergine”. La cupoletta ricorda le coperture delle tombe romane ed etrusche e non ci si deve meravigliare perchè l’eremo fu costruito sopra l’antica capanna dove San Galgano trascorse l’ultimo anno di vita e morì.
Questo sito antico e ricco di storia e di leggende testimonia la varietà delle bellezze architettoniche d'Italia dove in tutte le epoche gli uomini hanno saputo creare cultura, fascino e armonia, un patrimonio di inestimabile valore degno di essere preservato e conservato ai posteri.



Bruna Condoleo, storica dell'arte, giornalista, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte




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