Autorizzazione Tribunale di Roma n. 378 del 30/09/2005
 
Work in progress - Anno XIX - n.79 - Aprile - giugno 2024
MUSEO A CIELO APERTO 

L'Abbazia di NONANTOLA, una storia gloriosa che inizia nel XII secolo!
di Bruna Condoleo



L 'Abbazia di Nonantola (MO). La facciata a salienti in stile romanico (XII secolo) con il protiro (ricostruito)

Tante e famose sono le chiese abbaziali costruite in Italia fin dai primi secoli del Cristianesimo, ma vogliamo ricordarne una che risiede nella omonima città, posta ad oriente di Modena: l'ABBAZIA DI NONANTOLA. La cittadina sorse probabilmente in epoca romana nel II secolo a.C., come testimonia lo storico Tito Livio, ma il suo sito mostra tracce di insediamenti fin dall’età del Bronzo, mentre la sua civiltà si sviluppò in epoca villanoviana. Il nome “Nonantula”,  ispirato al numero delle centurie romane (come i nomi di altre città della zona), si trasformò in Nonantola; stretta tra le fiorenti colonie di Mutina (Modena) e Bonomia (Bologna), la cittadina non ebbe inizialmente un grande sviluppo. Durante le invasioni barbariche fu abbandonata dai coloni fino a quando, nell’ VIII secolo, il duca Anselmo, cognato del re longobardo Astolfo, divenuto monaco benedettino, fondò il Monastero e l’Abbazia. Anselmo portò da Roma le spoglie di San Silvestro Papa e da allora il complesso monasteriale fu dedicato al Santo. Dall’epoca longobarda l’Abbazia divenne sempre più importante e influente nel territorio circostante, ampliando i suoi possedimenti grazie al rigore degli studi monastici sacri e profani e acquistando il favore di re e Pontefici.



La magnifica zona esterna dell'abside con le tipiche decorazioni romaniche

La loggia quattrocentesca: quel che rimane dell'originario chiostro



Personaggi famosi diressero il Monastero: nel XVI secolo ne divenne governatore Giuliano della Rovere, il futuro Papa Giulio II, ma anche San Carlo Borromeo fu abate di Nonantola. Nel XV secolo la chiesa fu molto rimaneggiata, come accadde anche in epoca barocca; soppressa durante la Rivoluzione francese, soltanto nel 1913 la Chiesa di S. Silvestro, dopo un lungo abbandono, iniziò ad essere restaurata nella sua originaria fisionomia architettonica.
Dell’originaria costruzione carolingia, risalente al X-XI secolo, non rimane niente, a causa di incendi e distruzioni; l’attuale chiesa è riferibile al XII secolo e dunque si presenta in stile romanico, divisaall'interno in tre navate da pilastri cruciformi collegati da arcate a tutto sesto. La copertura è stata ricostruita con capriate scoperte e i materiali impiegati sono pietra, cotto e legno, secondo l’essenzialità tipica dello stile romanico italiano. La cripta sopraeleva interamente la zona dell’altare sul piano pavimentale, creando un’articolazione ordinata degli spazi interni; l’ampia abside, illuminata da strette finestre e una bella bifora, conclude l’austerità dei vani chiesastici offrendo ai fedeli quell’atmosfera meditativa e mistica che contraddistingue l’architettura del Medioevo.






Particolare: decorazione degli stipiti del portale
La navata centrale con la zona absidale sopraelevata dalla cripta

La facciata della chiesa abbaziale di Nonantola è a salienti, decorata da una bifora centrale e da archetti pensili, secondo il romanico lombardo e da un portale, non dissimile da quello della famosa Cattedrale di Modena, costruita com’ è noto dall’architetto Lanfranco. Il portale, i cui stipiti in pietra scolpiti con racemi, fogliami, mostri e figure umane, raccontano la storia dell’Abbazia e la vita di Gesù, è sovrastato da una lunetta  a  rilievo con la figura del Cristo in trono, attribuita alla mano dello scultore Wiligelmo, attivo a Modena, come dimostra lo stile severo ed essenziale delle forme. Il Maestro lapicida Wiligelmo è stato il primo grande scultore d'età romanica, capace di modellare immagini desunte dalla Bibbia e dal Vangelo con una potenza espressionistica davvero originalissima! Dinanzi allo splendido portale è stato ricostruito con materiali di reimpiego provenienti dall’interno il protiro, ovvero un piccolo atrio formato da un arco sostenuto da due colonnine marmoree, rette a loro volta da leoni stilofori, elemento questo che individua altre cattedrali romaniche d’Italia (per esempio S. Ciriaco ad Ancona e S. Nicola di Bari).
La parte più antica della chiesa è tuttavia la cripta, luogo nascosto in cui venivano conservate le sacre reliquie del Santo cui era dedicata; essa risale al secolo XI° ed è caratterizzata da volte a crociera sorrette da 64 colonne in marmo e 20 semicolonne in cotto, con capitelli e pulvini bizantini, provenienti da un primitivo edificio. L’altare della cripta custodisce i corpi di santi, fra cui quelli di S. Anselmo e di Adriano III Papa.



L'austera navata centrale

La lunetta posta sul portale con la figura di Cristo in trono tra gli evangelisti, attribuita allo scultore Wiligelmo




La suggestiva cripta dela chiesa abbaziale.


Anche la zona esterna absidale, un tempo decorata con tazze in ceramica smaltata di tradizione bizantina, colpisce per la sua monumentale bellezza e per la semplice ma raffinata decorazione, costituita da archetti pensili, arcate cieche, monofore e una piccola bifora centrale. Del chiostro originario rimane soltanto un lato di una loggia quattrocentesca.
L’Abbazia possiede uno degli archivi monastici più importanti d’Europa, che conserva 7.000 pergamene narranti le vicende del Monastero fin dall’VIII secolo. Fra i documenti autografi di Papi e Imperatori, i diplomi della Contessa Matilde di Canossa, un codice miniato membranaceo del XII secolo, conosciuto come l’Evangelario di Matilde con 9 miniature della vita di Gesù a piena pagina, l’Archivio custodisce un esemplare di immenso valore storico-documentario: la firma autografa di Carlo Magno! Nonantola è un autentico museo a cielo aperto!




Bruna Condoleo, storica dell'arte, giornalista, curatrice di mostre e di cataloghi d'arte




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