A Roma presso il Museo Storico della Fanteria una grande mostra antologica, Renato Guttuso. Anima mediterranea, curata da Vittorio Sgarbi, racconta il maestro siciliano e la sua arte, a 40 anni dalla morte, e la sua vita trascorsa tra Sicilia e Roma, sempre caratterizzata da un forte impegno civile. Un appuntamento importante per Roma, città ove Guttuso (Bagheria, 26 dicembre 1911/ Roma, 18 gennaio 1987) visse e lavorò dal 1937 fino all'ultimo. Dpo aver aderito alla Scuola Romana l'Artista entrò nel gruppo milanese di Corrente; negli anni '50 divenne Caposcuola del Realismo pittorico, posizione estetica ed etica attorno alla quale scrisse anche saggi, libri e articoli riguardanti il ruolo dell'artista nella società del suo tempo. Il suo linguaggio si collega alle avanguardie europee, soprattutto al neocubismo picassiano e all'estetica espressionistica, tuttavia la sua "anima mediterranea" non viene mai meno: lo testimoniano le folgoranti nature morte, i colori vivacissimi della sua terra, gli innumerevoli penetranti ritratti di amici e famigliari, la fatica del lavoro umano, i mercati ricolmi di rigogliosi frutti e di merce variopinta.
Il percorso espositivo della mostra romana riunisce circa 60 opere tra oli, disegni, acquerelli e incisioni creati dagli anni Trenta agli anni Ottanta, provenienti in gran parte da collezioni private, tra cui Giuseppe Iannaccone, Lino Mezzacane e Leonardo La Rocca e da istituzioni pubbliche come il Mart di Trento e Rovereto, la Fondazione Sicilia e la Banca d'Italia.
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Roberto Guttuso, La finestra blu, olio su tela cm.45x50, 1940/41 © |
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Renato Guttuso, I girasoli, litografia a colori 53x64 cm. 1984 © |
Cinque le sezioni tematiche in cui è articolata l'interessante mostra: Volti; Sicilia; Natura viva, nature morte; Artista e società; Il femminile, argomenti diversi e variegati che testimoniano una ricerca che abbraccia vita privata, identità e impegno civile, ispirata liberamente ai grandi Maestri del passato, da Antonello da Messina a Caravaggio, da Ingres a van Gogh, da Picasso a Grosz. Nel '42, com'è noto, malgrado fosse vincitore del secondo posto alla IV edizione del Premio Bergamo con la tragica Crocefissione, un grande olio su tavola memore di Guernica, non si placarono le polemiche di critici e di ambienti cattolici a causa del suo stile giudicato esasperatamente realistico per le linee convulse, per le deformazioni fisiche e per i cromatismi violenti, non adeguati a un'opera di carattere sacro!
Nella prima sezione della mostra "Volti", agli autoritratti potenti si affiancano i ritratti della moglie Mimise fino al Ritratto postumo di Kafka, immagine "di invenzione" basata su fotografie d'epoca, e il Sorriso dell'ignoto marinaio, un' acquaforte omaggio al Ritratto di ignoto marinaio di Antonello da Messina, creato per il romanzo storico di Vincenzo Consolo. Il legame con la terra natale caratterizza la sezione "Sicilia", dove spiccano lo Studio per La Vucciria del 1974, preparatorio al celebre dipinto, e la monumentale Eruzione dell'Etna del 1939, in cui un'immaginaria eruzione del vulcano spazza via uomini e cose con una forza travolgente.
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R. Guttuso, La pesca del pesce spada, olio s tela, 1949 ©
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Fichi d'India, olio su tela, 1985 ©
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Studio per la Vucciria, 1974©
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Alla sezione "Natura viva, nature morte" appartengono, tra gli altri, Natura morta con garofani e frutta, tra le prime dipinte da Guttuso, e Pannocchia di granturco, La finestra blu e i Fichi d'India, oli dal colorismo fiammeggiante, insieme ai paesaggi di Tivoli e di Varese e alla litografia a colori I girasoli, un sentito omaggio a van Gogh! Per l'Artista il paesaggio, sia contadino che urbano, è sempre un luogo fortemente collegato all'esperienza e alla memoria, come accade nella sezione "Artista e società", in cui egli esprime il personale impegno civile e politico contro le ingiustizie sociali. Dal monumentale dipinto Pesca del pesce spada al crudo Massacro degli agnelli, dalla Marcia di contadini nel feudo, dedicata alle lotte per la riforma agraria, al celebre La notte di Gibellina, ispirato al terremoto del Belice del 1968, fino all'acquaforte Omaggio a Picasso – Colombe, ovunque si evidenzia la finalità che Guttuso assegna all'arte, ovvero quella di giudicare in modo critico la realtà del presente per ipotizzare una prospettiva migliore nel futuro. La mostra si conclude con la sezione dedicata a "Il femminile" in cui il pittore esplora il corpo e la figura della donna, dalla drammatica Donna che grida alla sensuale Ragazza bionda su poltrona nera fino agli erotici nudi distesi.
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La mostra si conclude con la sezione dedicata a "Il femminile" in cui il pittore esplora il corpo e la figura della donna, dalla drammatica Donna che grida alla sensuale Ragazza bionda su poltrona nera fino agli erotici nudi distesi. "Per Guttuso-chiarisce il curatore Vittorio Sgarbi nel catalogo -non c'è stata mai, né avrebbe potuto esserci, pittura senza realtà. Non poteva esserci pittura che non guardasse al reale nella sua essenza più profonda, fin nei suoi dettagli meno evidenti, che non comprendesse tutto ciò di cui l'uomo si circonda e per il quale vive: la natura, innanzitutto, e il cielo, i frutti, le case, gli oggetti, gli animali, le piante; e poi l'amore, l'intimità, l'amicizia, la passione, la giustizia, l'etica, la lotta e la politica intese nel loro senso più alto".
"L'anima mediterranea- spiega la curatrice Marina Giordano– è un 'palinsesto' sensoriale e umano dove coesistono vitalità e tragicità, appartenenza locale e apertura all'orizzonte. A differenza di un'estetica astratta o concettuale, essa passa attraverso i sensi e la materia. È fatta di carne, cibo, grida di mercato, lavoro nei campi e sul mare, e così la ritroviamo nell'arte di Renato Guttuso." “Alberto Moravia – continua Sgarbi - nel dare l’addio al compagno di molte avventure e discussioni, disse che Guttuso, “il realista Guttuso”, era come “un fortino assediato nel deserto dell’astrazione”: metafora felice, che vuol significare quanto il pittore Guttuso fosse rimasto ferreo nel difendere, in tempi in cui l’arte si diversificava in mille rivoli diversi, spesso difficili da comprendere e astrusi al grande pubblico, le ragioni del realismo, l’attaccamento vero, sincero e profondo alla realtà delle cose, che è anche attaccamento ai sentimenti dai quali hanno origine le idee, le amicizie e le lotte, che appartiene al privato come al politico, entrambi riuniti sotto il medesimo segno della pittura di realtà.” |
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Ritratto di Mimise con il cappello rosso,olio su tela 1938/40 (coll.priv)© |
La mostra Renato Guttuso. Anima mediterranea è patrocinata da: Ministero della Difesa, Ministero del Turismo, Regione Lazio e Roma Capitale, Presidenza ARS - Assemblea Regionale Sicilia, Assessorati regionali ai Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea del Comune di Bagheria, con i musei: Museo Renato Guttuso e Museum, del Comune di Gibellina – Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 – MAC Museo d’Arte Contemporanea “Ludovico Corrao”.
La mostra, a cura di Vittorio Sgarbi e Marina Giordano, è prodotta dalla società Navigare, nell'ambito di un'iniziativa culturale del Ministero della Difesa – Difesa Servizi S.p.A., con il patrocinio del Ministero della Cultura e della Regione Siciliana.
L’esposizione sarà aperta tutti i giorni dal 17 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027 .
www.navigaremostre.com
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Bruna Condoleo, storica dell'arte e del costume, giornalista, curatrice di mostre e cataloghi d'arte, saggista
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